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Ostia, chi sono gli Spada e perché dialogano con Casapound

Famiglia criminale di origine sinti, ha guadagnato spazio grazie alle inchieste che hanno decapitato l’altra famiglia criminale della zona, i Fasciani

“A prescinde che dà lavoro ai ragazzi col suo bar e che la sua palestra è aperta a tutti i bisognosi senza soldi e che a sempre aiutato tutti nel quartiere è facile da casa puntare il dito ma le storie vanno vissute sono 5 anni che tutti i giorni viene tartassato da vari programmi TV compreso le iene vorrei vedere voi se al posto suo in 5 anni avreste risistito così tanto”.

Questo è il messaggio che in un italiano stentato Silvano Spada, cugino di Roberto ha lasciato sulla bacheca Facebook in segno di solidarietà. Già perché mercoledì 8 novembre Roberto con una testata ha spaccato il naso, prima, e preso a bastonate poi il giornalista Daniele Piervincenzi e il filmmaker Edoardo Anselmi, del programma di Rai2 “Nemo”.

E la bacheca è piena di messaggi di solidarietà contro i giornalisti “pezzi di…” e incoraggiamenti del tipo “sei un grande. Dormi sonni tranquilli, ti voglio bene”.

Benvenuti a Ostia. Quartiere della Capitale, bagnato dal mare. Primo municipio a Roma ad essere stato sciolto per mafia e che ha vissuto un commissariamento lungo due anni. Tra dieci giorni in questo quadrante un po’ defilato della città si deciderà chi sarà chiamato ad amministrare per i prossimi anni.

Si contendono il municipio due donne: Giuliana Di Pillo del Movimento 5 Stelle e Monica Picca di Fratelli d’Italia.
La sinistra è evidentemente morta. Se qualche giorno fa, il candidato presidente di Casapound, Luca Marsella raccoglieva il sostegno di Roberto, oggi tutti provano a togliersi di torno un ospite diventato improvvisamente ingombrante.

Però Casapound con il suo 9 per cento di consensi è determinante per il ballottaggio e anche se oggi lo sport nazionale è quello dell’indignazione è innegabile che per la partita elettorale è un tesoretto irrinunciabile.

Chi sono gli Spada?

Roberto che fino a ieri risultava incensurato, è fratello di Carmine, per gli amici “Romoletto” che ha alle spalle una condanna a dieci anni per estorsione con aggravante del metodo mafioso.

Questo principe de ‘noantri appartiene a una delle famiglie criminali di origine sinti di Ostia che negli ultimi anni ha guadagnato spazio grazie alle inchieste della magistratura che hanno decapitato l’altra famiglia criminale della zona, i Fasciani.

Così nella spartizione del territorio la magistratura, ha finito inconsapevolmente, per dargli una mano.

Come nella serie Netflix, Suburra, l’affare principale ad Ostia sono gli stabilimenti balneari dove le concessioni vengono gestite come proprietà private e dove, secondo un dossier di Legambiente, l’87 per cento dei gestori degli stabilimenti nega l’accesso al mare. A Ostia anche un bene di tutti come il mare diventa proprietà di pochi, in barba ad ogni legge e regolamento.

Il rapporto degli Spada con l’estrema destra di Casapound non nasce oggi però.

Nel 2012, l'allora leader a Ostia, Ferdinando Colloca, poi condannato in primo grado per corruzione con l'aggravante del metodo mafioso, fece una società con il genero di Armando Spada, esponente di peso del clan.

Con la complicità dell'ex direttore dell'Ufficio Tecnico del Municipio presero uno stabilimento togliendolo ai proprietari.

Per aver scritto su tutto questo e assistito a una sparatoria che coinvolse due Spada, la cronista di Repubblica Federica Angeli è sotto scorta da diversi anni e oggetto di continue minacce, come tanti altri colleghi che seguono la cronaca del litorale e come ieri ci ha ricordato la cronaca.

Così che domani i cronisti e i freelance della capitale stanno organizzando una manifestazione proprio davanti alla palestra di Roberto Spada per rivendicare il diritto di fare il proprio mestiere senza subire violenze.

Dalla Dolce vita a Suburra

A Ostia, da tempo, la realtà ha superato la fantasia e quello che è successo ieri ai colleghi di Nemo, mostra che la Capitale non è più quella della “Dolce vita” di Fellini e che nei quartieri comandano gli altri. Non la politica, ma questi signori che hanno creato un welfare alternativo con palestre, bar e aiuti diretti alle famiglie.

Come mostra anche la bacheca Facebook di Roberto Spada in queste ore finisce che queste famiglie godono di un solido consenso tra i ceti più popolari, quelli che si sentono abbandonati dalla politica tradizionale, che a Ostia a dire il vero negli ultimi anni è scomparsa.

Così finisce che Casapound diventa partner di questo consenso dal basso, trasformando in azione politica la vicinanza agli italiani in difficoltà con forniture di pacchi alimentari e la difesa del diritto alla casa prima. Insomma, Casapound fa quello che una volta faceva il Pci nelle periferie rosse, che oggi sono sempre più tinte di nero. Ostia compresa.

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