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Politica

Pizzarotti, per M5S e Pd equilibrismi sulla questione morale

Renzi ribadisce che "un avviso non è una condanna" ma critica il "giustizialismo schizofrenico" delle truppe di Grillo

Il dibattito politico in vista delle elezioni amministrative si fissa sulla "questione morale" tra Pd e M5s.

L'annuncio dell'indagine avviata nei confronti del sindaco grillino di Parma, Federico Pizzarotti, ha aperto un nuovo fronte nella battaglia in corso tra le prime due forze politiche del paese, ma allo stesso tempo scombina le carte dentro i due partiti.

Perché se è vero che la nuova indagine chiama in causa Parma a pochi giorni dal caso Livorno, è pure vero che Federico Pizzarotti, il riottoso 'capitan Pizza' del Movimento, non è per il M5s la stessa cosa di Filippo Nogarin.

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Matteo Renzi dice di non voler "strumentalizzare" i due casi e che "un avviso non è una condanna".
Tuttavia, il Pd si scaglia compatto contro il "giustizialismo schizofrenico" dei 5 Stelle.

Il M5s intanto continua a seguire la linea 'attendista' già perseguita con il sindaco di Livorno: è la tesi dell'avviso di garanzia come atto dovuto che rinvia eventuali decisioni su espulsioni dal Movimento al chiarimento del merito delle accuse mosse agli amministratori pentastellati.

Sul sindaco di Parma "la magistratura sta verificando se ha seguito correttamente le procedure di nomina dei vertici del Regio. Come sempre, se dovesse emergere una condotta contraria alla legge e ai principi del M5s chiederemo un passo indietro" annuncia il componente del direttorio Roberto Fico.

Anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin esprime solidarietà collega indagato, ricambiando la 'cortesia' espressa nei giorni scorsi da Pizzarotti nei suoi confronti.
"Spero che Federico possa dimostrare di avere agito correttamente" gli augura Nogarin che tuttavia aggiunge: "In caso le indagini non confermassero questa mia speranza, sono certo che non esiterà un attimo a fare un passo indietro, proprio come sono pronto a fare io". Ma non è detto che questa linea equanime regga visto che, presumibilmente, il "chiarimento" su Pizzarotti potrebbe arrivare molto prima di quello su Nogarin.

Occasione per liberarsi del sindaco riottoso?
La questione di Parma e di Pizzarotti offusca certo la campagna elettorale del M5s. D'altra parte potrebbe essere l'occasione per Beppe Grillo per chiedere un passo indietro al sindaco riottoso che il capo del movimento non ama per niente.


Grillo, a differenza di quanto fatto con Nogarin, non pare abbia chiamato il sindaco di Parma.
A farsi sentire sarebbe stato il direttorio: "ci hanno chiesto spiegazioni e le abbiamo date. E si sono convinti che il modo di agire a livello politico sia stato corretto" rivela il capogruppo in consiglio comunale a Parma, Marco Bosi.

La doppia morale
Intanto la 'doppia morale' del M5s continua ad essere il bersaglio preferito del Pd, scatenato soprattutto dopo le parole della candidata 5 Stelle a Roma, Virginia Raggi, che se da un lato si dice d'accordo con Davigo, dall'altro si indigna: "gli avvisi di garanzia non devono essere utilizzati come manganelli".

"Vedo che il tirocinio da Previti non è stato così inutile" ironizza il dem Ernesto Carbone.

Ma dal Pd l'affondo contro il M5s è bilanciato dalla tiepida reazione dem a livello locale. "Ci auguriamo per Parma soprattutto che il sindaco non subisca un processo in merito a questo" afferma il segretario del Pd di Parma ed anche Paolo Calvano, segretario regionale del Pd dell'Emilia-Romagna ricorda che "nel nostro ordinamento la contrarietà di una condotta emerge definitivamente al terzo grado di giudizio".

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