Napolitano e la grazia: in 7 anni a chi, come e perché

Sono 23 i graziati. Tra loro anche condannati per omicidio, rapimento e strage, che restano segreti per motivi di privacy

Giorgio Napolitano in vacanza a Sesto Pusteria - Bz (Credits: Andrea Solero/Ansa)

Claudia Daconto

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Per 23 volte, dall'inizio del suo primo settennato, dal maggio del 2006 fino all'aprile scorso, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso la grazia a cittadini condannati in Italia in via definitiva.

Di chi si tratta? Il sito internet del Quirinale fornisce numeri e statistiche ma, curiosamente – trattandosi di un atto pubblico – non tutti i nomi e cognomi (“per ragioni di privacy” come ha spiegato a Panorama.it l'ufficio stampa) di coloro che hanno beneficiato di questo istituto.

Lo stesso che, oggi, esponenti politici e del mondo della cultura e dell'informazione vicini a Silvio Berlusconi, elettori, sostenitori e simpatizzanti, invocano per il capo del Pdl condannato in via definitiva, la scorsa settimana, a 4 anni (di cui 3 da non scontare per via dell'indulto) di carcere (la pena consisterà nella reclusione ai domiciliari o nell'affidamento a servizi socialmente utili) e 5 di interdizioni dai pubblici uffici per frode fiscale nell'ambito del processo Mediaset.

Ecco i 12 " graziati" che, per il momento, abbiamo intanto potuto individuare.

OVIDIO BOMPRESSI – maggio 2006

Ovidio Bompressi, ex esponente di Lotta continua condannato come autore materiale dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi commesso a Milano il 17 maggio del 1972. La grazia concessa a Bompressi, con parere favorevole del ministro della Giustizia, è stato uno dei primissimi atti di Napolitano una volta eletto al Colle.

SALVATORE PISCITELLO – dicembre 2006

Salvatore Piscitello, settantottenne medico in pensione, condannato a oltre 6 anni di reclusione per aver ucciso, nel 2003, il figlio autistico, che aveva assistito per oltre quarant'anni, al culmine dell'esasperazione per i gravi atti di violenza compiuti dal giovane nei confronti dei familiari.

IVAN LIGGI - dicembre 2006

Ivan Liggi, agente della polizia stradale, fu condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione per l'omicidio di Giovanni Pascale, l'automobilista che nel 1997 a Rimini tentò di sfuggire al controllo di polizia. Liggi, 34 anni, ha sempre sostenuto che il colpo gli partì accidentalmente. L'istanza di clemenza, presentata dal condannato nel 2005, era accompagnata da oltre 13.000 firme di cittadini e appoggiata anche da parlamentari di entrambi gli schieramenti politici, nonché da diversi Consigli comunali e provinciali dell'Emilia Romagna.

JOSEF FELDER, EGON KUFNER, HELMUTH MORITZ, GOTTFRIED TSCHAIKNER, LUIGI LARCH - luglio 2007

Josef Felder, Egon Kufner, Helmuth Moritz, Gottfried Tschaikner e Luigi Larch sono cinque esponenti del gruppo di altoaetesini condannati per una serie di attentati compiuti in Alto Adige negli anni Sessanta. Tra i più gravi, cui però i cinque non parteciparono, ci fu quello del 9 settembre 1966 contro la caserma della Guardia di Finanza di Malga Sasso, presso il Brennero, in cui morirono tre militari e altri quattro rimasero feriti.

CALOGERO CRAPANZANO – ottobre 2011

Calogero Crapanzano, maestro di scuola elementare in pensione, nel 2007 uccide il figlio autistico Angelo dal quale veniva spesso picchiato. Da anni l'uomo era costretto a dormire con il ragazzo per tenerlo sotto controllo. Inutile ogni richiesta di aiuto alle istituzioni. Stava scontando 9 anni ai domiciliari.

PIETRO MILAZZO – febbraio 2012

Pietro Milazzo, sindacalista Cgil,aveva guadagnato nuerose denunce per rissa aggravata, lesioni personali, invasione di edificio in concorso, interruzione di un ufficio o di un servizio pubblico e violazione delle disposizioni sulle riunioni in luogo pubblico.

ALESSANDRO SALLUSTI - dicembre 2012

Alessandro Sallusti, attuale direttore de Il Giornale, viene condannato il 26 settembre scorso a 14 mesi di reclusione per diffamazione aggravata nei confrontidel magistrato Giuseppe Cocilovo citato da Renato Farina in un articolo firmato con lo pseudonimo Dreyfus risalente all'epoca in cui Sallusti era direttore di Libero. La pena detentiva è stata commutata, dal Capo dello Stato, in una pena pecuniaria di 15.325 euro.

JOSEPH ROMANO – aprile 2013

Joseph Romano, colonnello dell'Air Force One, condannato nel 2012 nell'ambito della vicenda del rapimento dell'ex imam di Milano Abu Omar. Al tempo del sequestro Romano era capo della sicurezza della base di Aviano dove venne portato l'Imam prima del trasferimento prima alla base Nato di Ramstein e poi in Egitto.

Come funziona la grazia?

L'istituto, previsto dall'articolo 87 della Costituzione all comma 11, disciplinato dall'articolo 681 del codice di procedura penale e applicabile solo a seguito di una condanna definitiva, può riguardare: solo la pena principale (per esempio la reclusione), solo una di quelle accessorie (per esempio l'interdizione dai pubblici uffici), sia la pena principale che quelle accessorie o una sola di esse, una riduzione della pena principale e infine la sua commutazione in una meno grave.

Chi può farne richiesta?

Possono farne richiesta il condannato, un congiunto o convivente, il tutore o curatore, l'avvocato, il presidente del consiglio di disciplina o, in caso di assenza di richiesta, essere concessa su iniziativa del presidente della Repubblica o del ministero della Giustizia anche senza il consenso dell'interessato.

I numeri.

Durante il suo primo settennato, oltre ai 23 provvedimenti di grazia adottati, Giorgio Napolitano ha ricevuto altre 2.430 domande. Di esse1.603 sono state rigettate e 835 archiviate o “poste agli atti”. Solo l'1,41% delle richieste di grazia hanno, dunque, ottenuto una risposta affermativa, nessuna tra quelle pervenute da condannati all'ergastolo.In nessun caso il ministero della Giustizia ha espresso parere contrario ai 23 provvedimenti di grazia adottati da Giorgio Napolitano mentre in tre casi quest'ultimo ha ritenuto di non concederla nonostante il via libera del dicastero.

I reati.

La massima parte (attorno al 74%) delle domande o proposte di grazia (anche per pene accessorie) ha riguardato persone già condannate (avendo riferimento al delitto più grave addebitato) per delitti di omicidio volontario, mafia, traffico di stupefacenti, violenza sessuale aggravata, sequestro di persona a scopo di estorsione. Quasi il 20% per altri delitti contro il patrimonio (rapina, estorsione, usura nonché furto, ricettazione, truffa). Le restanti richieste hanno infine prevalentemente riguardato persone già condannate per delitti come strage, procacciamento di notizie sulla sicurezza dello Stato, peculato e bancarotta fraudolenta.

Napolitano record negativo.

Napolitano è il Capo dello Stato che ha concesso il minor numero di grazie (23). Luigi Einaudi colui che ne ha concesse di più (15.578). In tutto risultano essere 42.316 di cui 3.651 per reati militari.

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