Politica

Primarie a Roma: come comprano i voti (Audio)

Denunce di irregolarità in tutta la città, persino in un centro anziani dove promettevano il rimborso a chi andava a votare

Ignazio Marino festeggia la vittoria alle primarie di Roma (Credits: Massimo Percossi/Ansa)

Percentuale bulgara per il vincitore Ignazio Marino sceso in campo meno di due settimane fa e senza nemmeno aver mai presentato un programma di governo; rom in fila ai seggi in un incredibile quanto sospetto slancio di partecipazione alla vita politica della città da cui tutti vorrebbero cacciarli; anziani che pretendono la ricevuta dei 2 euro per farseli rimborsare chissà da chi; presenza di materiale elettorale all'interno dei seggi ma non di cabine per garantire la segretezza del voto.

Se dopo le primarie di fine novembre vinte da Pier Luigi Bersani grazie alla mobilitazione dell'apparato Pd scatenato contro Matteo Renzi e se dopo le parlamentarie di fine anno che hanno spedito alla Camera, con appena 2mila preferenze, anche le ex segretarie dei consiglieri regionali, qualcuno avesse iniziato a interrogarsi sulla trasparenza dello strumento di “partecipazione democratica” più amato dal centrosinistra, quanto accaduto ieri alle primarie di Roma per la scelta del candidato Sindaco dovrebbe avergli tolto ogni dubbio.

Ma andiamo per ordine.

Fino a pochi giorni prima del voto, come documentato dal vox populi di Panorama.it e da numerosi altri sondaggi realizzati alle uscite della metro e non all'interno delle sezioni di partito, la stragrande maggioranza dei romani non sapeva nulla delle primarie o aveva in merito idee piuttosto confuse.

Molte testate giornalistiche, infatti, già prefiguravano sulle loro pagine un flop clamoroso.

I confronti di giovedì in diretta streaming su YouDem.it e di venerdì sera su Sky Tg24 erano stati così deludenti che, interpellato da noi Nicola Bonaccini, esperto di comunicazione politica e docente in Media Training alla SIOI (Min. Affari Esteri), aveva definito i candidati: “sei scolaretti con la lezione a posto ma con un notevole deficit di carisma”, stroncato gli appelli finali, compreso quello di Ignazio Marino, perché “pre-confezionati” o addirittura “cattedratici”, e bocciato senza appello l'intero confronto “troppo asettico per essere considerato tale”.

E invece, ieri, ecco a sorpresa (?) mettersi in coda ai seggi, fin dalle prime ore del mattino, quasi 100mila romani, guarda caso il numero esatto anche di schede stampate, e votare in massa il chirurgo-senatore, ultimo dei sei partecipanti a candidarsi, ma capace, in meno di due settimane di campagna elettorale, di conquistare la bellezza di più della metà degli elettori.

Compresi centinaia di rom e extra-comunitari con permesso di soggiorno che “quando ci sono le primarie – come postato su Facebook dalla renziana Cristiana Alicata, membro della direzione regionale del Pd Lazio, che ha esplicitamente denunciato la compravendita di voti e "lo sfruttamento della povertà che fa il clientelismo in politica" -  si scoprono appassionatissimi di politica".

Aridatece Ciriaco” ironizzava infatti in un tweet Francesco Storace, sconfitto nel Lazio da Nicola Zingaretti. E mentre tutto il centrodestra gongolava rilanciando l'hashtag "primarierom", nelle sedi dei comitati elettorali e delle redazioni giornalistiche continuavano ad arrivare, da numerose zone della città, segnalazioni di ogni tipo di irregolarità.

Polizia costretta a intervenire a A Tor Bella Monaca dopo una violenta lite scoppiata tra esponenti del Pd perché alcuni testimoni sostenevano di aver visto fuori dal seggio immigrati "ricevere dei soldi". Pare 10 euro a testa;

denunce da Torpignattara di “semifalsamento nell'esito delle primarie per la presenza massiccia di comunità straniere al voto”;

segnalazioni di presenza di materiale elettorale di cinque candidati su sei all'interno di un seggio alla Balduina;

proteste per l'assenza di cabine o paraventi per garantire la segretezza del voto in numerosi gazebo e sedi di partito al Nomentano.

E intorno alle 2 di notte, ecco recapitare dal Prenestino alla nostra casella di posta elettronica una registrazione che confermava un'altra delle voci che si erano diffuse per tutta la giornata: anziani spediti ai seggi, non si sa per conto di chi, con la promessa di essere rimborsati dei 2 euro versati per votare.

Ecco la trascrizione dell'audio (PER ASCOLTARE SCARICA L'AUDIO SUL FONDO)

Mi fai la ricevuta di questo?” la domanda di un uomo a uno scrutatore.

No, niente ricevuta”.

Come no? A noi c'hanno detto al centro di farci fare la ricevuta...” .

Chi gliel'ha detto?”.

Al centro qui anziani”.

Nooo. Perché gliel'hanno detto? Che c'entra il centro anziani?”.

Il centro anziani non c'entra niente, a noi ce serve la ricevuta”.

Perché mai?”.

Perché ce li ridanno!”.

Vi ridanno i soldi?” la domanda sorpresa di una donna.

Così hanno detto. Comunque, lasciamo perde...”.

Embè, mica – il commento della donna – un po' stranuccia come cosa”.

Eh, non è strana...” la risposta dell'uomo.

Il circolo vi hanno detto che vi ridanno i soldi? Il centro anziani?”.

Bò...” l'intervento finale dello scrutatore.

Sì, davvero “una grande festa per la democrazia” come rivendicato all'unisono dal vincitore delle primarie e da tutto il resto dell'apparato Pd e Sel.

Basta che a decidere chi deve vincere siano loro: i pochi che comandano.

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