Movimento 5 stelle: come sceglie i nomi delle liste

Nuovo slogan e simbolo per i grillini con Luigi Di Maio che sta ultimando le liste uninominali mentre è caos per le parlamentarie

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Beppe Grillo durante la presentazione dei simboli elettorali al Viminale - Roma, 19 gennaio 2018 – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Sara Dellabella

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Gli altri "decidono nelle segrete stanze chi mettere nelle liste bloccate che si sono approvati con il Rosatellum, noi utilizziamo un metodo democratico e all’avanguardia in tutto il mondo". Così si legge sul blog di Beppe Grillo, ma i dubbi e i sospetti intorno ai criteri di selezione dei futuri candidati 5 stelle alle prossime elezioni politiche si infittiscono sempre più.

Grillo intanto è arrivato a Roma dove ha depositato insieme a Luigi Di Maio e Davide Casaleggio il nuovo simbolo al Viminale: accanto al logo, lo slogan "ilblogdellestelle.it"

I candidati nei collegi uninominali

Intanto, a Pescara ha preso il via una tre giorni di seminari e incontri riservati ad attivisti e simpatizzanti per lanciare il programma elettorale del Movimento 5 Stelle, che vedrà la chiusura con l'intervento di Luigi Di Maio.

Il cronoprogramma prevede che entro il 28 gennaio saranno resi noti i nomi dei candidati nei collegi uninominali sui quali il capo politico sta lavorando personalmente. Si tratta di personalità note, i cosiddetti candidati pop, giornalisti o esponenti della società civile anche non iscritti al Movimento. A vagliare queste candidature saranno direttamente Di Maio e Beppe Grillo.

Le parlamentarie

Per quanto riguarda le candidature nei collegi plurinominali la questione è più complessa e proprio qui si annidano i problemi maggiori. Con le parlamentarie migliaia di cittadini si sono messi a disposizione del Movimento, ma tanti si sono trovati esclusi senza un motivo preciso. Secondo le regole la prima scrematura era affidata a dei garanti locali secondo un “filtro qualità” che però non è noto sapere in cosa consista. Inutile chiedere a chi lavora nel movimento, nessuno sembra sapere nulla sul sistema di selezione della futura classe dirigente grillina.

Una mancanza di spiegazioni che sia dentro che fuori il Movimento non fa che alimentare sospetti e rendere opaco quello che si professa da sempre trasparente.

Durante le parlamentarie ogni iscritto ha potuto esprimere tre preferenze e chi ha ricevuto più clik si troverà in cima alle liste, nel rispetto dell’alternanza uomo – donna per garantire la parità di genere nella rappresentanza.

Ma molti hanno lamentato difficoltà nell'accesso alla piattaforma Rousseau, altri si sono trovati candidati a loro insaputa o esclusi senza alcun tipo di comunicazione. Un sistema che per ora ha prodotto oltre ai malcontenti, anche una serie di ricorsi legali e la richiesta di annullare tutto.

Lamentele che i big del partito hanno rispedito al mittente senza alcuna forma di interlocuzione. Ma d'altronde il principio dell'uno vale uno è stato mandato in soffitta con il nuovo statuto per trasformare, esplicitamente, il Movimento in una struttura verticistica. E il vecchio caminetto si è trasformato in un caminetto 2.0, più moderno, ma uguale a quello degli altri partiti e alle loro "segrete stanze".  

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