Politica

Ong e migranti: le accuse del procuratore Zuccaro e le smentite

I soccorritori finanziati dagli scafisti? Il pm di Siracusa nega e Stucchi va contro il collega della Lega Salvini: "Non esiste un dossier dei servizi segreti"

Migranti

Redazione

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Dopo l'accusa lanciata dal Movimento 5 Stelle contro le Ong che salvano i migranti in mare, suffragiate a suo dire dall'inchiesta conoscitiva aperta dalla Procura di Catania, il procuratore Carmelo Zuccaro ha rilanciato il sospetto in tv: le Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti, con l'intento di destabilizzare l'economia italiana.

Ma un altro procuratore, questa volta di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, smentisce: a suo dire non ci sarebbe alcun legame tra le Ong e i trafficanti. E Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, va contro il leader del suo stesso partito Matteo Salvini, negando l'esistenza di un dossier dei servizi segreti in merito.

Ecco le posizioni convulse nel mare di accuse e difese sull'operato delle navi delle Ong nel Mediterraneo. 


Cosa ha detto il procuratore di Catania
Non tutte le Ong (Organizzazioni non governative) che recuperano migranti sono uguali: "Ci sono quelle buone e quelle cattive", aveva detto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, il 23 aprile a La Stampa. "Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti".

Il 27 aprile è tornato a puntare il dito sulle Ong in televisione, su Rai 3 nel programma Agorà: "A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Moltiplicate 8.500 per 600 euro circa che è il costo di ogni viaggio: sono cifre significative in tre, quattro giorni".
E ancora: "Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante; si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l'economia italiana per trarne dei vantaggi". Alla domanda sui possibili allarmismi, Zuccaro risponde: "Se l'informazione è corretta, questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione". 

Carmelo Zuccaro

Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania – Credits: Ansa/ Orietta Scardino

Zuccaro ha però precisato di non avere prove, solo ipotesi. All'Ansa ha detto che la Procura di Catania ha "delle ipotesi di lavoro, che non sono al momento prove", neppure quella "sui finanziamenti". Ha voluto denunciare "un fenomeno, e non singole persone" perché se "si aspetta troppo tempo si rischia di produrre elementi deleteri non più controllabili". 

La reazione del governo
Le parole del procuratore hanno sollevato la replica stizzita del governo. "Le questioni sollevate non possono essere sottovalutate", ma bisogna "evitare generalizzazioni", ha osservato prontamente il ministro dell'Interno, Marco Minniti.

Il Guardasigilli Andrea Orlando spera che "la procura di Catania parli attraverso le indagini e gli atti". Ma ha sottolineato che "ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna".

Le dichiarazioni delle opposizioni
Dal suo canto il centrodestra si è schierato con le tesi del procuratore di Catania.
In particolare Matteo Salvini, il leader della Lega, ha lanciato accuse pesanti al Governo non esitando a parlare di "scafismo di Stato" e denunciando l'esistenza di un dossier dei servizi segreti che certificherebbe contatti tra trafficanti e alcune associazioni: "Se esiste questo dossier, ed è in mano al presidente del Consiglio Gentiloni e il premier lo tiene nel cassetto, sarebbe una cosa gravissima. Se esiste lo renda pubblico a tutti gli italiani e lo dia al procuratore capo di Catania".

Luigi Di Maio, esponente di punta del M5S che già aveva definito le navi delle Ong dei "taxi per migranti", su Facebook ha scritto: "Massimo rispetto per il procuratore Zuccaro che denuncia un fatto gravissimo: Ong che potrebbero essere state finanziate dai trafficanti, oggi il ministro della Giustizia e il ministro dell'Interno minimizzano o mettono in dubbio questo allarme. Ma in che razza di Paese viviamo?". E attacca: "Un Governo serio dovrebbe mettersi a disposizione di quel magistrato fornendogli tutti gli strumenti per arrivare alla verità. Ma questo è il Governo del business sull'immigrazione. Per quelli che gli finanziavano la campagna elettorale il Pm ha chiesto oltre 25 anni di galera".

Il M5S ha intenzione di depositare il 3 maggio una proposta di legge per rafforzare i poteri dello Stato contro i reati gravi che si consumano in mare.

Nessun dossier dei servizi segreti
A smentire Salvini - almeno in riferimento ai servizi segreti italiani - è il suo compagno di partito Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). Il 2 maggio in una nota ha detto: "Con riferimento alle notizie circolate circa l'esistenza di un rapporto (dossier) predisposto dai Servizi segreti italiani e attestante rapporti tra scafisti e ong per il controllo del traffico dei migranti nel Mediterraneo, dopo le verifiche del caso, alla luce di informazioni assunte, ritengo corretto evidenziare come tali notizie risultino prive di fondamento". 

Intanto è fissata per il 9 maggio l'audizione di Zuccaro da parte della Commissione di inchiesta sui migranti. 

Cosa ha detto il procuratore di Siracusa
Le accuse di Zuccaro sono state smentite il 2 maggio da un collega, il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano, nel corso di una audizione di fronte alla commissione Difesa del Senato: "A noi come ufficio non risulta nulla per quanto riguarda presunti collegamenti obliqui o inquinanti tra Ong o parti di esse con i trafficanti di migranti. Nessun elemento investigativo".

Il magistrato ha aggiunto che ci sono Ong più collaborative con l'autorità giudiziaria e altre meno, ma ciò "non l'abbiamo mai interpretato come un ostacolo alle indagini, ma come un atteggiamento ideologico, una sorta di coerenza, loro sono a favore del migrante non a favore della polizia".

Per quanto riguarda i dispositivi che trasmettono la posizione della nave, ha chiarito: "Dalla nostra esperienza non ci sono evidenze di spegnimento dei transponder da parte delle Ong" per non essere intercettate. Ma, ha aggiunto, "non so se non viene fatto o noi non l'abbiamo visto perché non rientra nelle nostre competenze di reato". 

Azione disciplinare del Csm su Zuccaro?
Il Consiglio superiore della magistratura (Csm) sta intanto valutando se aprire un'azione disciplinare contro Zuccaro. "Dopo aver sentito i capi di corte e il presidente della prima commissione, Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all'esame del comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio": dice il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini.

Legnini ricorda tuttavia che "spetta al ministro della giustizia e al procuratore generale della Cassazione valutare se sussistono o meno i presupposti per l'esercizio dell'azione disciplinare".

Cosa dice la Guardia Costiera
La presenza delle navi delle Ong davanti alla Libia non rappresenta un "pull factor", un "fattore di attrazione" per i trafficanti di esseri umani. Lo ha detto il capo del reparto operazioni della Guardia Costiera, Nicola Carlone, il 3 maggio in un'audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen: "Spesso la loro presenza non dà impulso alle partenze".

Carlone ha detto che nel 2016 il 26% degli interventi sono stati fatti dalle Ong. Ma ha spiegato che se è vero che il numero delle navi delle Ong è passato dall'unica impegnata nel 2014 alle 12 attualmente operative, "non c'è mai stata la presenza contemporanea di tutte le navi nell'area di ricerca e soccorso". In ogni caso, non è questa presenza a far partire i migranti. "In questi giorni c'è mare tranquillo, abbiamo diverse navi in mare e non succede nulla. Il traffico viene regolato a terra, sono le organizzazioni che decidono" a prescindere da meteo e presenze in mare.

L'ammiraglio di divisione Donato Marzano, comandante in capo della Squadra navale (Cincnav) della Marina militare, di fronte alla commissione Difesa del Senato ha affermato: "Non posso escludere che in qualche operazione di soccorso Ong siano entrate in acque territoriali libiche, ma di attraccate a Tripoli non me ne risultano". E ancora: "Evidenzio che non risultano chiamate di soccorso alla centrale operativa di questo comando da parte delle Ong e che non esistono evidenze di manovre o attività ad opera delle Ong che abbiamo costituito intralcio allo svolgimento delle operazioni della squadra navale nell'area". 

La posizione delle Ong
Dalle Ong si leva un coro di proteste. Save the Children, tramite il suo direttore generale Valerio Neri chiede che, "se ci sono prove rispetto alle gravissime accuse nelle operazioni o nelle fonti di finanziamento delle Ong che operano nel Mediterraneo emergano quanto prima", denunciando "un generale clima di sfiducia di cui rischiano di farne le spese bambini, donne e uomini in fuga". 

Regina Catambrone, fondatrice di Moas, l'Ong maltese su cui si leva più affilata la lama del sospetto, accusa: "Questi politici stanno facendo campagna elettorale sulla morte delle persone".

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