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Il M5S vota la Von der Leyen e strizza l'occhio al Pd

La nuova presidente della Commissione Europea passa grazie ai 15 voti dei grillini. Ulteriore prova dell'inciucio con la sinistra

Di Battista Di Maio M5S

Redazione

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Se Ursula von der Leyen è la nuova presidente della Commissione Europea lo si deve ai voti dei 15 europarlamentari del Movimento 5 Stelle, che hanno dato la loro preferenza all'ex ministro del Governo di Angela Merkel.

Un voto a sorpresa quello dei grillini, arrivato quando l'elezione della Von der Leyen era appesa ad un filo, ad un passo dal clamoroso flop. Ma è stata salvata, proprio dal Movimento 5 Stelle.

E non crediamo basti la promessa fatta durante il suo discorso prima del voto di una lotta per il "salario minimo europeo", battaglia questa che la accomuna a quanto sta facendo in Italia Di Maio. Il resto del programma e dell'idea di Europa della presidente non ha nulla di nuovo e nulla a che fare con quanto promesso in campagna elettorale dai grillini. E, su tutto, basti ricordare che Ursula von der Leyen è stata proposta da Angela Merkel e la sua candidatura decisa in un vertice privato Francia-Germania. Insomma, altro che Nuova Europa. E' la solita vecchia storia.

Quindi, perché questo voto? La risposta sospettiamo possa essere una ed una sola. Quanto accaduto ieri a Strasburgo è solo l'ennesima prova del (tentativo di) inciucio, accordo, che il Movimento o almeno una buona parte di questo, stanno costruendo con il Pd. E che dall'Europa rischia di diventare realtà anche a Palazzo Chigi ed in Parlamento.

Le avvisaglie non mancano, da settimane. Questo però comincia ad essere un mattone importante. D'altronde Di Maio (e forse soprattutto Di Battista) sono in difficoltà e sanno che in caso di ritorno alle urne il partito ne uscirebbe fortemente penalizzato e di sicuro all'opposizione. Quindi, se proprio dovesse essere rottura con la Lega di Salvini (sempre più forte stando ai sondaggi), perché non provare un nuovo Governo a sinistra?

Una scelta politica che ci può stare fatta per tirare a campare ma che comporta rischi enormi, soprattutto per il paese.


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