Politica

Elezioni 2018: niente duelli nei collegi

Alla fine hanno preferito non pestarsi i piedi. Così i big tutelano i loro posti e ci regalano un'altra campagna elettorale a distanza

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Sara Dellabella

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Non ci saranno sfide tra i big nel collegi. Nessuno scontro frontale tra Salvini e Renzi, come pure aveva annunciato il segretario della Lega in uno dei suoi incontri pubblici. Anzi, Salvini non sarà neppure impegnato in nessuna sfida uninominale, ma ha riservato per se quattro collegi nei listini del proporzionale.

D'Alema contro Bellanova

Ad incrociare le varie liste emerge che le sfide più interessanti sono state delegate alle seconde file dei partiti. A Lecce si sfideranno due simboli della sinistra. Da un lato Massimo D'Alema per Liberi e Uguali, contro l'ex sindacalista e attuale viceministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova che in questi anni ha gestito importanti tavoli di crisi con la stessa determinazione di un ariete. L'esponente del governo promette la stessa tempra in questa battaglia elettorale.

Un altro big di Leu, Vasco Errani cercherà di sfilare il seggio a Pierferdinando Casini catapultato dal Pd a Bologna. Qui il Partito democratico ha subito una forte lacerazione per questa scelta che non rispecchia la storia di una città da sempre considerata rossa, soprattutto dopo l'esclusione di Sergio Lo Giudice dalle liste. Qui, quelli di Bersani danno per certa la vittoria "a mani basse".

A pochi chilometri dalle torri, Leu assapora un'altra vittoria facile. A Modena, il Pd schiera Beatrice Lorenzin mentre i bersaniani Maria Cecilia Guerra, sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Monti e viceministro del medesimo dicastero, con delega per le Pari opportunità, nel Governo Letta.

Solo sfide simboliche

Non ci sono contendenti di rilievo neppure per Paolo Gentiloni, candidato a Roma centro. I 5 stelle gli schierano contro una vittima del crac di Banca Etruria, Angiolino Cirulli.

In molti casi si tratta di una contrapposizione simbolica dei candidati. Come al quartiere gianicolense di Roma, dove si sfideranno Emma Bonino e Federico Iadicicco di Fratelli d'Italia tra gli organizzatori del Family Day.

A Siena, dove ancora pesa la vicenda del Monte dei Paschi, per il Pd scende in campo il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan mentre la Lega gli schiera contro Claudio Borghi, economista contro l'euro e consigliere della regione Toscana. Si tratta anche qui di un duello simbolico, volto a sottolineare le profonde differenze nel campo delle politiche economiche rispetto alle crisi bancarie che hanno interessato il nostro sistema e della partecipazione all'Europa.

Per Renzi la strada è in discesa. Il M5S, a Firenze, gli candida contro un ex Pd, mentre la Lega sfodera un altro economista critico con l'Europa, Alberto Bagnai. Si tratta di una marcia indietro per la Lega che inizialmente aveva promesso di schierare Salvini in ogni collegio dove ci sarebbe stato Renzi.

Stessa sorte tocca a Luigi Di Maio. Lui dovrà domare l'irascibile Vittorio Sgarbi, candidato con Forza Italia a Pomigliano D'Arco. Ma non sembra un gran problema per i grillini.

Insomma, almeno da questo punto di vista la campagna elettorale si giocherà nel fair play. I big hanno deciso di non pestarsi i piedi nei collegi uninominali e per molti è stato studiato un paracadute al proporzionale per garantirsi l'elezione sicura. Quindi, la sfida tra i big sarà tutta a distanza tra dichiarazioni, ospitate tv e social media.

E che la campagna elettorale abbia inizio!

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