Primarie Pd? Una manovra per escludere Renzi

Parla Roberto Reggi: “Se non cambiano le regole lascio il partito”

Roberto Reggi (Credits: Ansa)

Claudia Daconto

-

Mi sento molto mortificato. Abbiamo fatto un lavoro da matti, abbiamo contribuito al successo delle primarie e con queste nuove regole è come se il Pd ci dicesse: “avete voluto sfidare il partito, avete perso e adesso vi facciamo un culo così”. Non usa mezzi termini Roberto, Reggi, coordinatore della campagna di Matteo Renzi per le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato premier, per descrivere il suo umore di fronte a quella che ritiene l'ennesima stretta sulla partecipazione alle nuove consultazioni decise dal Pd per scegliere i candidati parlamentari alle prossime elezioni politiche.

Altro che primarie aperte – aggiunge Reggi – se non cambiano le regole non si tratterà altro che di nomine mascherate. Nessuna differenza tra noi e chi ha elaborato il Porcellum”.

Reggi, il suo problema qual é? La data del voto il 29 e 30 dicembre, le restrizioni sull'elettorato attivo e passivo?

Per quanto riguarda la data, mi sembra che questi siano i giorni peggiori, sarebbe meglio farle il 6 gennaio al termine delle feste natalizie. Ma non è tanto questo il problema. La questione più preoccupante sono ancora una volta le regole riguardo l'elettorato attivo e passivo fatte quasi apposta per legittimare nomine dall'alto.

Sta dicendo che il Pd vuole restringere il campo per favorire di nuovo l'”apparato”?

Se così non fosse basterebbe eliminare ogni tipo di vincolo. Perché limitare la possibilità di scegliere solo a quelli che hanno votato il 25 novembre? Quelle erano primarie per il premier, qui si tratta dei parlamentari. Mi sembra che ancora una volta si voglia far apparire quello che in realtà non è.

Si decide sempre dall'alto?

A partire dalle regole che sono state elaborate dal gruppo dirigente attuale sul quale noi non abbiamo alcun tipo d'influenza.

Ma per candidarsi è obbligatorio essere iscritti al Pd?

Da quello che ne capisco io, non solo devi essere iscritto ma devi poi essere anche autorizzato. Il che significherà per i parlamentari avere il titolo infamante di “nominati”.

“Nominati” da chi?

Se il collegio coincide con la Provincia immagino dai segretari provinciali. Comunque c'è qualcuno che ti autorizza o meno. A meno che non finisci nel listino bloccato del segretario nazionale Bersani che pare potrà riservarsi una quota tra il 10 e il 20%. Per me ha tutto il diritto di farlo, basta che scelga tra personalità fuori dal partito.

Quindi lei che fa, si candida o no?

Se per farlo devo avere il timbro, per me infamante, della nomina io non mi candido. Lo faccio solo se a scegliere sono esclusivamente i cittadini, quelli che poi mi devono eleggere.

Ma il suo timore vero qual é? Che in fase di “selezione” o “autorizzazione” che dir si voglia, i candidati renziani possano ricevere un trattamento non favorevole?

Non ne faccio una questione di correnti, ma certamente con le restrizioni che vogliono essere imposte a queste primarie credo che il rischio ci sia.

Tuttavia queste sono ancora proposte, si deciderà lunedì in Direzione nazionale. Ci sarà battaglia?

Le nostre perplessità le stiamo già esplicitando fin da ora. Prima che si decida malamente è meglio che vengano evidenziate. Io credo che sarebbe utile per il Partito Democratico, che avrebbe voluto eliminare il Porcellum per ridare la parola ai cittadini, che ciò avvenisse al massimo al suo interno. Ma se siamo noi i primi a introdurre elementi di selezione delle partecipazione sia dell'elettorato attivo che passivo, bé, non siamo molto diversi da chi ha elaborato il Porcellum causando il distacco tra cittadini e politica che abbiamo di fronte agli occhi.

Matteo Renzi la pensa come lei?

Renzi non ha ancora visto che cosa intende il Pd per primarie aperte come le definisce Bersani. Penso che quando leggerà le regole nel dettaglio nemmeno lui sarà molto contento.

Si parlava fino a qualche giorno fa di contatti serrati tra emissari di Bersani e di Renzi per trattare la spartizione dei seggi in Parlamento.

Smentisco categoricamente. Né io né altri siamo mai stati coinvolti nell'elaborazione di queste proposte.

A questo punto, in che modo peserà, se peserà, quel 40% di elettori di centrosinistra che alle primarie per il candidato premier scelsero Matteo Renzi?

Mi sembra che in questo momento non ci sia alcuna intenzione di coinvolgimento. E mi dispiace, perché penso che noi potremmo essere molto utili in campagna elettorale soprattutto per tenere vicino un elettorato che non si sente rappresentato in pieno dalla linea Bersani-Vendola. Non penso che convenga a nessuno escluderci in questo modo. Spero ci sia ancora tempo per coinvolgerci.

E se ciò non avvenisse che fate? Un nuovo partito?

Ognuno prenderà le proprie decisioni. Io posso parlare per me: in questo momento mi sento molto mortificato. Abbiamo fatto un lavoro da matti, abbiamo contribuito al successo delle primarie e vedo che c'è un atteggiamento per cui è come se ci dicessero: “avete voluto sfidare il partito, avete perso e adesso vi facciamo un culo così”. Ma io non intendo farmelo fare, piuttosto vado a giocare a pallone. Se le regole restano queste e il Pd non intende avvalersi della mia collaborazione io posso anche andarmene.

© Riproduzione Riservata

Commenti