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Morto Emilio Colombo, l’ultimo padre costituente

Ma chi era e cosa ha fatto il senatore a vita Emilio Colombo? Presidente del Parlamento Europeo, Presidente del Consiglio e più volte ministro, ha attraversato da protagonista la storia politica italiana ed europea del secondo dopoguerra. Aveva 93 anni

Ansa

“A De Gasperi ho date sempre del lei. Anche a Togliatti”: bastano quasi queste poche parole, dette ad Arrigo Levi in una recente “conversazione”, a descrivere il carattere del senatore a vita Emilio Colombo. Un uomo d’altri tempi.

Nato a Potenza nel 1920, democristiano, ha attraversato tutta la storia politica italiana dalla prima alla seconda repubblica con incarichi di primo piano fino al 2003, anno in cui fu nominato senatore a vita. Laureato in Giurisprudenza iniziò la carriera politica nel 1946 quando fu eletto all’Assemblea Costituente a soli 26 anni. “E’ un Colombo che volerà”, disse di lui in quel periodo Francesco Saverio Nitti. E non si sbagliava.

Nel 1948 fu eletto deputato, e divenne varie volte ministro (Agricoltura, Industria, Commercio, Tesoro, Esteri) e sottosegretario. Da qui la sua carriera politica lo portò nel 1970 a rivestire la carica di Presidente del Consiglio, fino al febbraio 1972.

In campo europeo, Colombo ebbe un ruolo nei negoziati con la Francia all'epoca della politica della "sedia vuota" voluta da De Gaulle; nel 1979 fu rieletto al Parlamento europeo con circa un milione di voti di preferenza. Presiedette l'Assemblea europea per la prima volta nel 1977 e venne confermato nel marzo del 1979, anno durante il quale ritirò anche il prestigioso premio "Carlo Magno", assegnato all'uomo politico europeo che maggiormente aveva contribuito al processo di integrazione comunitaria, al quale si aggiunse nel 2011 la medaglia Monnet "per gli alti meriti avuti nella nascita e nello sviluppo della Cee e dell'Unione Europea". Dopo la delusione per la mancata elezione al Parlamento nel 2001, dove si era candidato come indipendente con Democrazia Europea, fu nominato due anni dopo a senatore a vita.

Nello stesso anno fu travolto dallo scandalo su droga e vip: «La cocaina era per me. Sono un assuntore da non molto, non più di un anno, un anno e mezzo. La uso per motivi terapeutici», ammise davanti ai magistrati della Procura della Repubblica di Roma.

E continuò, negli anni successivi, a chiedere scusa al Paese. “Nella vita”, disse, “ogni persona tenta di inviare dei messaggi positivi. Tra quelli negativi, da parte mia, c’è questo episodio. Per il quale oggi, in piena onestà, mi sento di dover chiedere scusa al Paese. Sì, di chiedere scusa ».

La sua ultima uscita pubblica è stata la presidenza del Senato, nella prima seduta di questa legislatura, conclusasi con la proclamazione da parte di Colombo di Pietro Grasso quale nuovo presidente del Senato.

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