Pisapia, Zedda e Doria: un appello per l'unità del centrosinistra

In vista delle comunali del 2016 i sindaci arancioni chiedono al Pd e a Sel a rimanere uniti per non favorire la destra come in Francia

Expo: Pisapia at the march in Milan

Il sindaco Giuliano Pisapia alla manifestazione-corteo di 'Nessuno tocchi Milano', contro le devastazioni dei no Expo in città – Credits: ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI

Marco Doria, Giuliano Pisapia e Massimo Zedda, i primi cittadini arancioni eletti a Genova, Milano e Cagliari nel 2011, hanno scritto una lettera aperta su La Repubblica nella quale invitano il centrosinistra, in vista delle elezioni comunali a Roma, Bologna, Napoli e Milano, a rimanere unito e a non lasciare il campo libero, come in Francia, alla destra populista. Un messagio rivolto in particolare al Partito democratico e a Sinistra Ecologia e Libertà, le due componenti di "quell'unità aperta e larga" della coalizione che quattro anni fa consentì loro di vincere le elezioni, in qualche caso contro le previsioni della vigilia.

L'obiettivo comune alle forze del centrosinistra non può che avere la prospettiva del superamento delle attuali divisioni e, per quanto più direttamente ci riguarda, il rafforzamento delle componenti della sinistra, sapendo e riuscendo a conquistare nuovi consensi Zedda, Pisapia, Doria
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Questa lettera aperta cade in un momento politico delicato per la coalizione di centrosinistra. A livello nazionale non esiste più. Matteo Renzi - che coltiva il sogno di fare del Pd il partito della Nazione - guarda in parlamento, per trovare i numeri, ai verdiniani e agli Ncd di Angelino Alfano. Sinistra Ecologia e Libertà guarda invece a quel mondo di sinistra che non si sente rappresentato dalla svolta moderata e 2.0 di Matteo Renzi. Non solo a Possibile di Pippo Civati, o Sinistra Italiana di Stefano Fassina, ma proprio a un pezzo di società italiana che dopo la caduta di Berlusconi si è ritrovata orfana, senza nemico e priva di rappresentanza simbolica e politica. 

LA DATA DELLE PRIMARIE
A livello locale, invece, le cose potrebbero andare diversamente, a cominciare da Milano, dove le primarie - non senza polemiche - sono state fissate per il 7 febbraio 2016, con una finestra dedicata alla fase di raccolta firme a sostegno delle candidature dal 12 dicembre al 12 gennaio. L’impegno di tutti i partiti della coalizione è, in questo caso, quello di sostenere comunque il candidato vincitore.


I CANDIDATI DI SINISTRA A MILANO
Ufficialmente sono in corsa due esponenti di primo piano del Pd, Pierfrancesco Majorino ed Emanuele Fiano, oltre agli outsider Roberto Caputo, ex socialista, e Antonio Iannetta, ex direttore della Uisp. Ma i nomi caldi sono quelli del commissario Expo, Giuseppe Sala, sostenuto soprattutto dai renziani, e della vice-sindaco Francesca Balzani, vicina al sindaco uscente. Le chance di Sala - che nel 2009-2010 fu direttore generale del comune nominato da Letizia Moratti - sono le più elevate.

IL VANTAGGIO DI SALA
Nonostante i mugugni delle componenti più radicali, l'ex manager si ritroverebbe comunque in una condizione notevole vantaggio non solo rispetto ai suoi concorrenti delle primarie, considerati troppo minoritari, ma anche rispetto alla coalizione di centrodestra, ancora alla ricerca di una candidatura forte - dopo la bocciatura di Alessandro Sallusti nei sondaggi. Tutti i polls, sia al primo turno che al ballottaggio, lo danno largamente vincente contro qualsiasi avversario della destra e anche contro il candidato del movimento di Beppe Grillo, Patrizia Bedori, considerata troppo debole e poco conosciuta per riuscire a vincere in una piazza difficile come Milano. 


I NUMERI: COMUNI AL VOTO
Nella primavera prossima - in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno  - si voterà in venticinque comuni capoluogo di provincia, fra cui Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste.  Andranno alle urne complessivamente 1.315 comuni, di cui 1.124 appartenenti a regioni ordinarie e 191 a regioni a statuto speciale.



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