Politica

Addio al Movimento 5 Stelle

Dopo il nuovo statuto che cambia radicalmente le regole interne, ora anche l'appello ai "vip" per nuove candidature. La metamorfosi è compiuta

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Sara Dellabella

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Mamme, precari, disoccupati, studenti. Questi sono i volti dei 15mila candidati alla parlamentarie indette, rigorosamente online, dal Movimento 5 stelle per le prossime elezioni politiche. Una folta "banda degli onesti" che spera di dare una svolta parlamentare alla propria vita.

Tra questi però (sorpresa!) spuntano anche candidati noti, personaggi del mondo del giornalismo, della cronaca e persino ex politici che oggi potrebbero tornare in Parlamento grazie ai grillini, scardinando un altro caposaldo del Movimento.

Questo è il caso di Elio Lannutti, ex senatore dell’Italia dei Valori, da sempre impegnato con l’Adusbef in difesa dei cittadini contro le banche, tema caro al movimento e diventato caldo non solo per la vicenda Banca Etruria, ma per le decine di istituti bancari finiti a gambe all’aria in questi anni.

A che servono i volti noti

Tra i candidati “pop”, di cui tutti i partiti fanno uso per accaparrarsi qualche simpatia in più, spuntano nomi del giornalismo come Emilio Carelli, ex direttore di SkyTg24 e Gianluigi Paragone conduttore de La7 che per ora non smentisce del tutto la sua discesa in campo. Ma come, i giornalisti non erano tutti da condannare?

Sale a bordo della nave grillina anche il Capitano Gregorio De Falco che ordinò a Schettino di tornare a bordo della nave Costa Concordia dopo il tragico inchino all’isola del Giglio.

Sono candidature che al momento del voto aiutano l’elettore a riconoscersi in qualcosa e qualcuno, anche per una semplice "operazione simpatia" che in passato ha premiato sportivi, attori, showgirl. Sono nomi in cui gli elettori in qualche maniera si riconoscono, contrariamente a tanti peones della politica che a malapena fanno breccia nei collegi di appartenenza.

È ovvio che quest’esigenza di farsi riconoscere è più stringente in un Movimento dove per essere candidati bastano pochi click e nessun riconoscimento del territorio. In questo caso il candidato “pop” diventa quasi un’esigenza. Come diventa necessario avere anche persone credibili, competenti e con un’esperienza professionale in grado di portare un apporto positivo al lavoro parlamentare e soprattutto di governo.

Per questo già da diversi mesi Luigi Di Maio è impegnato a incontrare esponenti del mondo accademico disponibili a mettersi a disposizione di un futuro governo pentastellato e anche pezzi del mondo dell’associazionismo in grado di dare un contributo su tematiche specifiche.

I contatti, i viaggi all’estero, la nomina di un leader, il cambio delle regole che lasciano l’ultima parola ai capi, l’ingresso agli indagati e anche agli ex di altri partiti e poi infine i candidati pop, sono tutti i passi di un Movimento nato per aprire il parlamento come una scatoletta di tonno e che invece come per magia, si è trasformato in tonno.

La maturità del Movimento che senza darlo troppo a vedere è diventato il Partito 5 Stelle.

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