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Quanto la politica estera influisce sul nuovo governo

La crisi siriana ha impresso un'accelerazione all'agenda politica italiana. Sul posizionamento dei partiti si cominceranno a tessere le alleanze possibili

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Sara Dellabella

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Usa e Russia. Su questi due storici blocchi che hanno segnato la storia moderna potrebbe determinarsi anche la nascita del nostro nuovo governo. Perché la scelta di attaccare la Siria e la sospensione delle sanzioni a Mosca sono i temi di politica estera su cui i partiti negli ultimi giorni sono stati costretti a intervenire, dopo settimane di dichiarazioni basate sul nulla.

L'attacco di Usa, Francia e Regno Unito alle basi in Siria ha messo la politica intenazionale al centro della nostra ancora semi vuota agenda politica, costringendo Paolo Gentiloni a una informativa urgente alle Camere che ad un mese dall'insediamento non sono ancora entrate a regime, costringendo i parlamentari a casa.

Sull'azione il centrodestra si è spaccato tra un Salvini totalmente contrario, un Berlusconi più cauto e Giorgia Meloni che lo ha definito un attacco "fuori dalla legalità internazionale”.

Dello stesso tenore del Movimento 5 stelle che in maniera didascalica, tramite Luigi Di Maio ha fatto sapere che "il faro rimane l’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra. Bene ha fatto Gentiloni a non partecipare all’attacco, bisogna continuare con la diplomazia. Troverà sempre me contrario chi vuole approfittare della Siria per sganciarci dagli alleati storici. Non devono essere casus belli per riposizionare l’Italia".

Una posizione molto apprezzata dal Presidente emerito Giorgio Napolitano che vede nell'atlantismo maturato nel Movimento 5 Stelle il primo gancio per cominciare a pensare ad un'intesa con il Pd, trascinando il partito, e quel che resta della sinistra, giù dall'Aventino.

È chiaro che in questo quadro è anche l'agenda internazionale a misurare possibili intese per un prossimo governo perché, come ha ricordato Calenda, ci sono appuntamenti e scenari fuori dall'Italia che richiedono un posizionamento chiaro del Paese e un governo con pieni poteri per poter negoziare a livello internazionale. 

La Siria misura le possibili alleanze

Aldilà dei veti incrociati, prima o poi bisognerà governare e sul primo tema su cui i partiti si sono confrontati è uscito un Movimento più allineato al PD e al governo che a Salvini. Mentre l'alleanza di centrodestra alla prima prova si è divisa.

L'impressione è che se avremo un governo nelle prossime ore e i partiti troveranno veramente un accordo, lo dovremo purtroppo alla crisi internazionale e alla minaccia di una nuova guerra.

È triste, ma conferma quanta immaturità serpeggi nella nostra classe politica e come Mattarella in questo momento abbia non solo la responsabilità di guidare il Paese fuori dallo stallo, ma anche di salvarne la faccia a livello internazionale.

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