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Pisapia-D'Alema: si accende lo scontro

MdP non vota la nota di aggiornamento al Def e scatena il fastidio del leader di Campo Progressista che apostrofa D'Alema come "divisivo"

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Anche Massimo D'Alema è presente alla convention organizzata da Giuliano Pisapia a Roma - 1 luglio 2017 – Credits: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Esce allo soperto Giuliano Pisapia e attacca Massimo D'Alema apostrofandolo come "divisivo" e dunque accomunandolo al suo (di D'Alema) peggior nemico: Matteo Renzi. E aggiunge: "Se qualcuno divide e non unisce deve fare un passo indietro".

I motivi dello scontro

E così alza la voce l'ex sindaco di Milano alla guida di Campo Progressista, nel giorno del voto sullo scostamento di bilancio della manovra finanziaria per il 2018. Questa ha avuto il sostegno di Mdp che però non ha votato la nota di aggiornamento al Def. Un colpo basso per Pisapia che aveva guidato la delegazione di lunedì dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi e che vorrebbe tenere aperto il dialogo con il governo per tenere anche un filo unitario nel centrosinistra.

La frattura che Pisapia imputa a D'Alema azzoppa ancora una volta il progetto di un nuovo partito di centrosinistra che l'ex sindaco di Milano vorrebbe ma non dà più per scontato viste le molte divergenze.

Perché è importante

La vicenda Def è la spia di una tensione molto profonda tra Mdp e Cp nonostante Speranza e Pier Luigi Bersani spendano energie e impegno a mediare. Che Pisapia spaventi è abbastanza chiaro. Tanto che il timore dei suoi fedelissimi è che a sinistra "lo vogliano ridurre a una nuova Rifondazione".

E, forse non a caso, il miglior difensore di D'Alema in questo attacco è Nichi Vendola che su twitter cinguetta:

"Si può cambiare idea - gli replica l'ex sindaco -, ma non dimenticare: hai governato la Puglia in variegata compagnia. A Milano non c'era destra in giunta".

Riprende a litigare dunque la sinistra italiana. Ha poco tempo per trovare un accordo in vista delle prossime elezioni.

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