Processo Ruby: la scheda

La storia di uno dei processi più discussi della storia della giustizia italiana - i 7 paradossi - tutti i processi di Berlusconi - i numeri - la diretta dal tribunale -

Il presidente della corte Giulia Turri e i giudici Carmen D'Elia e Orsolina De Cristofaro mentre ascoltano l 'arringa della difesa al processo Ruby, Milano (Credits: ANSA/STEFANO PORTA)

Le accuse principali contro Silvio Berlusconi sulle quali verte il processo cosiddetto "Ruby" la cui sentenza di primo grado è prevista per oggi, sono due: la prostituzione minorile sulle serate che venivano organizzate ad Arcore nella residenza di Silvio Berlusconi e la concussione per le telefonate che l’allora presidente del Consiglio fece al funzionario della Questura di Milano, Pietro Ostuni, la sera del 27 maggio la notte in cui, dopo un fermo, Kharima El Marough (in arte, Ruby) venne affidata a Nicole Minetti e non inviata ad una comunità.  

Il processo al tribunale di Milano e' iniziato il 6 aprile 2011. Dopo poco piu' di 50 udienze e due anni e due mesi arriva oggi a sentenza. La vicenda e' esplosa sui giornali nell'ottobre 2010, il 14 gennaio 2011 la procura di Milano annuncio' l'invio di un invito a comparire all'allora premier, comunicando che la sua iscrizione nel registro degli indagati risaliva al 21 dicembre 2010.

La prostituzione minorile.

Accusa: Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm Antonio Sangermano sostengono che Villa San Martino era una sorta di bordello e che esisteva un ”sistema prostitutivo organizzato” da Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti per soddisfare il ”piacere sessuale” dell’ex premier.

Difesa: Gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo e il leader del Pdl affermano che nella residenza andavano in scena ”cene eleganti e normali”, dove si parlava anche di politica, e non c’erano ”toccamenti o spogliarelli”, ma al limite spettacoli di burlesque.

Le carte del processo:

Per l’accusa ci sono le dichiarazioni di Chiara Danese e Ambra Battilana. Le due ex miss piemontesi, hanno dichiarato di essere rimaste scioccate e di essersene andate dopo aver visto baciare il pene di una statua di Priapo. A queste dichiarazioni si aggiunge  quella di Melania Tumini, un’amica di Nicole Minetti che definito il dopocena come un “puttanaio”.

Nessuno però ha dichiarato ai pm di aver visto Karima El Mahroug in atteggiamenti intimi con il Cavaliere tranne Imane Fadil che ha dato risposte vaghe sugli atteggiamenti di Ruby con l’ex premier.

Anche un'altra testimone, Caterina Pasquino ex coinquilina di Ruby, che ha raccontato agli investigatori che l’amica Ruby le aveva detto al telefono che era a casa di Berlusconi e si stava spogliando, ha affermato di non aver mai creduto a quanto detto dalla marocchina con la quale aveva più volte litigato per soldi.

Anche le ragazze di Olgettine negano orge o prostituzione. Anzi Marystelle Polanco ha dichiarato che per divertire Berlusconi, in più occasioni, si era travestita da presidente degli Stati Uniti, Obama o proprio da Ilda Boccassini.  

Giuseppe Spinelli, contabile di fiducia dell’ex presidente del Consiglio, ha portato circa 20 milioni di euro ad Arcore in due anni: 2009 e 2010. Berlusconi, al termine delle serate, consegnava regali, cd e soprattutto buste con denaro contante alle ragazze che avevano partecipato.

Spinelli ai giudici: “Facevo tutto su disposizione di Silvio Berlusconi, non ho mai preso una mia iniziativa… Abbiamo aiutato e stiamo aiutando tante persone… In settimana le ragazze mi telefonavano con le loro richieste e al lunedì, quando avevo l’incontro ad Arcore, lui mi diceva cosa fare e io dovevo solo preparare le buste in contanti”. E come altre, anche Ruby.

Le intercettazioni.

Le conversazioni intercettate dagli inquirenti alcune non confermano pienamente quanto dichiarato dai testimoni. Ad esempio, parlando con un amico Ruby dice: “Noemi è la pupilla, io sono il culo”. E in un’altra conversazione dichiara: “Silvio è pazzo di me, mi dà 47mila euro a settimana“.

Poi ci sarebbe un’altra intercettazione tra l’ex premier e la Minetti in cui, lo stesso Berlusconi, parla di un “guaio” e della marocchina dice: “Così si dà la patente di puttana”

Le tesi dell’accusa. Per l’accusa la marocchina sarebbe stata una delle ragazze che si prostituivano con Berlusconi, e l’avrebbe fatto quando era ancora minorenne. E della sua reale età, secondo i pm, erano a conoscenza Emilio Fede, la Minetti e anche altre persone vicine al Cavaliere. Per la Procura, Berlusconi non poteva non esserne a conoscenza.

Le tesi della difesa. Sul fatto che Berlusconi non fosse consapevole dell’età di Ruby ci sono molte testimonianze a favore. In molti hanno dichiarato che la marocchina diceva di avere 24 anni. Sull’età di Ruby c’è anche la dichiarazione di un carabiniere: “Mi disse che all’inizio della sua conoscenza con il presidente del Consiglio nemmeno lui sapeva che era minorenne e che solo dopo lo informò della sua età”.

Ruby è rimasta ad Arcore per diverse notti. Questo è un dato confermato dai tabulati dei cellulari ma il fatto non dimostra che il Cavaliere fosse consapevole della sua reale età. Quella della Procura quindi è una deduzione. E le conferme però arrivano dalla stessa Ruby nel processo bis  che dice: “Mai avuti rapporti a pagamento. Le telefonate su Berlusconi, tutte bugie". Inoltre ha raccontato di aver chiamato il ragioniere Spinelli per aver soldi in quanto “Berlusconi era incavolato per le bugie che avevo detto”.

La concussione.

La sera del 27 maggio Michelle Conceicao e Miriam Loddo avvertono Silvio Berlusconi, che si trova a Parigi per il vertice Ocse, che Karima era stata portata negli uffici della polizia in via Fatebenefratelli a Milano. Il premier ha sempre sostenuto che chiamò il capo di gabinetto Pietro Ostuni per evitare un incidente diplomatico convinto che Ruby, ovvero, Karima fosse imparentata con l’ex presidente dell’Egitto Hosni Mubarak.

Alle 22.05 la brasiliana Michelle Conceicao è già in via Fatebenefratelli, la Minetti si attiva per avvertire Berlusconi.

Alle 22.48 un poliziotto avverte chi ha fermato la ragazzina che c’è qualcuno che la aspetta al corpo di guardia. Alle 23.25 viene avvisato il pm dei minori Anna Maria Fiorillo.

Alle 23.36 Michelle riesce a comunicare con Berlusconi;

alle 23.49 Berlusconi, che ricorda di essere stato avvertito dalla Loddo, telefona in Questura e parla con il capo di gabinetto Ostuni.

Alle 23.57 il Cavaliere telefona alla Minetti. Ma Ruby è stata già fotosegnalata e sono state chiamate alcune comunità che però non hanno posto. Si avvia un nuovo vortice di telefonate e Giorgia Iafrate, funzionario di turno, comunica agli agenti che la ragazza deve essere rilasciata perché è la nipote di Mubarak. Viene anche avvertito il questore.
Dopo altre telefonate partite da Parigi a telefonare dovrebbe essere stato il capo scorta di Berlusconi.

All’1.44 Ruby viene affidata alla Minetti che la consegna alla brasiliana.

Diventa fondamentale chiarire se le telefonate hanno esercitato o no una pressione sui poliziotti, inducendoli a rilasciare la ragazza che il pm dei minori aveva deciso andasse in comunità.

La difesa ha prodotto una lunga serie di esempi in cui il pm minorile aveva fatto rilasciare ragazzini e ragazzine fermati senza disporre l’affido in comunità definendo questa procedura “una prassi”.

L’accusa: Per il pm Boccassini sono “avvilenti le dichiarazioni della Iafrate che afferma che Fiorillo le aveva dato il suo consenso”. Gli uomini della Questura, per l’accusa, avrebbero quindi agito solo “per l’interesse di Berlusconi” e non per salvaguardare i buoni rapporti diplomatici con l’Egitto.

Richieste della Procura: il Pm Ilda Boccassini ha chiesto la condanna a 6 anni di carcere e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici

La corte: Il presidente della corte è Giulia Turri che sarà coadiuvata dai giudici Carmen D'Elia e Orsolina De Cristofaro

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