Monica Rizzi: 'Giustizia divina sul Pirellone'

Parla l'ex assessore lombardo allo Sport costretta a dimettersi per le false accuse di chi oggi è indagato per peculato

L'ex Assessore allo Sport della regione Lombardia, Monica Rizzi (Credits: Alessandro Viapiano/Imagoeconomica)

Claudia Daconto

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“C'è sempre una giustizia divina che pareggia i conti”.

Di fronte alla scandalo senza fine che coinvolge il Consiglio regionale della Lombardia, finalmente Monica Rizzi, ex assessore leghista allo Sport, può togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E non certo per prendersela con i 20 consiglieri Pd e Idv accusati di peculato al pari dei 62 colleghi di Pdl e Lega Nord, ma per sottolineare che mentre lei è finita nel fango per accuse rivelatesi poi del tutto infondate e relative a un presunto dossieraggio per favorire Renzo Bossi alle precedenti elezioni e a una consulenza per la Provincia ottenuta presentando una falsa laurea in psicologia, chi la “processò” all'epoca è oggi sospettato di aver usato i soldi dei cittadini a fini personali. “Una cosa da piangere – dice oggi la Rizzi costretta a dimettersi il 16 aprile scorso su pressione del suo partito e scagionata il 17 dicembre – di cui io stessa mi vergogno per loro”.

Prima i 62 consiglieri di Pdl e Lega Nord accusati di peculato, ora altri 20 tra Pd e Idv: un'intero consiglio regionale nel fango. Che effetto le fa?

"Il problema è che più si gonfia questa inchiesta e meno efficacia avrà perché se tutti sono colpevoli nessuno lo è".

Invece i veri colpevoli chi sono?

"Non certo i consiglieri “semplici”. Sono i capigruppo a stabilire le regole, a indicare quali spese possono essere rimborsate e quali no e sono le segreterie ad accettare o respingere gli scontrini che i consiglieri presentano. Io, per esempio, sapendo di avere a disposizione una determinata cifra per pranzi o cene istituzionali, tipografia e benzina, ho scelto di pagarmi da sola la benzina e di utilizzare le risorse per pranzi e incontri che la mia segretaria annotava indicando dove ero e con chi ero e che davanti ai pm ho potuto dettagliatamente documentare".

Ma come si fa impedire che i gruppi regionali spendano i soldi dei cittadini per comprare fiori e lecca lecca?

"La legge del '78 che regola questo tipo di finanziamenti è sicuramente datata e va rivista e mi sembra che tra i temi di questa campagna elettorale, generalmente sotto tono, manchi proprio l'attenzione su come vogliamo sistemare queste cose perché di fronte alla gente che non riesce più ad arrivare non più a fine mese, ma nemmeno a metà, è indecente che qualcuno riesca a mettere tra le spese di funzionamento del proprio mandato ostriche e cartucce da caccia".

Ostriche indigeste...

"E' senz'altro una delle cose che mi ha impressionato di più, c'è da piangere. Per l'alto rispetto che ho dello svolgimento del mandato di un consigliere regionale, mi sono vergognata per loro".

Ostriche e munizioni da caccia sarebbero sulla nota spese di Pierluigi Toscani, fuochi d'artificio cinesi, ovetti Kinder con sorpresa, birre, grappe, panini, aeroplanini di carta, pizze, Pinocchi e altro su quella di Alessandro Marelli. Toscani e Marelli: i suoi due grandi accusatori, quelli che l'hanno costretta a dimettersi da assessore, quelli che le hanno praticamente distrutto la carriera politica. Adesso ben gli sta?

"Essere contenti delle disgrazie altrui non è mai bello. Non cerco vendetta perché intanto la giustizia arriva da sola. Io ero accusata di cose davvero inverosimili, ma loro, gli stessi che mi hanno processata, di aver usato i soldi della gente a fini personali. E' molto più atroce. E tutto sommato ci vedo una specie di giustizia divina che pareggia le cose".

E se, come nel suo caso, anche tutte queste accuse cadessero?

"Io aspetto infatti la fine delle indagini per capire se i veri responsabili sono i  consiglieri o le segreterie guidate dai capigruppo. Anche perché sono soprattutto i consiglieri nuovi ad aver effettuato delle spese pazze, quelli arrivati nel 2010. Il che mi fa pensare che, almeno per quanto riguarda la Lega, qualcosa non abbia funzionato a livello di capogruppo, tant'è che anche lui (Stefano Galli ndr) si è fatto rimborsare, adesso dice per sbaglio, 6 mila euro di pranzo di nozze della figlia".

A proposito dei nuovi indagati nel Pd e Idv, crede che questa vicenda  possa rendere ancora più difficile per il centrosinistra la vittoria in Lombardia?

"Non ho visto le liste e non so se queste persone sono state ricandidate o meno, ma penso che di problemi ne abbiamo un po' tutti".

Quindi lei non dà per scontata nemmeno la vittoria del centrodestra con Roberto Maroni candidato alla presidenza?

"Scontata assolutamente no. Girando per strada e incontrando tanti militanti posso assicurare che i mal di pancia sono molti. Come me in tanti non hanno condiviso le scelte, pur legittime, del segretario Maroni di candidarsi alla presidenza della Regione, di allearsi con il Pdl e di non aver ascoltato per niente la base nella compilazione delle liste. Le espulsioni, i declassamenti, quasi sempre di bossiani, dell'ultimo anno, alla fine ci si ritorceranno contro".

E lei e la politica?

"Io sono nata bossiana e morirò bossiana per cui finché Umberto Bossi mi dirà di rimanere al mio posto io resto in campo".

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