Politica

Per Stefano Parisi una festa diversa

Alla festa di chiusura della sua campagna elettorale, il candidato sindaco di Milano del centro destra ha confermato di avere un profilo fuori dai canoni

Parisi ballottaggio Milano

Lucia Scajola

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Che la corsa di Stefano Parisi a sindaco di Milano fosse una faccenda diversa rispetto ad altre storie viste fin’ora lo si era intuito fin dall’inizio: un volto sconosciuto ai più, non politico, che se ne va in giro in bicicletta ed entra nella sfida elettorale con un fair play signorile, suonato desueto a chi bazzica il settore.

La conferma della singolarità della sua partita, per chi ha avuto voglia di badarci, si è registrata giovedì sera, durante la festa di chiusura della campagna per i ballottaggi, organizzata al Fabrique.

Duemilacinquecento persone ad ascoltarlo; i leader dei partiti della coalizione presenti; un’ironica e calorosa intervista con Mara Venier che ne ha svelato l’umanità: fino qui, tutti gli ingredienti per una chiusura di grande successo, ma secondo gli standard.


A non essere canonici, sempre per chi non è nuovo alla materia, sono stati, a fine serata, i balli e le risate liberatorie tra il candidato sindaco di Milano e sua moglie Anita: sorridente, orgogliosa, presente. Ad uscire dal copione del “già visto”, le due figlie Sarah e Camilla, schive, sobrie e defilate, vicine ai genitori in una partita che ha dato, fin qui, l’impressione di essere pulita.

A suscitare curiosità, ancora, il fatto che intorno a Stefano Parisi non circolavano freddi politologi o esperti di comunicazione a contratto, ma uno staff di amici, riuniti intorno al progetto di voler cambiare Milano e fare ripartire dalla capitale morale del Paese un centro destra che proprio qui ha ritrovato unione e credibilità.

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