Politica

Referendum costituzionale: accuse e colpi bassi

"Scrofa ferita", "killer dei figli", "caricare la doppietta". I toni violenti e offensivi della politica italiana a pochi giorni dal voto del 4 dicembre

renzi

Redazione

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Più che una democratica chiamata alle urne, l'appuntamento del 4 dicembre per votare SI o NO alla riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi ha ormai assunto i toni dello scontro politico tra renziani e anti-renziani, tra maggioranza e opposizione, tra correnti e correnticole. La personalizzazione renziana del referendum (di cui peraltro il presidente del Consiglio è il primo artefice avendo dichiarato mesi fa "se vince il NO mi dimetto" poi rimangiato e rimasticato in chiave diversa) ha spostato il focus del voto sulla crisi di Governo. Il tutto in maniera a volte violenta, a volte colorita, a volte volgare.

Lo stesso Renzi tenta di ammorbidire i toni: "Il 5 non arriveranno comunque le cavallette, se vince il sì ci sarà uno Stato più semplice, se no rimarremo come adesso in un sistema che per me non funziona ma non è anti-democratico". Ma è servito a poco.

Ecco i toni con cui, a due settimane dal voto, si sta qualificando la campagna politica per il NO e quella per il Si. [in aggiornamento]

21 Novembre - La "Scrofa ferita"
"Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda. Ormai non argomenta, si dedica all'insulto gratuito e alla menzogna sistematica".

Così il blog di Beppe Grillo che per il secondo giorno consecutivo attacca il Presidente del Consiglio, il quale però da Lucca risponde: "Tra 12 giorni si decide il futuro del Paese. Stiamo cercando di non alimentare lo scontro. Da parte dei leader del fronte del No c'è garbo, eleganza... Ma al solito garbo di Grillo - volendo bene anche alle scrofe sane, non solo ferite - rispondiamo con un messaggio di leggerezza e tranquillità. Non stiamo dividendo il Paese. Non è una guerra, si chiama democrazia. E se continuano a cercare la rissa dobbiamo essere calmi, tranquilli. Stiamo parlando - sottolinea - di un referendum che ha una scheda dove si chiede di dire Sì o No alla riforma: la discussione non è sulla legge elettorale, non è sulla deriva autoritaria o sull'uomo solo al comando, ma sul merito".

"Vado a lubrificare la doppietta"
Il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle a Mirandola (Modena), Nunzio Tinchelli, ha postato e poi rimosso su Facebook un attacco molto duro all'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini commentando la sua indicazione a votare sì al referendum, ed evocando anche l'uso delle armi. "Casini che si atteggia a vecchio saggio e loda pure con parole mielose e ipocrite il comunista nemico di sempre Napolitano non posso sopportarlo ! - ha scritto Tinchelli - Casini togliti dai? Hai già fatto fortuna! Io intanto vado a lubrificare la doppietta". Il consigliere pentastellato ha cancellato poi il post e scritto le sue scuse, ma la frase originaria diffusa in rete ha suscitato dure condanne.

19 novembre - "L'accozzaglia"
"In questo referendum vediamo che c'è un'accozzaglia di tutti contro una sola persona. Senza una proposta alternativa. Ma vi rendete conto che ci sono Berlusconi e Travaglio insieme, D'Alema e Grillo insieme..." Il Presidente del Consiglio si trova a Matera e definisce "accozzaglia" il fronte del No. Il passo indietro avverrà il giorno seguente alla trasmissione In Mezz'Ora di Lucia Annunziata. Nel faccia a faccia con Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil che lo rimprovera: "Neanche contro la Legge Truffa del ‘53 quando il Pc votò insieme al Msi si usarono questi termini". "Non volevo offendere nessuno, mi scuso - risponde il presidente del Consiglio"

18 Novembre - I "killer della vita dei nostri figli"
Beppe Grillo gira un video e lo pubblica sul suo blog. Riflette sul Paese, sulla sonnolenza dei cittadini e poi attacca la riforma costituzionale "oltre la dittatura" e definisce "Killer della vita dei nostri figli" i suoi fautori. Puntuale la risposta del premier che accusa il leader del M5S di voler distrarre l'attenzione dai problemi del suo movimento, imbrigliato nello scandalo firme false a Palermo.

- QUI COSA HA DETTO GRILLO


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