No Tav, l'assoluzione di Erri De Luca

L'istigazione a delinquere, per il tribunale di Torino, "non sussiste". Questa mattina, in attesa della sentenza aveva confermato: "Quell'opera va sabotata"

 

Erri De Luca è stato assolto a Torino, "perchè il fatto non sussiste", dall'accusa di istigazione a delinquere. La sentenza è stata accolta dagli applausi dei numerosi No Tav presenti in tribunale. "È stata impedita una ingiustizia, quest’aula è un avamposto sul presente prossimo" ha dichiarato lo scrittore dopo la lettura del dispositivo, articolando poi il suo punto di vista. "Mi sono trovato in una lunga sala d’attesa, adesso è finita. Rimane  la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto in Italia e in Francia. In Francia, addirittura, a tutti i più alti livelli istituzionali. Questo tribunale era un avamposto affacciato sul presente prossimo del nostro Paese".

Per De Luca, per il quale i pm avevano chiesto una condanna a 8 mesi,  "l’assoluzione ribadisce il vigore dell’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la più ampia libertà di espressione ai cittadini".


Questo tribunale era un avamposto affacciato sul presente prossimo del nostro Paese Erri De Luca

Proprio nell'aula del Tribunale di Torino, gremita all'inverosimile di attivisti del movimento No Tav e di suoi fan, Erri De Luca - difeso dall’avvocato Gianluca Vitale - aveva rilasciato questa mattina una dichiarazione spontanea in attesa che il giudice Immacolata Iadeluca emettesse la sentenza per quella frase, rilasciata all’Huffington Post il 1° settembre 2013, quando lo scrittore - un passato da militante di Lotta Continua - disse che la Tav Torino-Lione "va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti".

Per i pubblici ministeri Andrea Padalino e Antonio Rinaudo si trattava di "istigazione a delinquere". Per De Luca, e per i militanti che si battono contro l'opera, si trattava di un processo politico che dimostra il degrado in cui versa un sistema giudiziario che perseguita, non i reati, ma le opinioni e il diritto di parola. "Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua" aveva dichiarato lo scrittore prima che arrivasse la sentenza. 


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