Parlamento, ciao! Paola Goisis

Dalla Padania all'Africa. La nuova vita della deputata bossiana dopo l'addio al parlamento

Paola Goisis, Roberto Maroni, Roberto Castelli e Pietro Rao - VALERIO CAROSI /ANSA /JI

Paola Sacchi

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Finirà che in Africa anziché Walter Veltroni, ci andrà lei, leghista tutta d’un pezzo, bossiana più di Bossi, antimaroniana  più del Senatùr che sembra riappacificato con Roberto Maroni. Paola Goisis, la deputata veneta, che in Transatlantico tutti ricordano come la signora  dalla rosa verde, anzi di varie sfumature di verde (sempre appuntata sulla giacca), la guerriera più guerriera del Carroccio, che al congresso della Lega 2.0 di Maroni scagliò il badge contro il palco, non smette di stupire. Il «Ciao» al Parlamento che affida a Panorama.it è l’annuncio di una missione in Africa. Da bossiana doc  è in sintonia con il motto : «Aiutiamoli a casa loro».
Che ci fa, on.Goisis, una leghista in Africa?
Le confesso che quando ero ragazza sognavo di fare la suora e andare in una missione … Poi, invece ho abbracciato la politica a tempo pieno. Ecco, ora sto pensando di andare qualche mese all’anno in Africa con gruppi di volontariato che da noi in Veneto sono molto diffusi. Ci sono molti medici e insegnanti che ogni anno almeno per un mese vanno lì.
Lei è un’insegnante in pensione di Storia e letteratura alle scuole superiori. Che cosa pensa di fare in Africa?
Insegnare, preferibilmente in zone come il Kenia dove si parla in francese. Ma io voglio essere d’aiuto,  sul piano psicologico, anche alla popolazione femminile nella lotta contro le mutilazioni gentitali. Voglio parlare con queste donne e aiutarle a prendere coscienza dei loro diritti e a combattere contro i soprusi e le violenze di cui sono vittime.

Insomma, lei a casa nella sua Este  non ci starà a «coltivare» le sue «rose»…
E neppure a fare il pasticcio veneto che è il mio piatto forte. Le rose però le porto sempre sulla giacca, ora ne ho una verde prato, cioè verde Lega,  quella delle origini,  ne ho un’altra, che portavo sempre a Montecitorio, di  un  verde che sfuma sul turchese, quella è di seta…
Lei alla Camera si è distinta anche nella battaglia per le classi separate di immigrati e italiani per l’insegnamento di italiano. Ora che vuole andare in Africa come risponde all’accusa di razzismo che fu fatta a lei e alla Lega?
Ma quale razzismo! Anzi, l’esatto opposto.  Io con i ragazzi straniati da insegnante ho vissuto a lungo e ho sofferto per la loro umiliazione quando non capivano durante la lezione. Evidente che un immigrato che non parla bene l’italiano impara meglio in una classe dove sono al suo stesso livello. Lo fanno nell’Emilia rossa e allora sono razzisti anche loro? Piuttosto io sono autrice di una proposta di legge per rendere obbligatoria nelle scuole l’insegnamento della cultura, della storia e delle tradizioni del territorio. Passata alla Camera è rimasta bloccata al Senato, perché la legislatura si è interrotta.  Questo è forte rimpianto».
E La Lega? Qui si parla di voto in Veneto  dei leghisti ribelli per il Pd o il Pdl…
Ho saputo che qualcuno medita nuove espulsioni. Ma io a Maroni non darò questa soddisfazione: sono nata Lega e morirò Lega.

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