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Politica

Decreto Minniti sui migranti: cosa prevede la nuova legge

Centri per la permanenza e il rimpatrio, procedure snelle per chiedere asilo e un grado di giudizio in meno per i ricorsi

Il decreto legge sui migranti firmato dai ministri Marco Minniti ed Andrea Orlando presenta diverse novità sull'accoglienza ai rifugiati in Italia. In 23 articoli, il decreto stabilisce nuove norme in materia di centri di permanenza per il rimpatrio, tempi di esame per le domande di asilo, eliminazione di un grado di giudizio per i ricorsi, possibilità per i richiedenti asilo di svolgere lavori di pubblica utilità.

Ecco le principali novità previste dal decreto.

Spariscono i Cie, nascono i Cpr

Al posto dei vecchi Cie (Centri di identificazione e espulsione) saranno creati in ogni regione i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), 1.600 posti in tutto, preferibilmente fuori dai centri urbani e vicino ad infrastrutture di trasporto. Queste strutture ospiteranno i migranti da rimandare in patria. Per garantire l'esecuzione delle procedure di espulsione vengono stanziati 19 milioni di euro. Le disposizioni escludono il trattenimento nei Centri di persone "in condizioni di vulnerabilità". Previsto l'accesso ai Centri, senza previa autorizzazione, per i parlamentari e gli altri soggetti ammessi a visitare le carceri.

Tempi più brevi per le richieste di asilo

Altro punto fondamentale è il taglio dei tempi di trattazione delle domande di asilo, aumentate nel 2016 del 47% rispetto all'anno precedente (in tutto sono state 123mila). Ci sarà l'assunzione straordinaria di 250 specialisti per rafforzare le commissioni di esame delle richieste. Vengono poi istituite 26 sezioni specializzate in materia di immigrazione ed asilo presso ciascun tribunale ordinario del luogo in cui hanno sede le Corti d'appello.


Un grado di giudizio in meno

Per snellire le procedure si ricorre a un nuovo modello processuale, vengono ridotti i casi in cui è prevista l'udienza orale (il ricorrente potrà però presentare "istanza motivata" di essere ascoltato dal magistrato) e si riduce da 6 a 4 mesi il termine entro il quale si riconosce o meno lo status di rifugiato. Viene eliminato l'appello, il decreto è ricorribile esclusivamente in Cassazione, entro 30 giorni.

Lavori di pubblica utilità

Il decreto prevede che i richiedenti asilo possano essere impiegati in lavori di pubblica utilità gratuiti e volontari, ad opera dei prefetti, d'intesa con Comuni e Regioni.

Agevolazioni per Lampedusa

Nel decreto è stata infine inserita la proroga fino al 15 dicembre 2017 della sospensione dei versamenti tributari a favore dei contribuenti di Lampedusa.

Gli arrivi nel 2016

Nel corso del 2016 sono sbarcate in Italia 181.436 persone, di cui 25.772 minori non accompagnati. Le richieste di protezione internazionale presentate nel nostro Paese nel corso dell'anno sono state 123mila (cifre del rapporto annuale su rifugiati e richiedenti asilo a cura del Centro Astalli). Tutti i richiedenti asilo allo sbarco vengono distribuiti in tutte le regioni d'Italia e il sistema di accoglienza nazionale ha registrato alla fine del 2016 un totale di presenze pari a 176.554 persone. 

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