Prove di leadership nel centrodestra

Silvio Berlusconi lancia il nome di Zaia come successore alla guida della coalizione. Ma lui frena: "La Lega ha già un candidato, Salvini"

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Il governatore del Veneto Luca Zaia – Credits: Silvia Morara

Redazione

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Il nome del governatore del Veneto, Luca Zaia, Silvio Berlusconi non lo aveva mai fatto pubblicamente. Ma parlando stamani a Canale Italia, l'ex premier ha sostenuto che il profilo di Zaia, leghista, potrebbe corrispondere a quello del candidato premier del futuro centrodestra. Se non potessi farlo io, ha detto il leader di FI, "il centrodestra dovrebbe trovare qualcuno al suo interno: Zaia si sta comportando molto bene, dico lui o qualcun altro in grado di emergere e convincere tutti".

La "tentazione" confessata ha però allontanato per primi gli stessi leghisti, almeno a parole. "Basta con 'sta manfrina", il commento di Zaia, che ha affiancato il segretario Matteo Salvini e il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, nella conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio federale del partito, nel pomeriggio nella sede federale di via Bellerio. Per il presidente veneto, "amministrare una Regione non è una questione semplice ma di impegno quotidiano e credibilità". Ma soprattutto, ha detto ai giornalisti con espressione molto seria, "per quanto riguarda la Lega, abbiamo già un candidato: Matteo Salvini".

Nessun attacco diretto a Berlusconi, segno che il dialogo non è stato chiuso. Anche perchè le Comunali sono alle porte e di fatto l'alleanza, almeno a livello locale, deve reggere all'urto delle polemiche quotidiane. Tuttavia la linea di Salvini è di non subire le scelte di Forza Italia, perchè considera la Lega come la forza trainante della sua area politica, non più il contrario. "Se - ha detto il segretario - qualcuno pensa di mettere zizzania nella Lega, facendo nomi, ha sbagliato a capire: a differenza degli altri, noi siamo una squadra".

Altro punto di divergenza con Berlusconi è "che cosa fare dell'euro" se si tornerà al governo. L'idea del leader di Forza Italia è di "conservare la moneta unica per le importazioni e le esportazioni e con una nuova moneta interna provvedere a tutti i pagamenti dello Stato". Proposta vecchia, per Salvini, convinto che "la sovranità parziale non ha più senso in questo periodo storico". Infine, dal leader leghista ancora un no a "listoni" o riapertura di un tavolo di trattative con tutti coloro che abbiano fatto parte in passato del centrodestra: "I minestroni non ci piacciono".

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