Politica

Pd e minoranza: sulle riforme nessuna mediazione in corso

Lo ha dichiarato Pier Luigi Bersani. "Il compromesso è possibile ma non si può chiamare alla disciplina del partito davanti alla Costituzione"

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L'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani in Aula della Camera durante il voto in seconda lettura sulle riforme costituzionali, Roma, 10 marzo 2015. – Credits: ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

Sulle riforme tra Renzi e la minoranza Pd "non mi risultano tentativi di mediazione". Pierluigi Bersani è lapidario in un'intervista a Radio Anch'io. "Ho letto - sostiene l'ex segretario del Pd - di ipotesi che mi sembrano prive di sostanza. Non si puo' scrivere una cosa su un articolo della Costituzione e poi poco dopo scriverne un'altra. Bisogna decidere seriamente su quale ruolo dare agli elettori".

Un compromesso credo sia assolutamente possibile, continua l'ex segretario. "Non c'è necessità di prove di forza. Sull'elezione per il Quirinale - ricorda - c'è stata assoluta lealtà. Se si parla, e se Renzi decide di parlare con i senatori, lo farà con gente leale. Io - ribadisce -  sono per il sì e non per il no. Non è in gioco il superamento del bicameralismo perfetto, perchè tutti vogliono una riforma. Qui è in gioco se dopo la legge elettorale che Renzi ha voluto possiamo avere in Italia un Parlamento, tra Camera e nuovo Senato, in cui grandissima parte dei membri viene nominata o scelta a tavolino. Qui non c'è Bersani, ma il libero convincimento di alcuni senatori con cui bisogna discutere e trovare una soluzione", conclude.

"Non si tocca l'art. 2 della riforma? Renzi ha ragione a chiedere che non si apra un vaso di Pandora, ma poi c'è il libero convincimento, ha aggiunto Bersani. "Non si puo' chiamare alla disciplina di partito davanti alla Costituzione. Non si è mai fatto in nessun partito", ammonisce l'ex segretario del Pd.

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