Olimpiadi 2024 a Roma: 3 motivi per farle e 3 per non farle

Da una parte il fascino che l'Italia ancora esercita nel mondo, dall'altra i 6,7 miliardi di costi e i recenti scandali

renzi malagà

Roma, 15 dicembre 2014, Renzi e Giovanni Malagò annunciano la candidatura di Roma a organizzare le Olimpiadi 2024 – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Claudia Daconto

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Olimpiadi 2024: un sogno per Roma e per l'Italia oppure un incubo da evitare a tutti i costi? La candidatura lanciata da Matteo Renzi con il presidente del Coni Giovanni Malagò ha di nuovo spaccato il Paese tra entusiasti, scettici e decisamente contrari come avvenne già nel 2012 quando Mario Monti, in pieno rischio default, stoppò sul nascere ogni ipotesi per il 2020. A livello politico il partito del “no” è guidato da una parte della Lega (Salvini e Zaia sono contro, Tosi a favore) e Movimento 5 Stelle con il Codacons che ha annunciato l'intenzione di ricorrere al Tar contro ogni provvedimento volto a candidare Roma alle olimpiadi. Per il “sì”, invece, c'è anche Raffaele Cantone, il magistrato che dirige l’Autorità Nazionale anti corruzione, e che invita a non cercare nei recenti casi di malaffare un alibi per rinunciare ai Giochi. D'accordo anche l'ex premier Monti, “il sì di oggi – ha detto - è il figlio del no di allora”. Ma quali sono gli elementi a favore di Roma e quelli che per cui invece rischia una bocciatura quando nel 2017 i delegati del Cio (il Comitato olimpico internazionale) prenderanno la loro decisione?

PERCHÈ ROMA PUO' FARCELA

Il Cio ritiene quella dell'Italia una candidatura forte e l'ha accolta molto positivamente. Ancora oggi il nostro Paese esercita una grande attrazione all'estero e il marchio “Roma” uno dei più apprezzati e riconosciuti nel mondo. Inoltre esiste un precedente che ancora fa parlare di sé: quello dei memorabili Giochi del 1960, universalmente riconosciuti tra i più belli e suggestivi mai disputati. Anche la possibilità di coinvolgere più città di uno stesso Paese (novità introdotta per rendere economicamente più sostenibile l'organizzazione) potrebbe aiutare Roma. Come la presenza di impianti sportivi, infrastrutture e monumenti storici che, secondo il numero uno del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach, rappresenterebbe un punto importante a nostro favore.

C'è poi la possibilità di rilanciare quelle infrastrutture già presenti sul territorio e allo stesso tempo l'economia dell'intero Paese. Già si ragiona, infatti, su come restituire una nuova vita al Velodromo inaugurato nel 1960 e al Villaggio olimpico. Ma anche di come portare a termine i lavori della famosa Vela di Calatrava, la struttura elevata alla perfieria sud-est di Roma, nel quartiere di Tor Vergata, progettata dall'architetto venezuelano Calatrava, destinata a diventare la Città dello Sport e da tempo abbandonata alla ruggine. Costata già 260 milioni per completarla secondo il progetto originale ne servirebbero altri 400. Una cifra inarrivabile che potrebbe però essere ridotta destinando la struttura ad altre funzioni oltre quella sportiva.

A differenza del passato, quando gli investimenti erano sempre stati soprattutto di natura pubblica, questa volta ci sarebbe l'intenzione di puntare soprattutto su finanziamenti privati. Edizioni precedenti (Los Angeles 1984, Atlante 1996, Londra 2012) hanno dimostrato che in paesi a mercato libero si possono fare le Olimpiadi tenendo i conti in ordine. Come? Ricorrendo agli sponsor e coinvolgendo i privati. Anche Torino, nonostante gli sprechi, in occasione dei Giochi invernali del 2006, ha evitato la bancarotta facendosi coprire le spese dalle aziende private e dalle banche ricavandone in cambio infrastrutture per la città, a cominciare dalla metropolitana.

PERCHÈ ROMA NON PUO' FARCELA

Secondo un calcolo effettuato in base al lavoro compiuto due anni fa per Roma2020, l'edizione 2024 dei Giochi ci costerebbe 6,7 miliardi di euro, di cui solo 2 coperti dal contributo del Cio. Troppo, considerata la tendenza di ogni grande opera a veder lievitati i propri costi. Qualcuno poi ricorda i mondiali di nuoto del 2009, organizzati proprio da Malagò, e che si chiusero con un buco di 10 milioni. Ci sono poi i problemi strutturali della città: le buche, le foglie che otturano i tombini facendo sì che la città si allaghi ad ogni temporale. Le difficoltà a regolare anche tavolini e dehors. Gli sprechi e le opere incompiute a cominciare proprio dalla Città dello sport, uno scheletro di cemento costato la bellezza di 260 milioni di soldi pubblici.

L'Italia subisce un discredito internazionale per le vicende legate alle inchieste che hanno svelato gli intrecci tra politica, imprenditoria e organizzazioni criminali. Se i casi Expo e Mose hanno riguardato le città di Milano e Venezia, Mafia Capitale ha coinvolto direttamente Roma. Tanto che la stampa straniera ha subito bocciato l'idea di candidarla ad ospitare una competizione ispirata a valori quali l'onestà, il sacrifico e la corretta competizione. “I giochi si disputerebbero a Roma, Firenze, Sardegna e Napoli, la casa della camorra” ha scritto l'inglese Telegraph.

Il Guardian ha ricordato come “a Roma i cittadini si lamentano per le buche nelle strade e per lo stato di abbandono delle antiche rovine. Quale posto migliore, allora, per ospitare l'evento più grande e costoso al mondo?”. Anche il francese Equipe ha sottolineato “i problemi finanziari e di corruzione di Roma”, mentre France Press consiglia Renzi di non farsi troppe illusioni perché "Roma è ben distante dalla vittoria, visto che la Francia e Parigi potrebbero a loro volta candidarsi”. Scetticismo anche oltreoceano: negli Usa il sito di Espn afferma infatti che la candidatura arriva “in una situazione di economia stagnante e nel bel mezzo di uno scandalo di corruzione che sconvolge la capitale”.

Roma e l'Italia potrebbero doversela vedere con candidate molto più forti, almeno sulla carta. In Germania ci sarebbero Berlino o Amburgo, in Francia Parigi, in Sudafrica Città del Capo. Ma è soprattutto l'ipotesi di una candidatura congiunta di città americane (Washington, Los Angeles, Boston e San Francisco) a spaventare di più.L'ultima volta che gli Stati Uniti hanno ospitato l'edizione estiva delle Olimpiadi fu nel 1996 ad Atlanta; quelle invernali si tennero a Salt Lake City nel 2002. In tutto le edizioni dei Giochi estivi sono state 4, altrettante quelle invernali, più di qualsiasi altro Paese.

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