Le liste elettorali? Il rinnovamento è di facciata

La metà dei seggi andrà a chi ha già più di tre legislature alle spalle. Lo speciale elezioni 2013

Liste elettorali (Credits: Marco Carli/Imagoeconomica)

Claudia Daconto

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Non è certo bastata l'uscita di scena di alcune vecchie glorie del Parlamento italiano, Massimo D'Alema e Walter Veltroni in testa, per parlare oggi di rinnovamento della classe politica. La tanto decantata “rottamazione”, non si è compiuta, se non parzialmente. Non solo perché sconfitta alle primarie di centrosinistra con la vittoria di Pier Luigi Bersani su Matteo Renzi, ma soprattutto perché a scorrere i nomi sulle liste presentate dai partiti presso gli uffici circoscrizionali, si coglie ad occhio che, senza significative eccezioni tra gli schieramenti, la metà dei candidati ha già alle spalle una o più legislature (su 945 posti disponibili si ripresentano in 512) e i giovani, quelli tra i 24 e i 40 anni, sono stati quasi tutti piazzati nelle retrovie, in posizioni che ne escludono di fatto l'elezione.

Nella coalizione di centrodestra, su 2.350 nomi presentati alla Camera, i ricandidati sono 149 e 1.469 hanno più di 40 anni; al Senato 95 su 1.037. Nel centrosinistra i ricandidati alla Camera sono 138 e su 1.639 a presentarsi 1.059 hanno oltre 40 anni. Al Senato i ricandidati sono 59 su 918.

A frenare il rinnovamento nel nuovo centro del premier uscente Mario Monti, sono invece i ricandidati di Fli e Udc. In tutto 35 alla Camera su 1.485 e 22 al Senato su 297. Anche Rivoluzione Civile, il nuovo partito del magistrato in aspettativa Antonio Ingroia, sostenuto da Idv, Verdi e Federazione della Sinistra, presenta 7 volti noti alla Camera e 4 al Senato.

Solo 3 in tutto i ricandidati di Amnistia Giustizia Libertà in cui sono confluiti i Radicali di Marco Pannella. C'è anche Emma Bonino, ma in una posizione che quasi sicuramente la esclude dal Parlamento.

Nessuna vecchia conoscenza, invece, tra le file di Fare per fermare il declino di Oscar Giannino e nel Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

Escluse dunque queste due formazioni, tutte le altre coalizioni puntano su parlamentari uscenti ai quali viene garantita la rielezione grazie al piazzamento nei primi posti in lista.

Anche nel Pd, nonostante le primarie per la scelta dei candidati che ha fatto sì che chi già occupa un seggio non sempre compare nelle prime posizioni, il ricambio è affidato soprattutto all'aumento del consenso e quindi del numero dei parlamentari eletti.

Se non proprio una fotocopia di quelli passati, il nuovo Parlamento assomiglierà dunque parecchio ai precedenti. Metà delle facce, infatti, restano le stesse.

A iniziare dai leader: Pier Luigi Bersani (62 anni) e Angelino Alfano (solo 43 anni) vanno verso la loro quarta legislatura; Silvio Berlusconi (76 anni) è primo al Senato in tutte le Regioni; Francesco Storace (54 anni) ci riprova dopo tre mandati alle spalle; Antonio Di Pietro (63 anni) ha già completato tre legislature e mezzo; Roberto Maroni va verso la sua settima legislatura, Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini verso la nona, Nichi Vendola verso la quinta.

Ma tra chi potrebbe sedere per la quarta volta in Parlamento c’è anche, alla faccia della regola che vieta di candidare chi ci è già stato per tre volte, Sergio Zavoli del Pd. In sua compagnia Marina Sereni, Nicola Latorre, Vannino Chiti, Luigi Zanda, Marco Minniti, Dario Franceschini, Enrico Letta. Rosi Bindi è pronta a sedere per la sesta volta tra gli scranni di Montecitorio, Franco Marini per la settima. Del battaglione democratico si apprestano alla loro quinta legislatura anche Gianclaudio Bressa e Beppe Fioroni. Record per Anna Finocchiaro che si prepara al suo ottavo ingresso in Parlamento.

Avanti la vecchia guardia anche nel Pdl. In buona posizione e con buone chance di rielezioni ci sono infatti 34 candidati con più di tre legislature alle spalle: Giancarlo Galan, Maurizio Lupi, Sandro Bondi, Niccolò Ghedini, Denis Verdini, Maurizio Paniz, Gioacchino Alfano, Gregorio Fontana, Francesco Nitto Palma, Osvaldo Napoli, Severio Romano, Antonio Palmieri, Piero Longo, Antonio Gentile, Luigi Casero, Jole Santelli. Puntano a sedere per la quinta volta a Montecitorio o a Palazzo Madama anche Renato Schifani, Giancarlo Rotondi, Paolo Bonaiuti, Antonio Leone, Luciano Malan e Donato Bruno. Chi supera i 20 anni di presenza in Parlamento sono anche Rocco Crimi, Alessandra Mussolini, Mario Baccini, Antonio Martino e Stefania Prestigiacomo. A questi si aggiungono Gianfranco Micciché, questa volta candidato con il suo partito Grande Sud, e Roberto Formigoni, già parlamentare quando c’era ancora la Dc. Vicini alla settima legislatura Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi e Maurzio Sacconi. Record per Francesco Colucci, eletto per la prima volta a Palazzo Chigi nel lontano 1972 tra le fila del Psi.

Trai candidati di Fratelli d'Italia della giovane Giorgia Meloni e Guido Crosetto (tre legislature alle spalle), c'è Ignazio La Russa: per lui sarebbe la settima elezione.

Nella Lega Nord Roberto Maroni, Umberto Bossi e Roberto Calderoli verranno eletti a febbraio per la settima volta. Giulio Tremonti, salito sul Carroccio, per la sesta.

Nell’Udc i candidati con almeno tre legislature sulle spalle sono Gianpiero D’Alia, Ferdinando Adornato e Rocco Buttiglione; in Fli Italo Bocchino.

Alla sua quarta legislatura Massimo Donadi, transfuga dall'Idv e fondatore di Centro Democratico, e Bruno Tabacci, candidato alle primarie del centro-sinistra e con quattro legislature sulle spalle. Tra le file anche un altro “giovane”: Gianni Rivera, già quattro volte in Parlamento.

La Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, oltre che su Di Pietro, punta su un'altra vecchia conoscenza: Oliviero Diliberto, pronto per la sua quinta elezione.

Con pochissime possibilità di essere eletta, perché molto bassa in lista, la Radicale Emma Bonino, già entrata in Parlamento otto volte.  

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