L'Europa tratta i migranti come pacchi da rimborsare
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L'Europa tratta i migranti come pacchi da rimborsare
Politica

L'Europa tratta i migranti come pacchi da rimborsare

Nessun obbligo per la redistribuzione negli altri paesi Ue come chiedeva l'Italia ma soldi per i paesi dove sbarcano. Ecco il Piano Migranti della Ue

Non c'è proprio da annoiarsi per chi segue le cose che succedono a Bruxelles. Due giorni fa la lettera con cui di fatto fornivano al governo le linee guida per la prossima manovra economica ieri ecco invece il nuovo Piano sulla Gestione dei Migranti.

L'Italia da questo punto chiedeva solo una cosa: l'obbligo della redistribuzione di chi arriva (da noi) negli altri paesi. Bene (anzi, male); la risposta è un no secco. Ursula Von der Leyen infatti nell'illustrare il progetto ha spiegato che "non ci sarà alcun obbligo e i paesi che non vorranno ospitare i migranti pagheranno una somma (quanto? quando?) alla nazione d'arrivo". La morale è semplice: siamo soli, come sempre, come da sempre.

Una sconfitta netta, totale che dimostra l'incapacità dell'Europa di trovare una soluzione sul tema dell'accoglienza. Ma non solo. Dietro infatti le solite parole vuote "accoglienza", "solidarietà", "umanità" l'Europa di fatto istituisce il concetto del rimborso a persona, come se i migranti fossero un pacco da rimborsare, un tot al kg. Non ne vuoi 10? Sono mille euro l'uno. Se sono 100 ti faccio l'offerta, 800 euro a testa...

Facile poi capire perché molti paesi si rifiutino di collaborare. Semplicemente perché in questo clima di crisi economica generale e di emergenza sanitaria globale causa Covid ecco che l'ultima cosa che alcune nazioni vogliono sono migliaia di nuovi ingressi.

Per noi un fallimento assoluto eppure il premier Conte, del tutto prono alle richieste e ad diktat della Ue, riesce addirittura a parlare di passo avanti: «Il Patto sulla migrazione è un importante passo verso una politica migratoria davvero europea. Ora il Consiglio Ue coniughi solidarietà e responsabilità. Serve certezza su rimpatri e redistribuzione: i Paesi di arrivo non possono gestire da soli i flussi a nome dell'Europa».

Ci permettiamo di far notare al premier che l'unica certezza è che soli eravamo, siamo e saremo. E che quindi sta a lui spiegare agli italiani cosa farà di concreto il nostro paese sull'accoglienza dei migranti. Oltre ad aprire i porti.

Dall'inizio dell'anno a ieri gli arrivi (contabilizzati, esclusi cioè quelli dei barchini fantasma che ci troviamo sulle spiagge per caso) sono stati 23.700, il quadruplo rispetto all'anno prima.

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