Politica

Migranti, adesso basta con l'accoglienza indiscriminata

Servono accordi con i paesi d'origine, formazione e lavoro per i regolari, più sicurezza. E un nuovo ministro per l'immigrazione

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Claudio Martelli

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La politica del governo Renzi in materia di immigrazione va rivoluzionata nei presupposti e nei fini, nei metodi e nei mezzi. Il presupposto non può essere quello dell'accoglienza indiscriminata in nome della solidarietà. Il salvataggio in mare è un obbligo umanitario da assolvere senza eccezioni ma non bastae non comporta l'obbligo di accoglieree mantenere chiunquea tempo indeterminato. Gli immigrati che provengono dall'Egitto devono essere ricondotti in Egitto in base agli accordi esistenti. In Libia bisogna trattare sia con il governo di Tripoli sia con il governo di Tobruk offrendoa entrambi ogni forma di collaborazione e di aiuto in cambio dell'esecuzione dei rimpatri, del presidio delle coste, del sequestro dei natanti e dell'arresto degli scafisti. Questa deve essere una priorità del ministero degli Esteri, delle sue ambasciate e dei servizi d'intelligence.

Lo Stato deve riappropriarsi della materia e approfittare dell'assistenza più volte offerta dall'Europa per identificare e distinguere tra chi ha e chi non ha diritto a restare. I rifugiati devono essere ospitati, assistiti, istruiti nella nostrae in altre lingue, formati professionalmente se non lo sono e avviati al lavoro nel più breve tempo possibile. Stessa procedura per gli irregolari: se non possono essere rimpatriati, devono essere avviati al lavoro e imparare a mantenersi. Ministero della Difesa, della Salute e gli altri enti pubblici devono metterea disposizione dell'accoglienza caserme, ospedali, scuole, edifici inutilizzati, proprietà sequestrate alle mafie. Se abbandonati e fatiscenti, questi luoghi devono essere riattati secondo un piano di edilizia che deve poter impiegare anche la manodopera immigrata. Tra gli stessi rifugiati più istruiti e professionalizzati possono essere selezionati uomini e donne coadiuvanti dei nostri insegnanti, dei nostri medici, dei nostri tecnici, dei nostri assistenti sociali.

Un'attenzione particolare va riservata ai minori, innanzitutto a quelli abbandonati, alla loro cura e alla loro educazione. In una suggestiva trasmissione tv, sfidando l'inerzia del governo, Milena Gabanelli calcolò in circa 4 miliardi annui i costi di un programma per 200 mila migranti e 25 mila assunzioni di personale italiano, supponendo un massiccio intervento finanziario europeo. È vero che la Commissione europea ha stanziato 6 miliardi per la Turchia, ma la Turchia ospita (trattiene?) più di 2 milioni di profughi. Qui si parla di 200 mila, mentre è molto dubbio che la durata media dei training necessari sia di soli sei mesi. Tuttavia è probabile che un piano serio e operativo otterrebbe migliore accoglienza degli annunci di Matteo Renzi e delle manfrine di Angelino Alfano, suo ministro dell'Interno. Un compito di questa portata non può essere affrontato senza un'adeguata struttura di progettazionee di gestione a un tempo politicae tecnica. Se non un ministero per l'Immigrazione, come quello dalla vita brevissima che creai nel 1991, occorre un sottosegretariato presso la presidenza del Consiglioo un alto commissario. Di sicuro, per un governo responsabile, un programma che accresca la sicurezza dei cittadinie l'inserimento dei migranti è obiettivo cruciale.

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