Primarie PD a Milano: come voteranno i milanesi

Ecco come si è diviso il centrosinistra cittadino per la scelta del candidato sindaco al posto di Giuliano Pisapia

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Francesca Balzani, Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino e Antonio Iannetta a margine del secondo confronto ufficiale tra candidati alle primarie del centrosinistra organizzato da Radio Popolare, Milano, 31 gennaio 2016. – Credits: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

A pochi giorni dalle primarie milanesi per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra, se l'esito delle consultazioni appare abbastanza scontato a favore di Beppe Sala (colui che, in teoria, avrebbe più chance di vincere anche a giugno), la vera incognita riguarda il posizionamento di due degli altri tre partecipanti: Pierfrancesco Majorino e Francesca Balzani.


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L'aspetto più appassionate della gara a quattro, sta infatti soprattutto nella sfida tra l'assessore al Welfare, inviso al sindaco, e la sua numero due a Palazzo Marino, invece molto apprezzata anche in casa Sasso dove la moglie del primo cittadino, Cinzia, pare non abbia nascosto al marito una certa simpatia per l'avvocato genovese diventata così, nel giro di poche settimane, l'erede della rivoluzione arancione del 2011. Chi tra i due avrà la meglio dipenderà molto da come si distribuirà l'elettorato di riferimento di entrambi. Le sorprese non mancheranno, come non sono mancate in queste settimane. 

Chi vota per Sala
Anche senza aver ottenuto mai un endorsement ufficiale, gli attestati di stima espressi nei suoi confronti in più occasioni fanno di Sala il candidato preferito dal premier Matteo Renzi. La segreteria cittadina del partito, guidata dal turbo renziano Pietro Bussolati, è con lui. Formalmente anche quella regionale anche se con un entusiasmo meno ostentato.

Poi c'è l'area di Sinistra è cambiamento, la corrente del Pd guidata dal ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, in forte ascesa a livello nazionale. Ma è dall'attuale giunta che l'attuale primo cittadino subisce lo smacco più doloroso: ben sette dei suoi 11 assessori in carica sono infatti ufficialmente schierati con Sala.

Tra questi, oltre a Franco D'Alfonso, ex socialista e rappresentante della destra arancione, anche le due esponenti di Sel Cristina Tajani e Daniela Benelli e Chiara Bisconti, considerata fino a un certo punto, una delle fedelissime del sindaco insieme alla Tajani.

Chi vota per Majorino
Pierfrancesco Majorino incassa l'appoggio di uno solo dei suoi colleghi: Filippo Del Corno, assessore alla Cultura, indipendente, di professione musicista e compositore. Con lui anche la sinistra dem

In particolare quella legata a Gianni Cuperlo e soprattutto a Barbara Pollastrini che, nonostante l'amicizia quasi fraterna che la lega a Pisapia, proprio ieri ha ufficializzato il suo appoggio a Majorino. Una scelta che, con ogni probabilità, si porterà dietro anche quella del marito di lei, Pietro Modiano, attuale presidente del gruppo SEA, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, e di un pezzo di società civile che egli rappresenta.

Così i salotti buoni del centro meneghino finiranno per ritrovarsi divisi tra il sostegno a Majorino, forte anche dell'appoggio di gran parte dell'associazionismo di base che da assessore al Sociale ha sempre frequentato, e quello a Francesca Balzani.

Chi vota per Balzani
Inizialmente schierato con Majorino, l'establishment di Sel, partito ormai in via di estinzione nel capoluogo lombardo, ha virato su di lei (ma ricordiamo che due assessori hanno invece optato per Sala). Così il gruppetto di ex civatiani pentiti. A parte i suoi tre grandi sponsor, che sono lo stesso Pisapia, il costituzionalista Valerio Onida e l'archistar Stefano Boeri (tutti candidati alle precedenti primarie), a garantirle il proprio appoggio è poi soprattutto il ceto politico amministrativo emerso con la vittoria di Pisapia nel 2011 e la cui sopravvivenza è legata a doppio filo al destino della stessa Balzani.

Anche se ci sono delle eccezioni. Come quella rappresentata da Gianni Confalonieri, un ex Pci, membro del gabinetto di Pisapia nel ruolo di direttore delle relazioni istituzionali con la città ed Expo, tra i sostenitori della prima ora di Giuseppe Sala.

Periferia con Sala, centro diviso tra Balzani e Majorino
A livello territoriale, le previsioni sono che Sala prenderà voti soprattutto nei quartieri più periferici, meno attivi politicamente ma dove alcuni esponenti del vecchio Partito Comunista, tutti dalla sua parte, esercitano ancora una certa influenza.

Tanto che qualcuno dice che se alle primarie milanesi partecipassero anche comuni dell'hinterland come Sesto San Giovanni, Sala vincerebbe a mani basse. Majorino e Balzani sfondano invece al centro, nelle zone abitate dalla borghesia milanese che Pisapia, nel 2011, riuscì a conquistare alla sua causa. Nel 2011, appunto, un'era politica fa, quando si trattava di far voltare pagina alla città dopo un ventennio di strapotere di un centrodestra che ormai aveva stancato anche il proprio elettorato di riferimento. Un'esigenza che oggi non sussiste più. 

Centristi ininfluenti
Molto meno determinante dovrebbe invece rivelarsi l'eventuale partecipazione di esponenti di Comunione e Liberazione che tra l'altro hanno formalmente smentito di volersi presentare ai seggi pur non nascondendo affatto la simpatia per il candidato meno politico tra tutti e quattro gli sfidanti. Che infatti, a differenze degli altri due, già guarda al futuro e ben oltre il perimentro della sinistra. 

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