E venne l'ora della pista ciclabile sullo Stretto
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E venne l'ora della pista ciclabile sullo Stretto
Politica

E venne l'ora della pista ciclabile sullo Stretto

La proposta del Ministro De MIcheli ha scatenato l'ironia del web ma anche quella dei colleghi di partito. In realtà da ridere c'è ben poco...

Sapere usare bene i social network non è facile. Servono probabilmente anni di studio e di esperienza. Evitare gli sfondoni, però, è abbastanza semplice: non serve un social media manager, basta un po' di buon senso. O perlomeno un buon amico che ti tolga lo smartphone dalle mani per darlo alle fiamme.

Altrimenti finisci come il Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, che è riuscita a vantarsi su twitter: "abbiamo istituito una commissione di inchiesta". Motivo? "Capire qual è lo strumento migliore per collegare la Sicilia alla Calabria. Per collegarle su ferro, su strada e con una pista ciclabile". Proprio così: hanno creato una task force – un'altra – per fare in modo che si vada da Reggio Calabria a Messina in bicicletta. I particolari non sono noti: non è chiaro cioè se si debba pedalare sopra o sotto la superficie dell'acqua, insomma se a cavallo di un totano o di una mountain bike.

Datemi un cambio shimano e vi unirò la Sicilia al continente, insomma. Siccome il proposito è oltre ogni umano pensiero, è scattata una gara perfezionare l'ambito desiderio. Ognuno porta il suo contributo. C'è chi vuole il ponte in ferro, chi in ghisa, chi in materiale ecologico, come la soia. C'è chi sogna il ponte tibetano, chi rispolvera il vecchio progetto del tunnel, magari con uno svincolo e annesso bretellone sottomarino verso il famoso tunnel del Brennero di Toninelli. Poi c'è chi sogna una funicolare dall'aspromonte all'Etna, e chi propone il vecchio metodo di Archimede da Siracusa: la catapulta. Giorgia Meloni avanza l'idea di attraversare lo stretto con "i banchi a rotelle" del Ministro Azzolina, e l'idea sarebbe buona se non fosse che i banchi in questione non sono omologati per il terreno anfibio. Come al solito, la pubblica amministrazione è andata al risparmio e ha scelto il modello base.

Il bello è che stavolta a dileggiare il ministro ci hanno pensato gli stessi membri della maggioranza. Il Ministro Provenzano, che peraltro siede al governo accanto alla De Micheli, ha preso così sul serio la questione da avanzare un progetto interessante: attraversiamo lo stretto in monopattino. Sì, proprio quello del bonus: vale la pena tentare. Se poi si inabissassero tutti, pazienza: nessuno ne avrebbe a male, soprattutto nel centro di Milano. Il dirigente del Pd Matteo Orfini, cresciuto a puntate di Star Trek, propone addirittura il teletrasporto, il metodo usato con successo da certi parlamentari per passare da un partito all'altro. Ma è un discorso problematico: e poi non ci sarebbe modo di riscuotere il pedaggio.

E infine, da ultimo, aggiungiamo un'umile proposta a costo zero: se mettessimo in fila tutti i membri delle innumerevoli task force, copriremmo tranquillamente la distanza dello stretto di Sicilia. Una sorta di catena umana che unirebbe l'Italia. Troppo avveniristico? Può darsi: ma per la prima volta potremo dire che i signori delle task force si sono resi utili. Se poi l'idea vi sembra eccessiva, tanto vale arrendersi. Una sola richiesta in ginocchio: se proprio non si può collegare la Sicilia alla Calabria, perlomeno qualcuno colleghi il cervello alla bocca.

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