Politica

Quirinale, adesso Renzi è in difficoltà

Per la prima volta da quando è premier è sulla difensiva e con le carte ben coperte. E non esclude la necessità della quinta votazione

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Sabino Labia

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Il cerchio si stringe. A ventiquattro ore dall'inizio delle votazioni per l'elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica, Matteo Renzi ha deciso di ridurre drasticamente la rosa dei candidati per il Quirinale con alcune indicazioni ben precise.

La prima è che "non sarà un tecnico". A questo punto se il Presidente del Consiglio manterrà la parola, e non ci sarebbe alcun motivo per cui dovremmo dubitare, Padoan continuerà a fare il ministro dell'Economia, Visco il Governatore della Banca d'Italia e Draghi il Governatore della Banca Centrale Europea.

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La seconda arriva durante l'assemblea del gruppo. Dopo aver comunicato l'esito del primo approssimativo giro di consultazioni, ha evidenziato la necessità di evitare un candidato troppo legato al Governo. Di conseguenza verrebbero meno i vari Del Rio e Pinotti.

Renzi, primo momento di debolezza
Senza ombra di dubbio alcuno, Renzi in queste ore sta vivendo il suo primo reale momento di debolezza dal giorno in cui è diventato Capo del Governo.

Infatti, fino a oggi, come un perfetto pokerista, ha sempre giocato al rialzo con tutti i suoi avversari, vedi legge elettorale o articolo 18, solo per fare un paio di esempi.

Improvvisamente, però, eccolo sulla difensiva e con le carte ben coperte. Da lui ci saremmo aspettati il prendere o lasciare sin dal primo scrutinio, tuttavia la partita del Quirinale è completamente diversa da tutte le altre e lo dimostra la tensione che si respira intorno ai Palazzi della politica.

Il ricordo del 2013
La cicatrice del 2013 non si è ancora rimarginata del tutto all'interno del Pd ed è per questo che Renzi ha deciso di attuare una tattica differente anche rispetto ai suoi predecessori e cioè dando voce ai Grandi Elettori democratici convocandoli nuovamente alla vigilia del primo voto (come anticipato da Panorama.it) per farli sentire partecipi, cercare di tranquillizzarli e, soprattutto, tentare di capire se realmente sabato porterà a casa il risultato.

Renzi farà "il nome" solo alla vigilia della quarta votazione
L'ultimo indizio di questo momento di debolezza del premier è l'aver ipotizzato
anche una quinta votazione per domenica.
Nella mente di Renzi c'è un solo nome, nonostante in tanti continuino a ronzare intorno nella speranza della fatidica telefonata, quel nome, tra mille dubbi e paure, verrà comunicato solo qualche minuto prima di entrare in Aula per la quarta volta e solo allora Renzi potrà dire, per la prima volta senza aver fatto lo spaccone ma dimostrando anche il suo lato debole, di aver sbancato lo stesso.

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