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Addio a Giovanni Conso, presidente della consulta negli anni '90

Aveva 93 anni. Fu anche ministro della giustizia nei governi Amato e Ciampi. Dispose la revoca del carcere duro per i mafiosi

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Redazione

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Giovanni Conso è morto questa notte a Roma. Averva 93 anni, ed era stato presidente della corte costituzionale e ministro di grazie e giustizia negli anni '90.

La camera ardente sarà allestita domani presso la Corte costituzionale e i funerali verranno celebrati nella chiesa frequentata dalla famiglia, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica a Roma.

Chi era Conso
Nato a Torino il 23 marzo 1922, aveva guidato la Corte costituzionale tra l'ottobre del 1990 e il febbraio del 1991.

Ministro di Grazia e giustizia nei governi Amato e Ciampi (1993-1994), fu a capo della commissione ministeriale per la revisione del Codice di procedura penale.

Nel giugno 1998 fu designato dall'Assemblea Onu a presiedere la Conferenza per l'istituzione del Tribunale penale internazionale. Ha insegnato Diritto processuale penale in diverse Università italiane, tra cui Urbino, Genova, Roma e Torino.

Da ministro della Giustizia, nel '93 dispose la revoca del carcere duro per i mafiosi.

Per questa misura, nel 2010 è stato chiamato a testimoniare nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia seguita alla stagione delle stragi.

Da Guardasigilli, nel '93 firmò insieme a Giuliano Amato il decreto di depenalizzazione del reato di finanziamento illecito dei partiti, che Oscar Luigi Scalfaro si rifiutò di firmare, e che venne criticato duramente dai magistrati di Milano.

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