Paola Muraro risulta indagata dal 21 aprile. E del fascicolo aperto sull'assessore all'Ambiente del Comune di Roma sapevano sia il sindaco Virginia Raggi sia il direttorio del M5S, almeno stando a quanto avrebbe riferito la stessa prima cittadina nell'audizione-fiume in commissione Rifiuti. 

Se diversi aspetti della vicenda sono ancora da chiarire (con i vertici pentastellati che hanno smentito il fatto di essere stati informati dalla stessa Raggi e con alcuni di loro - secondo indiscrezioni - intenzionati a chiedere le dimissioni della Muraro), certa è invece la bufera scatenatasi sul M5S non solo a livello capitolino. Via social, delizia ma stavolta anche croce del Movimento di Beppe Grillo, è infatti rapidamente montata la protesta della base, mentre alcuni dei maggiori esponenti del partito hanno più o meno direttamente confermato l'estrema delicatezza del momento.

Assolutamente esplicito risulta ad esempio il messaggio facebook con cui Alessandro Di Battista, componente del Direttorio, ha annunciato l'annullamento della tappa di Ischia del suo tour in scooter: "Ci sono problemi a Roma ed è meglio tornare". Mentre la decisione last-minute di Luigi Di Maio di non partecipare alla prima puntata di Politics, la nuova trasmissione di Raitre, non è stata accompagnata da una motivazione ufficiale, ma è più che facilmente interpretabile.

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PER APPROFONDIRE:
- Così Raggi ha deluso tutti
- L'incompetenza del Campidoglio
- Raggi e il caso Muraro
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Pizzarotti chiede le dimissioni del Direttorio
Nella polemica interna al partito si è tra l'altro inserito anche Federico Pizzarotti: con una nota ufficiale il sindaco di Parma, dopo essersi autodefinito "sospeso dal M5S e da mesi ormai in attesa di verdetto", ha infatti esplicitamente chiesto le dimissioni in blocco del Direttorio "per non aver saputo gestire il Movimento". Sottolineando inoltre: "Nei due anni in cui il Direttorio gestisce il M5S sono stati scaricati due sindaci, di Gela e di Quarto, un terzo è stato sospeso oltre 100 giorni fa senza che esistesse una regola per farlo, ora vi è il caos a Roma, con un rimpallo di accuse tra chi dice di aver avvisato il Direttorio e chi invece sostiene di non sapere nulla dell'indagine in corso nei confronti dell'assessore Muraro. Tutto questo è stato causato da una grave mancanza di regole chiare a tutti... L'Italia non si governa con due clic in rete e con decisioni calate dall'alto e a porte chiuse. Serve incontrarsi, parlarsi, organizzarsi, anche litigare e discutere. Ma serve farlo a livello nazionale e con la partecipazione di tutti". 

Svolta per il Movimento 5 Stelle?
Al di là dell'indagine, il punto vero della questione è proprio l'atteggiamento del Movimento 5 Stelle davanti a questo tipo di situazione. L'indagine (come quella in cui è coinvolta Muraro) è da un punto di vista giuridico un'anticamera molto lontana da qualsiasi atto di qualche rilevanza (da un'imputazione, per esempio, senza contare che non siamo in presenza neanche di un avviso di garanzia). Ma il Movimento 5 Stelle non è mai stato garantista: ha sempre puntato il dito, alzato la voce, urlato contro chiunque in ambito politico si fosse sporcato nome e mani anche senza entrare a tutti gli effetti in un'indagine vera e propria. E ora? Cosa farà?

Il rischio è dunque che perda di credibilità proprio nei confronti della sua base che in questa lotta alla trasparenza, al "vento da cambiare" e alla pulizia da fare, ha fatto uno dei suoi dogmi.

L'unico ad intervenire sulla vicenda nella serata di ieri è stato Alessandro Di Battista: "Contro di noi c'è un intero sistema che ci fa guerra. Le Olimpiadi sono l'obiettivo di questi palazzinari", attacca su Facebook. Ma sul Movimento, in queste ore, si è scatenata una vera e propria bufera, con il caso Muraro che si aggiunge alle critiche piovute sulla nomina di Raffaele De Dominicis e sul presunto coinvolgimento dello studio legale Sammarco, ovvero lo studio in cui il sindaco lavorava prima di salire in Campidoglio.

Due "grane" dalle conseguenze imprevedibili e che vedrebbero i vertici M5S, al di là della difesa di ordinanza, pronti anche a sacrificare Muraro, peraltro funzionario "esterno" al Movimento. Tanto che è la stessa Raggi ad azzardare: "attendiamo di leggere le carte. Quando avremo maggiori informazioni prenderemo provvedimenti".

L'audizione: Muraro indagata dal 21 aprile
L'audizione a Palazzo San Macuto si è trasformtaa in una sorta di serrato interrogatorio (che costringe Raggi e Muraro a saltare la Giunta lampo prevista in serata in campidoglio) sin da quando, in apertura, il presidente Alessandro Bratti informa i membri della commissione che Muraro risulta indagata dal 21 aprile.

L'assessore conferma, spiegando di aver saputo dell'indagine (le viene contestata la violazione dell'art.256 del testo unico sull'Ambiente) il 18 luglio. "Del fascicolo sono stata informata nella seconda metà di luglio", aggiunge Raggi che, alla richiesta se siano stati avvisati anche i vertici del M5S, si spinge in una risposta destinata a creare un nuovo vespaio: "sì, certo".

Di fronte alla commissione Raggi e Muraro ribadiscono più volte di non aver mai mentito attaccandosi a una questione sottile. "Le domande che ci ponevate erano sull'avviso di garanzia e non c'è alcun avviso di garanzia. Se mi avessero chiesto delle indagini avrei risposto quello che ho risposto qui", spiega Raggi difendendosi, indirettamente, anche dalla raffica di attacchi targati Pd secondo cui "Raggi e Muraro sono inaffidabili".

Raggi: "non molliamo, ho l'appoggio di Grillo"
Ma il sindaco capitolino, sebbene la difesa dei vertici M5S appaia più tenue di qualche settimana fa, non ha alcuna intenzione di mollare. "Abbiamo trovato qualche piccola resistenza ma non ci spaventiamo, lo sapevamo e andiamo avanti", assicura, prima di recarsi in commissione, in un video su Facebook pubblicato anche sul blog su Beppe Grillo.

E in commissione rilancia: "noi abbiamo questa pazza idea di governare per 5 anni". Ma il caso Muraro rischia di mettere in difficoltà l'intero Movimento e di dar voce più forte alle frange più critiche. Se il M5S si comporterà con Raggi come con me? "Bella domanda", risponde il sindaco Federico Pizzarotti, sospeso per non aver comunicato ai vertici di essere indagato. Le prossime ore saranno decisive. "Ho avuto un sms di sostegno di Grillo", assicurava in mattinata Raggi al Corriere della Sera. Ma l'impressione è che dai vertici 5S si farà di tutto per cercare di isolare il caso Roma dal resto del Movimento. (ANSA/AGI)

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