Paolo Becchi: "Il M5S è il deodorante del palazzo"

Il barbuto professore genovese a Panorama: "I dissidenti grillini? Se ne vadano, sono scorie"

Il professore genovese Paolo Becchi, intellettuale 'grillino', in una foto tratta dal suo profilo twitter. ANSA/TWITTER

«Di una cosa sono sicuro, il Movimento è stato una grande valvola di sfogo. Senza Grillo la violenza sarebbe già esplosa nelle strade». Paolo Becchi, professore di filosofia del diritto a Genova e guru del Movimento 5 stelle, non nasconde la rabbia nell’intervista pubblicata da Panorama sul numero in edicola dal 13 giugno. «E in Parlamento i grillino sono quelli che puzzano meno; sono lo spray, portano il deodorante dentro i palazzi».

Becchi insiste anche nella critica al presidente della Repubblica: «Fin dall’inizio Napolitano voleva il governo delle larghe intese. C’era un progetto politico chiaro che il capo dello Stato aveva in testa. Non doveva: lui è solo il garante della Costituzione, non un capo politico.
Francesco Cossiga lo avrebbero messo al muro, Napolitano viene osannato come il padre della patria. Ma vuole solo salvare Pd e Pdl, escludendo il Movimento 5 stelle».

Il professore genovese che ha gridato al «colpo di stato», nell’intervista a Panorama ne ha per tutti. Mario Monti? «Berlusconi ha ragione quando dice che il suo governo è stato sostituito da un diktat imposto dall’Europa e legittimato dal Quirinale».
La commissione di saggi per le riforme costituzionali? «Sono 35 persone tutte targate Pd- Pdl più altre sette che devono aiutarli a scrivere. Poi arriveranno altri 40 parlamentari selezionati fra i meno idioti degli idioti. Che voteranno però su un testo già pronto. Questo è il colpo di stato ».

I dissidenti? «Sono contrario alle espulsioni, che vadano via loro: sono scorie. Usano l’Ilva come pretesto, però secondo me vanno via per i soldi. Erano gli stessi che volevano tenersi in tasca la diaria». Stefano Rodotà? «È un ingenuo che è stato strumentalizzato. Grazie al Movimento ha avuto visibilità e ora viene utilizzato per un’operazione politica che Grillo ha capito subito e ha stroncato: il tentativo di creare una cosa di sinistra. Ma non c’è bisogno. La sinistra marxista è morta, defunta».

E con Panorama Becchi non risparmia i giornalisti: «Dopo le elezioni quasi tutta l’informazione ha fatto blocco contro il Movimento. Cercano di indebolirlo, di dividerlo. Gran parte del mondo dell’informazione vede i cinquestelle come un pericolo per le “cadreghe”. Perché, se arriviamo noi, della televisione pubblica resta un solo canale culturale, e controlliamo tutti gli intrallazzi. Ai giornali tagliamo il finanziamento pubblico».

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