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Politica

Prevenzione ai sisma, governo prudente

Un nostro articolo induce alla replica del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa

Panorama, 22 settembre 2016

Il Certificato di vulnerabilità sismica degli edifici rappresenterebbe uno strumento fondamentale per la prevenzione dai terremoti" dice Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri. E così, avanzata da Panorama all'indomani del sisma di Amatrice, la proposta di rendere obbligatorio il Certificato per tutti gli edifici privati si fa largo tra gli esperti. Al punto che se ne discuterà ad Ancona, giovedì 13 ottobre, in occasione di un convegno promosso dallo stesso Consiglio nazionale degli ingegneri insieme a quello dei geologi e dall'Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari. Chissà, però, se l'idea piace al governo di Matteo Renzi. Già in passato, infatti, Palazzo Chigi si è schierato contro un provvedimento simile, ovvero il cosiddetto "Fascicolo del fabbricato".

Secondo quanto rivelato dalla Confedilizia di Giorgio Spaziani Testa (contrario al Fascicolo), è accaduto due anni fa, quando una legge della Regione Puglia che ne istituiva l'obbligatorietà venne impugnata dinanzi alla Consulta dal Consiglio dei ministri. Perché? A parere del governo avrebbe comportato costi eccessivi per proprietari e amministrazioni. Ma in seguito al sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto, il governo ha cambiato idea. Tant'è che in un'audizione al Parlamento il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti non ha escluso che il "Fascicolo" possa essere utilizzato in futuro per perfezionare l'Ecobonus. A questo punto, Cerificato o Fascicolo, rimane solo da sperare che non vi sia bisogno di un altro terremoto per far sì che il provvedimento venga reso obbligatorio.


La replica del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa:

Gentile Direttore, Francesco Bisozzi scrive sul numero 39 di Panorama – citando un intervento del 24 agosto (peraltro piuttosto generico) del Sottosegretario De Vincenti – che il Governo avrebbe cambiato idea sulla questione del fantomatico “fascicolo del fabbricato” (o, meno pomposamente, libretto casa).

In realtà, la posizione su questi temi l’ha espressa compiutamente il ministro delle infrastrutture Delrio, alla Camera, il 15 settembre scorso. Nella sua audizione in Commissione Ambiente sul sisma, il ministro ha detto che è intenzione del Governo lavorare sulla strada degli incentivi e “non introdurre ulteriori oneri economici e burocratici a carico dei cittadini”. E lo ha detto proprio rispondendo all’ennesima invocazione di risolvere i problemi della sicurezza degli immobili attraverso il fascicolo del fabbricato. Uno strumento già bocciato dalla giurisprudenza, che ha ripetutamente sancito l’illegittimità di scaricare sui cittadini oneri che la legge prevede in capo alle Pubbliche Amministrazioni, e sul quale il Governo, impugnando una legge regionale, ha rilevato che “la complessità e la vastità delle attestazioni richieste rispondono a finalità di vigilanza e controllo che appartengono alla tipica responsabilità pubblica”. Non solo un problema di costi per i proprietari, insomma, ma di distinzione di responsabilità.

A giudizio di Confedilizia – che in questi termini sta dialogando con il Governo, anche nell’ambito del progetto Casa Italia – una seria politica di prevenzione non passa da certificazioni e obblighi generalizzati (utili per dare lavoro, ma non per fare prevenzione). E’, invece, basata sulle seguenti azioni: rigorosa definizione della vulnerabilità dei singoli edifici, anche attraverso il lavoro in corso da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici e ricordato dal ministro Delrio in audizione, con eventuale inclusione delle zone edificate abusivamente; reperimento e analisi comparata – da parte degli enti pubblici competenti (Comune, Genio civile ecc.) – dei dati significativi emergenti dai documenti edilizi, di cui tali enti già dispongono, sui singoli immobili; svolgimento delle conseguenti azioni: indicazioni su eventuali supplementi di indagini statiche, indicazioni sugli interventi di miglioramento/adeguamento antisismico eventualmente necessari, con individuazione di modelli differenziati d'intervento ecc.; rafforzamento e ampliamento delle agevolazioni fiscali per queste tipologie di interventi nonché loro stabilizzazione, per facilitarne l’utilizzo negli edifici condominiali.

Il Governo è partito con il piede giusto, delineando un percorso contraddistinto da buon senso e realismo e rifuggendo soluzioni apparentemente salvifiche e – quasi sempre – interessate. Confidiamo che prosegua su questa strada.

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