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Politica

Ponte sullo Stretto, il mistero dei finanziamenti

È la storia del Ponte che non c'è e che è già costato 350 milioni di euro. Nel Def un finanziamento nero su bianco da 1,3 miliardi smentito dal Governo

"Dicano la verità e se si tratta di un errore cancellino la tabella. Altrimenti mi fiderò di quanto dichiarato dal Ministro Lupi ovvero che il Ponte sullo Stretto di Messina è un'opera strategica" così Arturo Scotto di Sel chiude una polemica che si rincorre da ore, tra atti e smentite, sul rifinanziamento dell'opera Stretto di Messina contenuta in una delle tabelle allegate al Def.

Si tratta di 1,287 miliardi che ricompaiono nell'allegato 3 recante il "programma delle Infrastrutture strategiche" del Documento di Economia e Finanza 2014 dove vengono segnalate le revoche di finanziamenti non spesi e la contestuale riassegnazione (in basso il documento). Così dopo l'ammodernamento dell'aeroporto di Palermo, la realizzazione della tangenziale di Napoli per il collegamento per Pozzuoli, riciccia anche lo Stretto di Messina. Una voce che ha fatto sobbalzare i tanti che avevano dato per "conclusa" l'annosa questione che senza aver mai posato una pietra aveva già bruciato circa 350 milioni di euro pubblici.

I debiti della società Stretto di Messina Spa

Sel, che ha presentato anche un'interrogazione su questo nuovo finanziamento, è stata prontamente smentita da una nota del Ministero delle Infrastrutture che parla di "un'errata lettura della tabella" perchè "il termine reimpieghi indica non lo stanziamento di risorse a un'opera, ma l'indicazione storica di risorse revocate e non utilizzate né utilizzabili”. Tuttavia i soldi potrebbero non servire direttamente alla realizzazione dell'opera, bensì a pagare i debiti. Infatti, la società Stretto di Messina Spa, partecipata da Anas, Rfi, Regione Calabria e Regione Sicilia, è stata posta in liquidazione con un decreto del governo Letta nel 2013, e secondo i calcoli degli uffici avrebbe 1 miliardo di contenzioso tra penali e risarcimento danni verso le imprese costruttrici per la mancata realizzazione dell'opera. Tant'è che tra i partiti c'è anche chi sostiene che non fare il Ponte sullo Stretto oramai costerebbe quanto farlo.

Il Ministero delle Infrastrutture nella stessa nota ha precisato che "nella tabella 2 'Stato dell'arte e degli avanzamenti del programma infrastrutture strategiche' alla voce 'Ponte Stretto Messina' (pagina 70) non risultano stanziamenti". Una spiegazione che però non convince Sel che annuncia di tenere gli occhi aperti sulla vicenda.

"Insomma – torna sulla questione Scotto - si gioca con le tabelle e come potrebbe essersi sbagliato nello scrivere un dato in una tabella, potrebbe averlo fatto anche nel non iscriverlo in un'altra. Non si tratta di una errata lettura perché la tabella 1 è chiara come il sole e deve correggerla se è vero che il reimpiego di quei soldi non ci sarà più. E in ogni caso deve chiarire che il dossier sulla realizzazione sul Ponte dello stretto di Messina non sarà più riaperto”. La smentita del Ministero non è servita a placare il polverone che si è alzato e le voci più critiche sperano che si riesca presto a scrivere definitivamente la parola “fine” a quest'opera mai iniziata.


Def-Ponte stretto Messina

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