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Politica

Matteo Renzi solo in tv contro tutti

Su La7 dopo il dietrofront di Di Maio ("è scappato: un leader non ha paura"), ribadisce che il futuro premier lo sceglie il Parlamento e apre alle alleanze

È da solo Matteo Renzi, come ormai siamo abituati a vederlo. Solo.

Anche quello che doveva essere un nuovo confronto televisivo con la sfida lanciata (e poi ritirata in malo modo) dal leader del M5S Luigi Di Maio, lo ha visto uomo solo contro un manipolo di giornalisti, incalzanti e ben decisi a metterlo in difficoltà. Ci sono riusciti? No.

Renzi ha mantenuto la sua solita aggressività dell'uomo senza paure e ne ha avute per tutti con un unico obiettivo: parlare agli elettori e non certo all'assente candidato premier del M5S.

Cosa ha detto di Di Maio

"Vediamo chi è più Casta e chi più cittadino", ha provocato Renzi riferendosi a Di Maio. "Aveva chiesto il confronto ma poi è scappato: un leader non ha paura. Ma Di Maio è come quel compagno di classe che ti dice 'ti aspetto fuori', poi suona la campanella, esci e non c'è nessuno... Gli chiederei perché è sempre in tv ma ha partecipato al 30% delle votazioni in Parlamento. Ha detto che sono un aguzzino e ho salvato le banche mandando sul lastrico i risparmiatori. Rinunci all'immunità, si lasci giudicare".

 

Gentiloni, possibile leader

Ai molti che stanno mettendo in discussione la sua leadership nel Pd (dopo le fallimentari elezioni in Sicilia è stata convocata una direzione del partito per il 13 novembre) risponde che non è messa in discussione la sua posizione. Quanto invece alla premiership taglia corto: "È una discussione sterile perché lo decide il Parlamento e lo sceglie il presidente della Repubblica. Non ho l'ansia di tornare a Palazzo Chigi". E chi eventualmente al suo posto? "Ce ne sono tanti. Uno si chiama Gentiloni. Non è andato lì per caso...".

I rapporti con le altre forze politiche

A Pietro Grasso che ha auspicato che la sinistra abbia un suo candidato premier, Renzi, cosapevole che tornare a un accordo con Mdp è davvero impresa ardua, ha risposto di aver messo in moto nuove trattavie e ha detto: "Non credo che il Paese sia stanco e deluso, c'è tanta bella gente che vuole mettersi in gioco". E sul suo operato conferma: "Vorrei un altro Jobs act, con altri 986mila posti di lavoro. Ricordo che nel 2014, quando sono arrivato a Palazzo Chigi, Obama in una telefonata mi ha detto: farete la fine della Grecia se non cambiate".

Una battuta c'è anche per Silvio Berlusconi: "Mi auguro sia in partita, è mio interesse. Ma si è illuso di poter fare la versione restaurata, come Blade Runner". A lui e a Di Maio lancia la sfida: nella prossima legislatura "il Pd sarà il primo gruppo parlamentare".

Il caso Banca Etruria

L'unico momento di debolezza di Renzi arriva quando gli viene chiesto di commentare il caso Banca Etruria con il coinvolgimento del padre. Schiarisce la voce, cerca di mandare indietro la commozione e risponde: "La vicenda delle banche è una della tante in cui le falsità che girano in rete hanno creato un'immagine falsata: chi ha sbagliato deve pagare, voi parlate solo di Banca Etruria ma negli anni hanno spolpato le banche e tutti zitti, banchieri, giornalisti e politici".

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