Politica

Perché è a rischio il voto sull'alleanza Pd-M5S sulla piattaforma Rousseau?

E' la domanda che da giorni impazza tra i grillini che non sono favorevoli al Governo dell'Inciucio con il Partito Democratico

Luigi Di Maio, Beppe Griello e Davide Casaleggio

Andrea Soglio

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"Vogliamo votare" è il grido che riempie la pagine social ed i blog del Movimento 5 Stelle. Ma non stiamo parlando di elezioni anticipate (che però in molti grillini sembrano volere a prescindere come via d'uscita alla Crisi di Governo) bensì delle famose votazioni sulla Piattaforma Rousseau, il massimo strumento della democrazia del Movimento di Casaleggio.

Eppure in questi giorni nessuno dei vertici, non Grillo, non il figlio del fondatore, non Di Maio o Di Battista o Fico hanno confermato che verrà seguita questa modalità per stabilire se procedere o non nell'alleanza con il Pd per la formazione di un nuovo Governo.

Uno strumento che in passato era già stato usato ad esempio a maggio 2018 per dare l'ok definitivo al contratto di Governo con la Lega; oppure utilizzato per il si o no al via libera nel processo per sequestro di persona contro il Ministro dell'Interno Salvini sul famoso caso della nave Diciotti. Ma votazioni sono state fatte per decidere la candidature alle elezioni politiche o per l'elezione del Presidente della Repubblica, per il via libera ad una dozzina di proposte di legge come per l'espulsione di alcuni parlamentari. Ma per questo Governo no, niente voto.

I motivi sono difficili più che da capire, da spiegare. Facile infatti, visti i commenti sui social, che la base dica un no deciso all'alleanza con Renzi, quello che per anni è stato dipinto come il "Diavolo" e che ora diventa alleato. Un voltafaccia che la base non sembra voler accettare. Ed il successo del no, oltre che a far saltare il banco, di fatto farebbe esplodere per sempre il Movimento.

E così, tra liti e divisioni interne, tra chi vorrebbe il Conte-Bis e chi Di Maio premier; tra Fico ed i suoi che premono per l'alleanza a tutti i costi e Di Battista che, dalla Spagna, continua a dire di no, tra Grillo favorevole per "scacciare i nuovi barbari" e Casalegno che sembra contrario, il Movimento 5 Stelle si trova a dover gestire l'ennesima patata bollente in una fase politica dove, ormai è chiaro, ci si gioca molto di più che un esecutivo. Ci si gioca la faccia, la storia, la credibilità. Ed il futuro

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