Napolitano: 'Garantire la partecipazione politica del Cavaliere'

Ecco i due comunicati rilasciati dal Quirinale sul tema della Giustizia dopo gli incontri di ieri con i vertici del Pdl e del Csm

Napolitano: "Garantire la partecipazione politica del Cavaliere"

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – Credits: Getty Image

Nadia Francalacci

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'In questo momento si registra purtroppo un'allarmante nuova spirale di polemiche tra voci che si levano dall'uno e dall'altro campo ovvero  tra il mondo della politica e quello della giustizia alle elezioni del 24 febbraio, e anche per effetto della situazione che ne e' scaturita, ma soprattutto per l'estrema importanza e delicatezza degli adempimenti istituzionali che stanno venendo a scadenza, occorre evitare tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico''.

Poi il presidente Napolitano ha rivolto un appello al rispetto effettivo del ruolo e della dignità sia da parte della magistratura che delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano.

“Un appello che volentieri raccolgo dalle parole oggi pronunciate da autorevoli giuristi, affinché in occasione dei processi si manifesti da ogni parte freddezza ed equilibrio e affinché da tutte le parti in conflitto, in particolare quelle politiche, titolari di grandi responsabilità nell'ordinamento democratico, si osservi quel senso del limite e della misura, il cui venir meno esporrebbe la Repubblica a gravi incognite e rischi.  Con fermezza ho sollecitato il rispetto di rigorose norme di comportamento da parte di quanti sono chiamati a indagare e giudicare, guardandosi dall'attribuirsi missioni improprie e osservando scrupolosamente i principi del ''giusto processo'' sanciti nell'art.111 della Carta''.

''Ho, negli anni del mio mandato, considerato e affrontato come problema essenziale quello del ristabilimento di un clima corretto e costruttivo nei rapporti tra giustizia e politica- continua il Presidente Napolitano - a più riprese, anche e in particolare dinanzi al CSM, ho sottolineato come i protagonisti e le istanze rappresentative della politica e della giustizia 'non possano percepirsi ed esprimersi come mondi ostili, guidati dal sospetto reciproco, anziché uniti in una comune responsabilità istituzionale. E ho indicato nel più severo controllo di legalità un imperativo assoluto per la salute della Repubblica da cui nessuno può considerarsi esonerato in virtù dell'investitura popolare ricevuta”.

Poi torna a parlare del clima post elettorale: “In vari momenti, anche relativamente recenti, ho potuto constatare il manifestarsi di tensioni meno acute e di occasioni di collaborazione tra le diverse forze politiche, in materia di giustizia, e più pacati rapporti con la magistratura requirente e giudicante. Ma troppe divergenze e vere e proprie contrapposizioni hanno finito per prevalere, bloccando in effetti la possibilità di talune, cruciali riforme nell'amministrazione della giustizia e nel corpo delle norme che la regolano. E in questo momento si registra purtroppo un'allarmante nuova spirale di polemiche tra voci che si levano dall'uno e dall'altro campo".

"Altamente apprezzabile e' stata l'iniziativa adottata dal Comitato di Presidenza del CSM con la dichiarazione del 4 febbraio scorso, per auspicare ''sia lo svolgimento della consultazione elettorale in corso sia la celebrazione dei processi in condizioni di maggiore serenita'', evitando nei limiti del possibile ''interferenze tra vicende processuali e vicende politiche''. Quell'auspicio venne largamente accolto, ma non posso oggi che rinnovarlo con la massima convinzione”.

“In effetti alle elezioni del 24 febbraio, e anche per effetto della situazione che ne e' scaturita, ma soprattutto per l'estrema importanza e delicatezza degli adempimenti istituzionali che stanno venendo a scadenza, occorre evitare tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico. Quegli adempimenti chiamano in causa ed esigono il contributo di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, e in particolar modo di quelle che hanno ottenuto i maggiori consensi".

Ed infine il Presidente Napolitano conclude: "E' comprensibile la preoccupazione dello schieramento che e' risultato secondo, a breve distanza dal primo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento, che si proietterà fino alla seconda metà del prossimo mese di aprile”.

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