Politica

Il Parlamento degli 85 (per ora) voltagabbana

Il numero dei parlamentari che hanno cambiato maglia è da record, grazie al Conte bis, alla faccia del voto degli italiani e della stabilità

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85. Tanti (troppi) sono i parlamentari che in questa legislatura hanno cambiato partito. 85 parlamentari su un totale tra senatori ed onorevoli di 945, matematicamente parlando il 9%. E se pensiamo che la legislatura è cominciata ad aprile 2018, cioè 19 mesi fa, verrebbe da dire che le crisi di coscienza tra i palazzi della politica sono state molto rapide.

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A dire il vero guardando i dati diffusi da Openpolis ed evidenziati in un prezioso grafico, si capisce bene come per utto il 2018, alla nascita complessa del primo Governo Conte, quello dell'alleanza Lega-M5S il flusso sia stato contenuto da 14 a 18. Anche nei primi mesi del 2019 la situazione era numericamente contenuta nelle unità. Poi il picco.

La nascita del Governo Conte -bis, soprattutto la strana alleanza Pd-M5S e la seguente scissione del Pd con l'avvento di Italia Viva ha fatto schizzare alle stelle il numero dei parlamentari che hanno cambiato bandiera ed opinione; in pochi giorni infatti si è arrivato ad 80 e nell'ultimo mese ecco che altri 5 hanno traslocato arrivando così al numero record di 85.

Dal punto di vista istituzionale è tutto assolutamente lecito. I parlamentari infatti non hanno alcun vinvolo di mandato, sono cioè liberi di cambiare partito passando da destra a sinistra o da opposione a Governo senza colpo ferire e soprattutto andando contro le opinioni di chi li ha votati per rappresentare una parte politica e che di fatto vengono traditi.

La riflessione però da fare è un'altra. 85 hanno già cambiato partito, molti altri sono pronti a fare lo stesso. Siamo proprio sicuri che un Parlamento dove succeda tutto questo sia in grado di risollevare le sorti del paese? Di fare le riforme necessarie? Di gestire casi complessi come quello dell'Ilva? Di farsi rispettare in Europa? Di abbassare le tasse?

La risposta è ovvia ed è no. Perché se si va al nocciolo della questione si scopre che la preoccupazione degli 85, ma non solo, è semplicemente salvarsi la poltrona, restare in carica il più possibile, magari portando a casa un qualsiasi incarico.

Nei giorni della crisi il Quirinale chiedeva un Governo ed una politica di prospettiva, forte, sutorevole, stabile. L'esatto contrario di questo Parlamento.

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