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Primarie PD Milano: il mistero del sondaggio rimosso dalla Rai

Perché la trasmissione di Rai Tre "Agorà" non ha mandato in onda il sondaggio di Ixé durante l'ultimo confronto televisivo tra i quattro sfidanti?

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Claudia Daconto

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A poche ore dall'apertura dei seggi, la corsa alle primarie milanesi per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra si tinge di giallo. Stamattina la trasmissione Agorà ha ospitato l'ultimo confronto televisivo tra i quattro sfidanti Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino, Francesca Balzani e Antonio Iannetta. Era previsto che la Rai mandasse in onda anche i risultati di un sondaggio commissionato a Ixé e pagato dalle tasche dei cittadini-abbonati che però non è mai apparso sugli schermi.

Investiti dalle polemiche, i responsabili della trasmissione hanno deciso di pubblicare la schermata su Facebook solo 5 ore dopo. Ma nel frattempo, che fine aveva fatto?

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A infastidirsi di più per la sparizione è stato l'assessore al Welfare. Considerato, fino a questo momento, il potenziale terzo classificato, secondo il sondaggio fantasma Majorino risulterebbe invece al secondo posto, tra il 25 e il 28%, alle spalle di Sala, dato tra il 45,5% e il 48,5%, e davanti alla Balzani attestata tra il 24,5% e il 27,5%.

Un bello smacco per la pupilla di Pisapia che solo ieri aveva ricevuto l'endorsement ufficiale di Nichi Vendola ma che negli ultimi giorni aveva cominciato a temere seriamente il sorpasso del collega. Al punto di decidere, dopo settimane di bersagliamento, un netto cambio di strategia: lodi sperticate nei suoi confronti e la promessa del posto di vicesindaco in caso di vittoria in cambio, ovviamente, del suo ritiro dalle primarie.

Il quesito però resta: chi ha deciso che quel sondaggio non dovesse essere reso noto durante il confronto televisivo di questa mattina? O meglio: chi poteva avere interesse a censurarlo? Al netto della flessione registrata negli ultimi tempi, risulta quantomeno improbabile che lo staff di Giuseppe Sala, con uno stacco di 20 punti dal secondo, abbia potuto tramare in questo senso. Anche perché, in una Rai Tre che con il premier Matteo Renzi ha più di un conto in sospeso, trovare una sponda interna sarebbe stato alquanto complicato.

Sicuramente non Majorino, che dalla pubblicazione della rilevazione avrebbe avuto tutto da guadagnare visto che quando un candidato comincia a cresce nei sondaggi, gli esperti insegnano che si innesca un effetto psicologico per cui il suo consenso tende ad accrescersi ulteriormente. Fonti vicine all'entourage di Francesca Balzani avanzano l'ipotesi che forse, dalle parti di Sala, qualcuno potrebbe aver avuto l'idea di non diffondere quel sondaggio per scongiurare un flop ai seggi dovuto alla previsione di una sua vittoria con percentuali bulgare.

A mettere invece le mani avanti rispetto alla trasmissione era stato, già ieri, proprio un parlamentare di Sel. “Apprendo con sorpresa che l'ultimo confronto tra i candidati verrà accompagnato da un sondaggio analogo ai precedenti che hanno ricevuto numerose contestazioni nel metodo e nel risultato, pur certificando il progressivo e drastico ridimensionamento di Sala - aveva scritto Daniele Farina in una nota - Anche in assenza di una normativa a riguardo, a differenza delle tornate elettorali 'ufficiali' (per le primarie non c'è il silenzio elettorale nel giorno precedente al voto, ndr), è un evidente e disperato tentativo di influenzare il voto che inizia a poche ore di distanza. Manifesto tutta la mia sorpresa per il fatto che il servizio pubblico si presti alle necessità di uno dei candidati, un tempo ultrafavorito e oggi in evidente affanno”.

Il dato curioso è che il sondaggio che nei giorni scorsi era stato oggetto delle maggiori contestazioni “nel metodo e nel risultato” era stato commissionato dall'editore Alessandro Dalai, uno dei sostenitori della Balzani, alla Loren Consulting, una società di ricerche di mercato, che nella presentazione dei suoi risultati (Sala al 40%, Balzani al 22 e Majorino al 18,7) scriveva: “emerge in particolar modo come il distacco dei candidati si stia progressivamente riducendo, sopratutto a seguito dell’endorsement del Sindaco Pisapia per Francesca Balzani”.

Festeggiato dal comitato Balzani come la prova incontrovertibile dei reali umori dei milanesi, anche la stessa Lorien a un certo punto si era trovata costretta a prendere le distanze ammettendo con un post su Twitter che “l'uso mediatico fa parte del gioco. Quando si misura un effetto potenziale c'è sempre una forzatura”. Curioso che, questa volta, nessuno dei sostenitori della candidata di Pisapia abbia sentito l'esigenza di protestare contro il goffo tentativo di nascondere all'opinione pubblica un'altra prova degli umori dei milanesi. Forse perché il risultato non era altrettanto positivo?

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