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Ha ascendenze nobili il presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni, la cui famiglia è originaria di Tolentino (Macerata), uno dei comuni marchigiani colpiti dal terremoto, dove torna abbastanza spesso "ma in punta di piedi", come racconta il sindaco Giuseppe Pezzanesi.

Il palazzo di famiglia è proprio vicino alla Basilica di San Nicola, uno dei principali santuari dell'Italia centrale, risalente al secolo XIII, seriamente danneggiata dal sisma e visitata di recente, caschetto in testa, da Gentiloni, che ha parlato di questo splendido complesso come di "un simbolo mondiale".

Il premier incaricato ha mantenuto "uno stretto legame con la città che ha visto i natali dei suoi pregiatissimi antenati", recitano le motivazioni della cittadinanza onoraria che gli è stata conferita l'estate scorsa.

La storia politica
Ex ministro degli Esteri del Governo Renzi in sostituzione di Federica Mogherini chiamata sulla poltrona di rappresentante della politica estera europea, Gentiloni nasce a Roma il 22 novembre 1954. Deputato in Parlamento fa parte della Commissione Esteri. Laureato in Scienze Politiche, giornalista professionista ed esperto in comunicazione, negli anni Novanta ha lavorato al Comune di Roma come portavoce del Sindaco Francesco Rutelli e Assessore al Turismo e al Giubileo.

È stato coordinatore della campagna dell'Ulivo per le elezioni politiche del 2001. Eletto in Parlamento dal 2001, è stato Presidente della Commissione di Vigilanza Rai (2005-2006) e Ministro delle Comunicazioni (2006-2008). È stato tra i fondatori della Margherita nel 2002 e ha fatto parte del Comitato dei 45 fondatori del Pd nel 2007.

Il 5 dicembre 2012, si è candidato alle primarie del centrosinistra come sindaco di Roma. Arriva terzo con il 15% dei consensi superato dal capogruppo del Pd all'Europarlamento David Sassoli al 26% e il vincitore, il Senatore ed ex candidato Segretario del PD nel 2009 Ignazio Marino al 55%. Nel 2014 sostiene la scalata di Matteo Renzi al governo.

La famiglia di prestigio
Gentiloni è figlio di Carlo Alberto, nipote di Stefano e pronipote di Aristide; discende  dalla famiglia Gentiloni Silveri, che è poi il suo cognome per esteso, considerata una delle più antiche di Tolentino e a cui il duca di Parma Ferdinando I concesse il titolo di conti nel 1778.

Tra i suoi ascendenti, il conte Domenico Silverj, suo trisavolo, musicista, primo sindaco di Tolentino, e Vincenzo Ottorino Gentiloni, uomo di fiducia di Pio X e promotore del "patto" con il quale i cattolici tornarono a votare nelle elezioni del 1913.

Il bisnonno Aristide fu un appassionato archeologo, mentre al nonno Stefano si debbono varie opere di ingegneria, tra cui la sopraelevazione del palazzo del cardinale Ascanio Parisani, meglio conosciuto come Palazzo Sangallo. "Con lui ci siamo fatti delle gran chiacchierate di politica", dice il cugino Francesco Gentiloni Silveri Massi, ex consigliere regionale e attuale coordinatore regionale dell'Ncd. "L'ascesa di Renzi me l'aveva preannunciata lui quando ancora Renzi non lo conosceva nessuno. Diciamo che è il primo renziano d'Italia", scherza.

E sulla persona: "Riflessivo, dialogante. Validissimo". "È una persona di cui l'Italia ha bisogno: umile, estremamente competente, con un carattere misurato, che approfondisce le questioni", lo descrive il sindaco Pezzanesi, che aggiunge: "È una persona di spessore culturale, adeguata a ricoprire un ruolo fondamentale in un momento delicatissimo come quello che stanno attraversando i comuni colpiti dal terremoto. Gli auguro di distinguersi per migliorare quanto nel Paese non si è ancora riusciti a fare".

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