Nati dallo spirito del radicalismo laico ottocentesco e dagli ideali risorgimentali, i radicali italiani si ritrovano uniti da esuli durante il ventennio fascista. Attorno a "Giustizia e Libertà" dei fratelli Rosselli si radunano gli intellettuali fuoriusciti che daranno vita al partito nel dopoguerra (Ernesto Rossi, Piero Calamandrei, Dino Vannucci).

La spinta maggiore alla costituzione in partito politico dei Radicali si sviluppa attorno alla figura di Mario Pannunzio, direttore della rivista "Il Mondo". Le prime battaglie sono già un assaggio di quelle che il partito combatterà nei decenni successivi: abolizione di enti e leggi ereditate dal fascismo, laicità della scuola, modifica della legge sul divorzio, abrogazione e modifica del Concordato del 1929. 

Il partito nasce ufficialmente nel 1955 quando un gruppo di esuli della sinistra PLI ( tra cui lo stesso Ernesto Rossi con Leo Valiani, Eugenio Scalfari e Marco Pannella) fondano a Roma il Partito Liberale dei Radicali e Democratici Italiani. La prima campagna per le politiche del 1956 ha per obiettivo la lotta alla speculazione edilizia a Roma.

All'opposizione al "nuovo regime democristiano" si univano le campagne di laicizzazione dello Stato e la vigilanza sulla Costituzione. La prima lacerazione avviene con il cosiddetto "caso Piccardi", l'esponente radicale accusato di aver partecipato durante il fascismo ad un convegno razzista. Pannunzio, in sua difesa, lascia il partito con un seguito di fedeli. Siamo nel 1962.

Dalla scissione, nasce la leadership di Marco Pannella attorno alla "sinistra radicale". Il nuovo leader accelera su temi che ne caratterizzeranno l'azione politica negli anni a venire: il pacifismo, il disarmo dei blocchi, l'abolizione dell'articolo 7 della Costituzione (Rapporti Stato-Chiesa). 

L'apice delle battaglie del partito "rifondato" da Pannella scriverà con le grandi battaglie civili degli anni 70: divorzio e aborto. Combattute con spirito non violento e con l'arma dello sciopero della fame, saranno entrambe una vittoria per il partito. A fianco dei grandi referendum si delineavano le battaglie che avrebbero caratterizzato i due decenni successivi come l'antiproibizionismo e la parità di diritti per gli omosessuali. La voce del partito sarà rappresentata dall'emittente "Radio Radicale", diretta da Marco Taradash. Tra le campagne pacifiste ebbe un forte peso la difesa e la promozione dell'obiezione di coscienza, allora punita con il carcere. 

Alla fine del decennio i radicali condannano l'inefficienza del Parlamento attraverso lo strumento dell'ostruzionismo. Si opposero vistosamente all'elezione alla Camera di Pietro Ingrao in quanto ritenuta risultato di consorteria tra partiti. Più tardi condanneranno la legge Reale, promulgata dopo i gravi fatti della primavera del 1975.

Tra i primi a condannare la "partitocrazia", saranno i primi a parlare pubblicamente dello scandalo "Lockheed" che porterà alle dimissioni di Giovanni Leone da Presidente della Repubblica.

Altre battaglie di primo piano del partito di Pannella furono quelle legate al finanziamento pubblico dei partiti (al quale contrapponevano una soluzione volontaristica) e la lotta per il garantismo e la "Giustizia giusta" (che ebbe un picco nel 1983 dopo l'arresto del conduttore TV Enzo Tortora).

Dopo tangentopoli e dopo il fallimento dell'accordo coi socialisti di Craxi degli anni precedenti sui referendum e sulla riforma della giustizia, i radicali si rivolgono alla modifica del sistema elettorale "proporzionale". Nel 1991 passa il relativo referendum, unito a quello sul finanziamento pubblico dei partiti. La successiva legge elettorale Mattarella, tuttavia, introduceva un sistema misto, con il 25% dei seggi proporzionali.

Nel 1995 passa il referendum sulla privatizzazione della RAI, mentre il terzo millennio si apre con la battaglia per la libertà di ricerca scientifica attorno alla figura di Luca Coscioni. Per mezzo della Lista di Emma Bonino, la battaglia per la libertà di cura e la difesa della fecondazione assistita ottiene ampio consenso tra la comunità scientifica e la politica a livello europeo. 

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