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Politica

Pd: tutte le anime in cerca di una strada

Renzi ha bisogno dell'unità nel centrosinistra. Anche Pisapia la cerca ma Boldrini-Grasso spingono verso Mdp. Che non ha intenzione di avvicinarsi al Pd

Matteo Renzi incontra Emma Bonino e Benedetto della Vedova. Giuliano Pisapia continua a predicare la sua "missione impossibile" dando segnali di disponibilità a una coalizione tra le forze di sinistra. Con lui Walter Veltroni, che nella trasmissione a Mezz'Ora in più su Rai 3, richiama al senso di responsabilità: "Dividersi è da irresponsabili, apre un'autostrada per la vittoria del centrodestra. A forza di cercare quelli più omogenei a se stessi, si finirà con il diventare sempre più piccoli", dice. E rivolgendosi ai suoi ex compagni di partito, Bersani e D'Alema, aggiunge: "Mdp smetta di dire 'mai con Renzi', è sbagliato. Mancano 4 mesi alle elezioni, possibile che non si riesca a convivere in un'area più ristretta dell'Unione?". 

Mdp e le forze di sinistra, però, sembrano non ascoltare e rispondono stizzite a ogni seppur lontana opzione di dialogo.

Sullo sfondo del teatrino, le prossime elezioni politiche e il rischio, serio, di un flop roboante del PD. E con questo clima si apre il 13 novembre la direzione del partito convocata in fretta e furia dopo la debacle delle elezioni in Sicilia.

Cosa farà Renzi

Matteo Renzi tenterà di aprire un tavolo per costruire una coalizione che regga la sfida nei collegi uninominali e guarda a Pisapia che, fanno sapere dal Nazareno "non sembra interessato a unirsi a Grasso e alla sinistra".

Ma non sarà facile. Anche all'interno di Campo Progressista le anime sono divise e un'unità vera di tutto il centrosinistra appare una chimera.

Tuttavia Renzi è deciso a un'apertura e, raccogliendo l'invito di Dario Franceschini, tenteràdi parlare "di ciò che unisce più che di ciò che divide". Certo non metterà mai in discussione quanto fatto dal suo precedente Governo e porterà come medaglietta quanto fatto dal Governo Gentiloni in carica stando, come tanto gli piace dire spesso, "al merito delle proposte".

Quello che il segretario non vuole è che si metta in campo il tema della premiership. Per questo i renziani avrebbero lavorato in questi giorni per convincere Orlando ed Emiliano a non presentare ordini del giorno che insistessero sulla necessità di fare ogni sforzo per tentare di riunire il centrosinistra facendo aleggiare anche il tema della premiership.

Cosa vuole Pisapia

Dall'altra parte Giuliano Pisapia, leader di Campo Progressista, "Non vogliamo un'altra Sicilia" ha dichiarato mentre lanciava il suo accorato appello a Pd e Mdp per l'unità. "Qualcuno dice che la mia è una missione impossibile, ma io ci proverò sino all'ultimo momento. Non c'è altra scelta se si vuole battere la destra", ha detto nell'auditorium Antonianum, ascoltato dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, da Roberto Speranza e da Gianni Cuperlo, ancora convinto che il partito guidato da Renzi "possa tornare il perno del centrosinistra".

"L'idea dell'autosufficienza è un suicidio politico, non possiamo lasciare il Paese alla destra" ha incalzato Pisapia che ha invitato il Pd a non guardare a destra e al centrodestra (leggi Angelino Alfano) e lanciare un segnale di disgelo. Come? Approvando in primis le leggi sullo ius soli e il biotestamento, "due leggi che naufragheranno se avremo una sconfitta che oggi vedo, non dico certa ma possibile".

La posizione di Boldrini-Grasso

Laura Boldrini all'assemblea di Campo Progressista, ha tolto il palcoscenico a Pisapia e ha preso una posizione netta, vicina a Grasso, lontana da quella dello stesso Pisapia: ha demolito le riforme renziane, parlando dell'esigenza di una vera lotta alla precarietà, contro bonus a pioggia ma di incentivi strutturali per i giovani, politica a favore delle donne, uguaglianza, diritti, di una politica progressista "laburista, sociale, femminista, ambientalista, solidale e europeista".

"Campo progressista ha cercato un dialogo costruttivo con il Pd. Ma davanti all'indisponibilità a cambiare rotta rispetto a certe politiche divisive degli ultimi anni - ha detto Boldrini - dobbiamo prendere atto che purtroppo non ci sono i presupposti per la coalizione con loro".

Standing ovation.

Parole che sono piaciute al presidente del Senato Pietro Grasso neo dimissionario dal PD che si sta sempre più spostando verso la sinistra di Mdp tanto che Roberto Speranza, ha commentato: "L'intervento di Laura è la nostra agenda per il futuro. Anch'io sono preoccupato ma esiste un' Italia che vuole un'alternativa e non si sente rappresentata da Renzi, Salvini e Grillo".

Certo, non è detto si senta rappresentata da una sinistra che negli ultimi anni, è stata solo in grado di litigare, dividersi, e frantumare ogni idea di sinistra vera intorno alla quale unire l'elettorato.

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