Redazione

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5 dicembre - IL PUNTO - Il risultato definitivo del referendum sulla riforma costituzionale nelle 61.551 sezioni in cui si è votato in Italia è stato del 60% per il No e del 40% per il Sì.

Alle urne sono andati 31.997.916 elettori pari al 68,48% degli aventi diritto. Sono i dati ufficiali forniti dal Viminale.

Dunque il No ha stravinto e il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni che presenterà oggi al Presidente della Repubblica.

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Questo il suo primo commento di Renzi su Twitter e a seguire il suo discorso:

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5 dicembre
00:20 - "L'esperienza del mio Governo finisce qui". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi prende atto della vittoria del NO nel suo discorso di lunedì 5 dicembre.

"Viva l'Italia che non sta alla finestra. Il No a vinto. Ai leader del fronte del NO le mie congratulazioni. Questo voto consegna loro oneri e onori insieme alla grande responsabilità di avanzare la proposta per la legge elettorale. Tocca a loro. Agli amici del Sì che hanno condiviso la riforma vorrei consegnare un abbraccio caloroso. Ci abbiamo provato ma non ce l'abbiamo fatta. Abbiamo ottenuto milioni di voti impressionanti ma non sufficienti. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta e dico agli amici del si che ho perso io e non voi. Vorrei che foste fieri di voi stessi. Arriverà un giorno in cui tornerete a festeggiare la vittoria.

Io invece ho perso. Lo dico a voce alta ance se con un nodo in gola. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Ho fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase... Ma credo nella democrazia.

L'esperienza del mio Governo finisce qui. Domani pomeriggio riunirò il consiglio dei ministri, ringrazierò i colleghi per l'avventura e salirò al Quirinale dove al Presidente della Repubblica consegnerò le mie dimissioni".

Dopo mille giorni di Governo, dunque, Renzi lascia.

La reazione di Matteo Salvini (Lega Nord): "Attendiamo rispettosamente la sentenza della Consulta, che speriamo arrivi presto. Ma al di là di qualunque scelta della Consulta siamo pronti a votare il prima possibile con qualunque legge elettorale".

La reazione di Beppe Grillo: "Addio Renzi" ora, "gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto. La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c'à già: l'Italicum".

Parere diverso in Forza Italia: "Il Pd ha la maggioranza ed ha il dovere di fare un altro governo visto che in Parlamento ha la maggioranza ma senza Renzi" ha dichirato Renato Brunetta.

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24:00 - QUINTA PROIEZIONE (copertura 100%): No al 59,3%, Si al 40,7%
QUARTA PROIEZIONE (copertura 80%): No al 59,3%, Si al 40,7%
TERZA PROIEZIONE (copertura 60%): No al 59,5%, Si al 40,5%
SECONDA PROIEZIONE (copertura 38%): No al 59,5%, Si al 40,5%
PRIMA PROIEZIONE (copertura 10%): NO al 59,2% e SI al 40,8%
Affluenza al 69%.

23:58 - SECONDA PROIEZIONE (copertura 38%): No al 59,5%, Si al 40,5%

23:38- PRIMA PROIEZIONE: No al 59,2%, Si al 40,8%

23:36 - Terzo exit poll Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai: Sì è al 39-43% ed il No al 57-61%.

23:27 - SECONDO EXIT POLL - Tecnè per Mediaset: Sì è al 41-45%, il No è al 55-59%.
Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai: Sì è al 42-46%, il No al 54-58%.
Emg per La7: Sì è al 41-45%, il No al 55-59%.

23:26 - Secondo i primi dati arrivati al Viminale (relativi al 10% dei comuni, circa 800 su un totale di 7.998) l'affluenza alle urne alla chiusura dei seggi in Italia per il referendum va attestandosi sopra il 68%. Lo si rileva dal sito del ministero dell'Interno. Il record nel centro nord con Veneto ed Emilia Romagna in testa con il 65,91%.

23:10 - Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini è il primo a prendere la parola: "Grazie ai cittadini italiani che sono andati a votare, tantissimi. Se fossero confermati i dati di cui si parla sarebbe una grande vittoria degli italiani, Renzi in un paese normale dovrebbe dimettersi subito, non sarebbe solo una sconfitta di Renzi ma dei suoi lacché, dai banchieri ai finanzieri, dal presidente di Confindustria... sarebbe un segnale inequivocabile contro tutto e contro tutti..."

23:01 - PRIMO EXIT POLL - Tecnè per Mediaset: Sì è al 41-45%, il No è al 55-59%.
Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai: Sì è al 42-46%, il No al 54-58%.
Emg per La7: Sì è al 41-45%, il No al 55-59%.

22:52 - I vicesegretari Lorenzo Guerini e Deborah Serracchiani, i capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda e molti ministri, tra i quali Dario Franceschini, sono arrivati nella sede del Pd a Largo del Nazareno per attendere l'esito del referendum.
Ferve l'attesa anche nel comitato per il No, allestito in un coworking a San Lorenzo, zona popolare di Roma. Nella sede sono giunti tra gli altri Alfonso Pecoraro Scanio, Giovanni Russo Spena, Alfonso Gianni.

22:30 - Uno scontrino, una lettera per una banca, un passaporto e persino un assegno da 7000 sterline. Nelle buste arrivate dall'estero a Castelnuovo di Porto per votare per il referendum è stato trovato davvero di tutto. E le relative schede elettorali sono state annullate.

A riferirlo sono i rappresentanti di lista del M5s Davide Barillari e del Comitato per il no Saverio D'Auria, dal bunker della Protezione civile. "Molti - spiegano - hanno confuso la busta con la scheda come un modo per comunicare con il consolato. Altri si sono semplicemente sbagliati". E dunque? sotto gli occhi degli esterrefatti scrutatori sono spuntate cose perlomeno insolite: lettere di protesta contro il Consolato, corrispondenza privata e persino un certificato di morte con una rimostranza: questo elettore è deceduto, smettetela di cercarlo per votare.

21:00 - Un'affluenza molto alta, del 57.24% alle ore 19, ha caratterizzato la giornata elettorale. Il record lo hanno registrato le regioni del centro nord, il Veneto e l'Emilia Romagna in testa, entrambe con il 65.91%; dal Piemonte alle Marche, tutte alle ore 19 hanno superato il 60% degli elettori andati a votare. Il Lazio, con il 56.86% dei votanti, mostra un'Italia "divisa in due" ma l'affluenza più bassa è in Calabria, con il 44,34% degli elettori che si sono presentati alle urne.

19:00 - Secondo i dati arrivati al Viminale relativi al 50% dei comuni su un totale di 7.998, l'affluenza alle urne alle ore 19 in Italia per il referendum va attestandosi intorno al 57%. Lo si rileva dal sito del ministero dell'Interno. Nella maggior parte delle regioni del nord e del centro, l'affluenza alle ore 19 supera il 60%

18:00 - La giornata è stata caratterizzata dal cosiddetto "caso matite": molti, dopo un tam tam su Fb, sono arrivati al seggio armati di gomma per cancellare, per verificare l'alterabilità o meno del segno.

L'allarme era partito dopo le denunce di comuni cittadini e quella del cantautore toscano Piero Pelù che su Fb ha scritto: "La matita che ho usato per votare era cancellabile. Dopo aver provato su un foglio e averlo constatato ho denunciato la cosa al presidente del mio seggio. Fatelo pure voi". Il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto al ministero dell'Interno e in 140 procure.

Ma il ministero dell'Interno, con una nota, ha spiegato che "le matite cosiddette "copiative" sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale".

17:00 - È polemica nella sede di Castelnuovo di Porto dove si svolgono le operazioni legate al voto dall'estero e dove sono stati allestiti circa 1500 seggi e un esercito di presidenti, scrutatori e rappresentanti di lista hanno paralizzato per chilometri la via Tiberina.

Alcuni rappresentanti dei comitati del 'No', in testa il M5s, hanno denunciato di essere stati esclusi per circa due ore dalle operazioni preliminari allo spoglio per degli errori formali "compiuti dalla Corte d'Appello". Nel tardo pomeriggio la replica della Corte d'Appello: l'errore è "imputabile solamente ai presentatori della richiesta", che, al momento di presentarsi alle porte del 'bunker' di Castelnuovo, avrebbero indicato una denominazione di comitato diversa da quella con la quale avevano presentato gli atti.

Irregolarità sono state segnalate anche dalla senatrice di Si Loredana De Petris. "Tutto regolare, si sta lavorando tranquillamente: creare allarmismi è da incoscienti - sostiene invece Patrizia Prestipino, rappresentante per il Pd - non ci sono irregolarità. Alle ore 23 nuova rilevazione dei votanti. Subito dopo lo scrutinio.

13:48 - Il 20.1% degli aventi diritto al voto, oggi alle ore 12, è andato alle urne per il referendum che modificheraà o meno - a seconda se vinceranno i sì o i no - la Costituzione italiana. Un'affluenza massiccia, soprattutto al nord, se si pensa che all'ultimo referendum, quello per le trivellazioni in mare, nell'aprile scorso, ando' alle urne alle ore 12 l'8.35% degli italiani mentre il referendum per la modifica del Titolo V nel 2001 vide la partecipazione, a mezzogiorno, solo del 7,8% e il referendum costituzionale del 2006 sulla devolution alle 12 vide andare alle urne il 10,1% dei votanti.

L'affluenza finora è stata massiccia al nord, più freddo verso il quesito referendario il sud. Nelle grandi cittaà la maggiore affluenza è stata registrata a Bologna, col 26,67%; a Milano alle ore 12 ha votato il 22,8% degli aventi diritto. A Roma la percentuale dei votanti è del 18,9, a Torino del 18,4. Minore l'affluenza al sud: a Napoli ha votato il 15%. 

Il premier Renzi intorno alle 11 è andato a votare nella scuola De Amicis dove ha sede la sezione n.3 di Pontassieve. "Beh, ora ci penso...", ha risposto sorridendo ad una signora che all'ingresso della scuola gli ha chiesto scherzando: "Presidente, ha già deciso come vota?".

7:10 - Si sono aperti regolarmente alle ore 7 i seggi per il referendum costituzionale, con le "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione". Il corpo elettorale, ripartito nei 7.998 Comuni e nelle 61.551 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 uomini e 24.249.670 donne. Lo scrutinio dei voti inizierà subito dopo la chiusura delle votazioni alle ore 23

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2 dicembre

Si avvicina la data di domenica 4 dicembre. Dalle 7 alle 23 si vota per il referendum costituzionale per dire Sì o No alla riforma della Costituzione italiana voluta dal Governo Renzi. A due giorni dal voto non si abbassano i toni tra i sostenitori dei due fronti opposti che si continuano a scambiare accuse reciproche.

Intanto gli occhi sono puntati su una piccola cittadina lungo la via Flaminia a nord di Roma, Castelnuovo di Porto: è qui che, domenica sera, la partita del referendum potrebbe giocarsi la battaglia decisiva. È qui, infatti, che verranno scrutinati quei voti degli italiani all'estero sui quali da giorni il Comitato del No promette battaglia, segnalando irregolarità e contestando una campagna per il Sì che - è questa l'accusa - ha abusato del sostegno del governo al Sì.

Accuse che il 1 dicembre, giorno in cui sono scaduti i termini per votare dall'estero, la Farnesina ha respinto nettamente, assicurando "la professionalità e l'assoluta imparzialità" della rete diplomatica e "diffidando dal divulgare notizie false che possano essere diffamatorie".

Di fatto, sul voto dei poco più di 4 milioni di connazionali in giro per il mondo, è già scontro. E, stando ai boatos di palazzo secondo cui in un eventuale testa a testa proprio il voto estero (con un incidenza che andrebbe dal 3 al 5%) potrebbe essere decisivo, lo scontro rischia di trovare il suo apice nella notte elettorale. Il Comitato del No - che aveva già promesso il ricorso alla Consulta se il voto all'estero risultasse decisivo per la vittoria del Sì - invierà 200 volontari a Castelnuovo di Porto "sulla scorta di irregolarità che sono state segnalate e per la pressione del Governo sul voto all'estero".

Ed è già pronto un team legale "che in caso di irregolarità potrà intervenire tempestivamente". La battaglia sulla regolarità del voto estero, tra l'altro, coinvolge quasi tutti Comitati per il No, da quello di Alessandro Pace a quello di Gaetano Quagliariello e Guglielmo Vaccaro fino al Comitato presieduto da Guido Calvi. E con il M5S che annuncia l'invio a Castelnuovo "100 controllori" per un voto "a rischio brogli". Attacchi sui quali il fronte del Sì per ora sorvola. "Il fatto che qualcuno annuncia già che farà ricorso è segnale di debolezza", sottolinea il ministro della Difesa Roberta Pinotti laddove Dario Franceschini taglia corto: "se qualcuno ha qualcosa da dire, faccia denuncia".

Nel pomeriggio la Farnesina - dove la settimana scorsa il ministro Paolo Gentiloni ha incontrato le delegazioni dei Comitati del Sì e del No per fare un punto sul voto estero - interviene tentando di mettere un punto alle polemiche. Quelle giunte al Ministero sono "perlopiù segnalazioni prive di fondamento generate da commenti circolati sui social media", spiega una nota del ministero, smentendo categoricamente l'esistenza di un documento che invita la rete diplomatico-consolare alla "mobilizzazione generale per il sì".

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