La prescrizione è una strada senza uscita
Ansa/Giuseppe Lami
La prescrizione è una strada senza uscita
Politica

La prescrizione è una strada senza uscita

Ormai non ci sono più rinvii. Qualcuno tra Renzi, il M5S o Conte dovrà fare un passo indietro con tutti i rischi e le conseguenze del caso

La prescrizione ormai è una strada senza uscita. La cosa curiosa è che non si sa chi sia quello con le spalle al muro.

Riassunto: Bonafede, Ministro della Giustizia del M5S mesi fa lancia la proposta: abolire la prescrizione. Il Pd dice: «Parliamone». Renzi risponde con un secco: «Non voteremo mai questa vergogna. Gli italiani non possono essere imputati a vita». Passano i giorni, le settimane, i vertici di maggioranza sul tema ma il risultato è sempre lo stesso: non c'è accordo.

Come ieri sera, ultimo faccia a faccia: la nuova proposta che prevede il blocco della prescrizione dopo due condanne in primo grado ed in appello raccoglie il si di M5S (che comunque, rispetto alla proposta dura e pura originaria ha fatto i suoi bei passi indietro), del Pd e di Leu. Ma Italia Viva è ancora ferma sul no.

«Non voglio far cadere il Governo, ma questa cosa non la voto. Se mi vogliono cacciare, mi caccino» ha detto Renzi. A cui ha subito risposto il Guardasigilli: «qualcuno sta usando questa vicenda per scatenare una rissa». La morale, al di là delle dichiarazioni è molto semplice: lunedì il Consiglio dei Ministri deve in qualche modo risolvere la questione. Ed ecco il muro. O Renzi fa un passo indietro oppure il Governo rischia di crollare.

Chi cederà? Difficile che il leader di Italia Viva sia disposto a sparigliare le carte fino in fondo; se si andasse al voto anticipato per il neo partito si profila una batosta elettorale pesante (i sondaggi danno IV al 4%). Dall'altra parte fare un passo indietro significherebbe indebolirsi, piegarsi, diventare di fatto irrilevante.

Anche Conte non può stare tranquillo. In caso di crisi di Governo e ritorno al voto le probabilità di rivederlo a Palazzo Chigi sono piuttosto scarse, se non nulle. Lo stesso vale per almeno il 60% degli attuali eletti del Movimento 5 Stelle in Parlamento. In più i grillini non possono regalare un'altra delle loro battaglie agli avversari-alleati in nome del compromesso e della sopravvivenza dell'esecutivo. L'emorragia di elettori dal Movimento è di per se già inarrestabile (Sondaggio Winpoll per Sole 24 Ore del 6 febbraio, M5S al 12%).

Forse in realtà quella dove si è infilato il Governo con la prescrizione non è una strada senza uscita ma un tubo dove sono tutti con le spalle al muro, prigionieri, dove si sopravvive solo facendo finta che vada tutto bene

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