Il Governo vuole la sanatoria per 700.000 migranti, ma ha paura
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Il Governo vuole la sanatoria per 700.000 migranti, ma ha paura
Politica

Il Governo vuole la sanatoria per 700.000 migranti, ma ha paura

Dopo il voto ecco che si riparla della proposta di regolarizzare chi ha un lavoro. La prova, l'ennesima, della pochezza e della paura dell'esecutivo

In politica a volte i tempi dicono più cose dei contenuti. Prendiamo ad esempio il rapporto tra questo Governo ed i migranti.

I fatti ci dicono chiaramente che le cose sono cambiate di 360° rispetto a prima (malgrado il Premier sia sempre la stessa persona). Dai porti chiusi siamo passati ai porti aperti (1220 persone sbarcate in Italia nel solo gennaio 2020 contro i 202 del gennaio 2019) ma nessuno ha il coraggio di dichiararlo. Le cose si fanno di nascosto, senza urtare l'opinione pubblica molto sensibile sul tema, senza dare una "carta" vincente a Salvini.

I tempi, dicevamo. Non è infatti un caso che la Ocean Viking, nel silenzio di quasi tutta la stampa italiana, sia rimasta 4 giorni al largo delle nostre coste con più di 400 migranti a bordo (salvino rischia il processo per una cosa analoga) e che l'assegnazione del porto di sbarco sia arrivata poche ore dopo lo spoglio delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria.

Come non è un caso che ieri il Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, abbia ritirato fuori dal cassetto una vecchia proposta, quella cioè di regolarizzare gli immigrati clandestini ed irregolari che abbiano però un lavoro; una sorta di sanatoria che potrebbe riguardare 700mila persone. Per mettersi in regola basterà pagare una cifra forfettaria ed il gioco è fatto. Ovviamente, anche questo, dichiarato ad urne chiuse.

In ultimo, sono passati ormai 6 mesi dalla nascita di questo Governo; sul web le dichiarazioni di quei giorni sono facilmente recuperabili. Tra i punti fondativi dell'esecutivo, tra le prime cose da fare, subito, c'era la cancellazione dei Decreti Sicurezza voluti da Salvini.

180 giorni dopo nulla è stato ancora fatto. E i decreti sono ancora validi.

"Uno è un caso, due sono coincidenze ma tre fanno una prova" dice un detto popolare. Il Governo ha paura, teme di gestire in maniera chiara e convinta la gestione migranti. Teme di raccontare le cose come stanno. Teme la reazione dell'elettorato. Doveva essere il Governo del "fare" siamo all'esecutivo dei "vertici" per stabilire "e adesso cosa facciamo?" E da cui escono solo rinvii alla settimana successiva.

Ma d'altronde come poteva essere altrimenti?

Questo Governo ha una forza di maggioranza, anche parlamentare, che di fatto nel paese non esiste più; ha un Premier che prima diceva bianco ora dice nero, ha un solo punto in comune, il rinvio del voto.

Non sappiamo quanto durerà, di certo sappiamo che non potrà fare il bene di questo paese.

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