Politica

Rai, rush finale per l'ad e il presidente

Con le ultime e travagliate nomine sta per prendere corpo la nuova Rai a trazione grillino-leghista

Rai: sede viale Mazzini

Antonella Piperno

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Se non ci saranno intoppi dell’ultima ora, venerdì 27 luglio sarà il giorno in cui prenderà corpo, con la nomina dell’amministratore delegato e del presidente, la prima Rai grillino-leghista, che sarà anche la prima con la forma prevista dalla legge di riforma renziana. 

AMMINISTRATORE DELEGATO, CHI SALE E CHI SCENDE

Fabrizio Salini, annunciato per settimane dal totonomine sulla poltronissima da amministratore delegato, sembra destinato a non sedercisi. Il preferito di Luigi Di Maio non ce l’avrebbe fatta a superare le barriere della Lega, dovute alle sue quote nella società Stand by me della renziana Simona Ercolani.

Cresce quindi la papabilità di Andrea Castellari (ad di Viacom), quella di Marcello Ciannamea, direttore dei palinsesti di  viale Mazzini, e nel rush finale rispunta  anche Valerio Fiorespino, ex capo del personale Rai (fatto fuori dai renziani e quindi ben visto dal nuovo governo).

LA PRESIDENZA E LE QUOTE DI GENERE 

Si parla di Fabrizio Del Noce, che si dice pronto a rientrare dal Portogallo, dove ha fissato la sua residenza, e di Giovanni Minoli, che è però marito di Matilde Bernabei, assopigliatutto di Rai Fiction con la sua Lux Vide. Ma il totonomine ha perso di vista che la legge Madia sulle partecipate pubbliche prevede il principio delle quote di genere. E che per ora sui sette del cda ci sono solo due donne, Beatrice Coletti e Rita Borioni.

Se non passasse il nome di Giovanna Bianchi Clerici, in quota Giancarlo Giorgetti, la scelta potrebbe convergere su Eleonora Andreatta, direttore di Raifiction (sempre che non ce la faccia invece come ad). Oppure in queste ultime ore dovrebbe spuntare dal cilindro il nome di un’altra donna.

ASSALTO AI TG

Nella prima settimana di agosto dovrebbero essere rinnovate anche le direzioni dei Tg. Per il Tg1 c’è tuttora un braccio di ferro tra M5s che vorrebbe metterci Peter Gomez, oggi direttore del sito del Fatto quotidiano e la Lega che spinge per Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1 che vanta anche buoni rapporti con il premier Giuseppe Conte.

Secondo La Repubblica sia Sangiuliano che Alberto Matano (spinto dai grillini verso il Tg2 o il Tg3) sarebbero stati ricevuti da Di Maio a casa sua, particolare compromettente che sia Sangiuliano sia Di Maio hanno già smentito, gridando alla fake news.

Tra i papabili si parla anche di Federica Sciarelli al Tg3, di Paolo Corsini alla Tgr (ora è caporedattore dei telegiornali di Rai Parlamento e il suo nome, si dice, sarebbe stato selezionato anche per l’attività sindacale che lo ha portato ad evere grande dimestichezza con i colleghi delle sedi regionali). Ma in lizza per quella poltrona (o in alternativa per quella di Raiparlamento) c’è anche l’attuale vicedirettore della Tgr Nicola Rao. Mentre il condirettore di Rainews 24 Alessandro Casarin, che è di Varese come Giorgetti e piace anche al presidente della commissione di Vigilanza Barachini  sarebbe diretto al timone di Rainews o del Tg2.

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