Raffaele Cantone: intervista al Grande Fratello d'Italia

I poteri dell'Anac sembrano aumentare ogni giorno. Anche per colpa della politica in ritirata. Il capo dell'Autorità traccia alcuni confini

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Il magistrato Raffaele Cantone – Credits: ANSA/MATTEO BAZZI

Annalisa Chirico

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Hai un problema? Suonare al citofono Cantone. "L'Anticorruzione è un gendarmone sovraccarico" ebbe a dire una volta Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale. Il giurista si riferiva all'Autorità nazionale anticorruzione.

A capo dell'Anac dal novembre 2014 è Raffaele Cantone, magistrato anticamorra. "In realtà" si schermisce lui "ho avuto un chiarimento con il professore: l'Anac nonè un'autorità per la legalità. L'Anac ha competenze ampie, è vero, ma in settori specificie circoscritti: prevenzione della corruzione, trasparenza e Codice dei contratti. Stop".

Un mare di competenze
In effetti, le competenze di questa struttura di circa 300 dipendenti si sono estese a dismisura, e nell'edificio di Galleria Sciarra, quartiere romano di Trevi, hanno poteri davvero ampi: di vigilanza e controllo nei confronti della pubblica amministrazione; contro la violazione delle norme dei piani triennali anticorruzione e dei codici di comportamento; vigilanza sui contratti pubblici; orientamento dell'attività amministrativa e legislativa (quel che gli anglosassoni definiscono "soft law"); potere ispettivo e repressivo su segnalazione di soggetti pubblici e privati. Non basta.

L'Anac può essere destinataria di informazioni da parte delle Procure quando il pm esercita l'azione penale in certe categorie di reato, ed è dotata di uno speciale "nucleo anticorruzione" della Guardia di finanza. Inoltre la legge anticorruzione, la 190 del 2012, ha assegnato al numero 1 dell'Anac poteri monocratici che gli consentono i commissariamenti degli appalti: è la facoltà che Cantone ha esercitato nell'attività di controllo sugli appalti "inquinati" per l'Expo di Milano e nell'indagine sul Mose di Venezia.

Il costo di una siringa
Insomma, si fa prima a elencare i poteri che l'Anac non ha. "Le competenze sono ampie" ammette Cantone "ma i settori di intervento sono limitati". Dallo scorso marzo l'Anac si occupa perfino di determinare i giusti prezzi di acquisto delle siringhe da parte delle Aziende sanitarie delle Regioni, e anche del prezzo delle forniture di carta in risme e di certi servizi di pulizia in ambito sanitario.

Anzi, va detto che, con la delibera numero 212 del 2 marzo, l'Anac ha risolto uno degli enigmi della finanza pubblica italiana: il costo standard della siringa. Sul tema si discute dal 2010, quando Giulio Tremonti, ministro dell'Economia a caccia delle irrazionalità del sistema d'acquisti pubblico, notò che una siringa da 5 ml costava allo Stato 5 centesimi in Sicilia, e 3 in Toscana. Grazie all'Anac, oggi sappiamo che una "siringa da infusione e irrigazione monouso con cono luera tre pezzi senza ago da 5 ml, per iniezione parenterale" dovrebbe costare ovunque 2,73 centesimi, al netto dell'Iva.

La delibera individua prezzi corretti per cotone, cerotti... Dalla lotta anti-mazzetta si passa a "ok, il prezzo è giusto"? "Abbiamo ereditato questa competenza" risponde Cantone "dalla vecchia Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, cessata. Ma ho fatto notare che sarebbe più logico affidare il compito ad altri, per esempio all'Istat".

Hai un problema? Suonare al citofono Cantone: sembra uno spot nazionale. "Per qualcuno siamo diventati uno sfogatoio. Una signora ci ha scritto sostenendo di aver subìto un avvelenamento da farmaci. Le abbiamo spiegato che doveva rivolgersi a una Procura, non a noi. Una lista civica che si presenta alle amministrative a Napoli ci ha inviato i nominativi dei candidati: l'abbiamo rispedita al mittente perché noi non ci occupiamo di liste elettorali".

Insomma, sono tutti alla ricerca del "bollino" di Cantone. "Qualcuno pensa davvero che le organizzazioni criminali puntino su un pregiudicato alle elezioni? Sono le persone immacolate che possono prestarsi a certi interessi malavitosi. Pensi poi a Peppino Impastato, il giornalista ucciso dalla mafia che era figlio di un boss: non sono nemmeno i legami di parentela a conferire le stimmate. E poi la compilazione delle liste spetta alla politica nella sua autonomia. Affidarsi a organi esterni, come la commissione antimafia o l'Anac, è deresponsabilizzante".

A Cantone capita di sentirsi una foglia di fico per chi vuole darsi un'aura di correttezza legalitaria? "Al di là delle intenzioni altrui, io non mi faccio strumentalizzare. A Roma trascorro quattro giorni a settimana, poi torno a Napoli perché ho bisogno di studiare gli atti che dobbiamo adottare".

Giorgia Meloni ha proposto che l'Anac tenga un corso ai candidati che la sostengono. Come s'impara a non prendere mazzette? "Non si va certo a lezione. Ho incontrato Meloni, come Virginia Raggi e Roberto Giachetti, e ho illustrato loro quanto abbiamo accertato sul sistema degli appalti a Roma. Ma a tutti ho chiarito che l'Anac non esamina le liste".

Il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, propone d'introdurre la figura del pentito anticorruzione. "Esiste già un'attenuante speciale per chi collabora con i magistrati contro la corruzione: eviterei altre soluzioni".

Il legislatore ha introdotto la figura del "wistleblower", il dipendente pubblico che segnala all'Anac illeciti in regime di riservatezza. Negli Stati Uniti questa possibilità è estesa ai privati e prevede compensi. "Sono favorevole, ma resto contrario alla taglia. Chi denuncia va tutelato da mobbing e licenziamento, ma non va stimolato per lucro".

A Milano l'Anac ha contestato una delibera comunale che rinnovava il contratto di affitto nella Galleria al ristorante Savini, luogo-simbolo. "Siamo intervenuti e abbiamo fatto notare che non c'era stata una gara. Ora il Comune deve stabilire se rientri nei casi in cui è consentito l'affidamento diretto".

È vero che l'Anac deve conferire un bollino di garanzia ai siti web degli 8 mila Comuni italiani? "Dobbiamo controllare che i siti siano dotati di una sezione intitolata Amministrazione e trasparenza, è un obbligo di legge. Eseguiamo controlli a campione".

Il potere, si dice, è come le ciliegie, una tira l'altra: avete già fatto indigestione? "Non mi pare. Noi non vogliamo nuove competenze, vogliamo gestire al meglio i poteri che abbiamo e servono mezzi per dimostrare di essere all'altezza del compito. Crede siano in pochi ad aspettarci al varco, sperando in un nostro fallimento?".

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