Sondaggi Referendum costituzionale: "No" sempre avanti

Cresce il vantaggio dello schieramento contrario alla riforma. Resta però l'imprevedibilità associata a un numero di indecisi ancora alto

Redazione

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18 novembre 2016 - IL PUNTO - Fine dei sondaggi. Nel senso che oggi siamo stati investiti dai risultati degli ultimi, prima del voto del referendum del 5 dicembre, sulla riforma costituzionale perché la legge poi impone il silenzio.

 

Ma anche nel senso che i sondaggi forse ci aiutano poco a capire cosa pensa il paese di questo referendum. O meglio, come è successo con Brexit e soprattutto con Trump, i sondaggi potrebbero faticare proprio a rilevare cosa pensi davvero una parte troppo ampia dell'elettorato. Insomma, sono sì attendibili ma non senza quei margini di errore che potrebbero anche essere decisivi per ribaltare le previsioni.
Per questo i dati che ci offrono vanno presi con molta circospezione.

Un punto sul quale sono più o meno d'accordo le rilevazioni è che fra coloro che dichiarano di andare a votare e sanno cosa votare, il No prevale piuttosto nettamente.
- Secondo Pagnoncelli (Ipsos Pa) per il Corriere della Sera siamo a 45% di Sì e 55% di No.
- Per Piepoli/La Stampa: Sì 46%, No 54%.

C'è però la questione degli indecisi o di chi non si pronuncia o non sa se andrà a votare; oltre alla variabile di chi proprio non andrà a votare.

Pagnoncelli per esempio spiega che la partecipazione al voto, secondo le sue stime, sarebbe attorno al 53,5%. Il che si traduce nel fatto che considerando la totalità degli aventi diritto, il Sì avrebbe il 21% dei consensi, il No il 26,1%.
Gli indecisi sarebbero il 6,4%.
Ci sono poi quelli che potrebbero cambiare ancora idea, pari al 6,6%: che porta la quota ascrivibile all'incertezza al 13%.

Piepoli però sostiene che fra gli indecisi, almeno fra coloro che dichiarano di esserlo, la maggioranza tende a essere comunque orientata per il No, anchee se per pochi punti ("marginalmente").

Più o meno tutti i sondaggi sono in linea con questi dati. (Cfr la nostra gallery qui sopra).

Resta forse un motivo di ottimismo per il governo: visti gli orientamenti dei sondaggi prima di Brexit e prima delle elezioni americane, c'è ancora margine per un errore notevole nelle rilevazioni.

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Ore 8:00 - Gli ultimi sondaggi sul referendum prima del divieto di pubblicazione pre voto, continuano a dare in vantaggio il "No", mentre resta ancora significativo il numero degli indecisi.

Oggi Repubblica ha pubblicato un sondaggio condotto da Demos:

Sì  34%

No 41%

Indecisi 25%

L'ultimo sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera:

Sì 45%

No 55%

Indecisi 13%

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31 ottobre 2016 - Non ci sono significativi cambiamenti nel panorama sondaggi per il referendum costituzionale del 5 dicembre. Si conferma in sostanza quanto detto nei giorni scorsi sull'estrema incertezza causata dall'alto numero di indecisi. Anche se, ovviamente, va sottolineato che in tutti i sondaggi il "No" continua a essere in vantaggio.

Abbiamo dunque un Demos pubblicato il 30 ottobre:
Sì 35%;
No 39%;
Indecisi 26%.

E un Ixè del 28 ottobre:
Sì 37%;
No 40%;
Indecisi 23%.

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28 ottobre 2016 - Sempre più importante il fattore indecisi al referendum costituzionale del 5 dicembre.

Secondo il sondaggio Index Research del 27 ottobre, i Sì sono al 48,7%, i No al 51,3%. Questo tra chi ha deciso di votare e sa cosa votare. Però ci sarebbe un 19% di indecisi; l'astensione invece è al 38,8%.

Secondo il sondaggio di Eumetra Monterosa, invece, sarebbe attorno al 26% il totale degli elettori indecisi, ai quali si aggiunge il 9% che ancora non ha deciso se andare a votare. Secondo questa rilevazione è invece del 15% la quota di chi ha già deciso che non andrà ai seggi elettorali.

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25 ottobre 2016 - Ecco tre nuovi sondaggi per il Referendum costituzionale del 4 dicembre. In tutti e tre, datati 24 ottobre, i dati si muovono poco rispetto alle precedenti rilevazioni.

Sondaggio Emg per La7 del 24 ottobre 2016:
Sì 34,7%, No 37,8%, Indecisi 27,5%.

Il precedente sondaggio Emg, del 17 ottobre, dava il Sì al 33,8%, il No al 37% gli indecisi al 29,2.
Sono dunque calati gli indecisi e sono aumentati di poco meno di un punto sia il Sì sia il No. Quindi, anche in questa rilevazione, come si era notato sabato scorso, non sembra vedersi una vera rimonta del Sì.

Sempre del 24 ottobre sono i sondaggi Ipr per Porta a Porta su Rai 1, e di Tecnè, sempre per Porta a Porta.

Ipr: Sì 49,2%, No 50,8% (il 17 ottobre era: Sì 48,5%, No 51,5).

Tecnè: Sì 47,5%, No 52,5% (il 17 ottobre era: Sì 48%, No 52%).

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22 ottobre 2016 - Ancora in salita la strada per il governo e il fronte del Sì verso il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, almeno a dar retta ai sondaggi.

Forse si potrebbe dire salita ancora più ripida, e i giorni a disposizione per recuperare sono pochi.

Perché per quasi tutte le rilevazioni il sì è dato per sconfitto.

L'ultima è quella di Ipsos, per il Corriere della Sera, pubblicata sabato 22 ottobre. Un sondaggio che genera brividi per Renzi: i Sì sarebbero al 46%, i No a 54%.

Va comunque aggiunto che secondo Ipsos, c'è un 8,5% di elettori che non ha ancora deciso cosa votare il 4 dicembre.

Lo stesso istituto - diretto da Nando Pagnoncelli - a inizio ottobre aveva rilevato un 48% per i Sì e 52% per i No. Insomma, la distanza fra i due schieramenti è raddoppiata.

In linea generale, i sondaggi degli ultimi giorni confermano tutti il vantaggio del No. Tranne Demopolis, che dà il 51% al Sì e il 49% al No.
Nicola Pepoli invece ha gli stessi numeri di Ipsos di oggi (46% Sì; 54% i No). Apre però uno spiraglio per Renzi. Citato da Repubblica, dice che la partita è aperta per la forza di volontà del premier di vincere. Perché "il Sì ha un significato naturalmente positivo, creativo. E questo ha presa nella gente."

Come ha sottolineato però anche Alessandro Ghisleri di Euroedia Research, sul vantaggio del Sì pesa comunque l'incognita degli indecisi, come osservato prima in riferimento al sondaggio di Ipsos.

Ecco i dati al 22 ottobre:
- Ipsos, Sì 46%, No 54%;
- Ipr, Sì 48,5%, No 51,5%;
- Alessandro Amadori, Sì 48%, No 52%;
- Euromedia Research, Sì 47,5%, No 52,5%;
- Istituto Piepoli, Sì 46%, No 54%;
- Alessandro Ghisleri: Sì 47,5%, No 52,5 
- Demopolis, Sì 51%, No 49%.
- Ixè, Sì 37%, No 38%, Indecisi 25%. 


A rendere più complesso il quadro - e a far tirare un sospiro di sollievo ai fautori del Sì - c'è un ultimo sondaggio di Index Research per Piazzapulita che segnala un vantaggio piuttosto netto del Sì tra gli under 24, mentre il No prende il largo tra gli over 65.

Referendum-costituzionale-sondaggio 22 ottobre

– Credits: Index Research

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