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Nave Diciotti: perché Matteo Salvini è indagato e cosa rischia

Ecco le motivazioni dei giudici di Agrigento e cosa è chiamato a fare il tribunale dei ministri

Diciotti

Simona Santoni

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Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è indagato dalla Procura di Agrigento per il caso della nave Ubaldo Diciotti della Guardia costiera italiana, per giorni ormeggiata nel porto di Catania con il divieto di far scendere a terra i migranti a bordo. 

Le accuse contro Salvini

I magistrati hanno ricostruito la catena di comando che ha gestito prima l'ordine di non fare attraccare la nave della Guardia Costiera con 190 migranti a Lampedusa, e poi la disposizione di vietare lo sbarco a Catania, sede individuata dal ministero delle Infrastrutture come il porto sicuro.

Così, insieme al vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, è indagato anche il capo di Gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi. Le accuse mosse loro sono sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale. Secondo i magistrati, avrebbero privato illegalmente della libertà personale i profughi soccorsi dalla nave Diciotti.

"La Procura di Agrigento, al termine dell'attività istruttoria compiuta, ha deciso di passare a noti il fascicolo, iscrivendo due indagati e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente Procura di Palermo per il successivo inoltro al tribunale dei ministri del capoluogo", ha scritto in una nota il procuratore Luigi Patronaggio. 

L'avviso di garanzia è stato recapitato a Salvini il 25 agosto. 

Cosa succede ora

Le carte con gli atti istruttori raccolti finora dai pm di Agrigento ora vengono trasmesse alla Procura di Palermo, a cui arriveranno forse già il 29 agosto. Dopo aver ricevuto le carte dai colleghi agrigentini, i giudici del capoluogo "gireranno" la questione entro 15 giorni al tribunale competente per i reati contestati a esponenti del governo, il tribunale dei ministri, la sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal presidente del Consiglio e dai ministri nell'esercizio delle loro funzioni. La materia è regolata dalla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.

Il collegio, che dovrà decidere se trattenere per giorni a bordo della nave i migranti soccorsi dalla Guardia Costiera abbia o meno violato la legge, sarà composto da tre giudici e tre supplenti.

I giudici sono estratti a sorte ogni due anni e hanno i poteri del vecchio giudice istruttore. I titolari sono i gip Fabio Pilato, ex giudice tutelare, e Filippo Serio, approdato all'ufficio del giudice delle indagini preliminari dal tribunale del Riesame, e Giuseppe Sidoti, magistrato della sezione fallimentare.

I magistrati, dopo aver svolto le indagini preliminari, sentito il procuratore della Repubblica, entro 90 giorni dovranno chiedere l'archiviazione o chiedere al capo dei pm di presentare un'istanza di autorizzazione a procedere a Palazzo Madama, essendo Salvini un senatore. 

Anche la posizione del capo di Gabinetto sarà trattata dal tribunale dei ministri. 

Cosa rischia Salvini

Se il tribunale dei ministri decidesse di procedere, una volta che gli atti sono giunti al presidente del Senato, quindi in questo caso alla forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati, entro 60 giorni la Camera deve riunirsi. Il Senato può, "a maggioranza assoluta dei suoi componenti, negare l'autorizzazione a procedere ove reputi, con valutazione insindacabile, che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo".

"I Ministri, nonché gli altri inquisiti che siano membri del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati non possono essere sottoposti a misure limitative della libertà personale, a intercettazioni telefoniche o sequestro o violazione di corrispondenza ovvero a perquisizioni personali o domiciliari senza l'autorizzazione della Camera competente". 

Inoltre "nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri non può essere disposta l'applicazione provvisoria di pene accessorie che comportino la sospensione degli stessi dal loro ufficio".

L'articolo 605 del codice penale, sul sequestro di persona, stabilisce che "chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni. La pena è della reclusione da uno a dieci anni" se il fatto è commesso "da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni".

Per Salvini i rischi sono però davvero scarsi, essendo un membro forte del governo, capo di uno dei partiti di maggioranza. Anche se il governo giallo-verde ha una maggioranza stretta a Palazzo Madama, di soli sette senatori, difficilmente il Senato darà l'autorizzazione a procedere


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